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Leisure

Leisure - 07/05/2018

Thomas: “Chi vive d’arte si mette in gioco sempre”

Vuole fare concerti che uniscano vari tipi di pubblico. E si emoziona quando vede bambini pettinati come lui. Incontro con l'idolo dei teen-ager che si regala un disco per i 18 anni.

Vive per mettersi in gioco e sperimentare con la musica. La favola di Thomas, all’anagrafe Thomas Bocchimpani, nato a San Giuseppe di Cassola (provincia di Vicenza) 18 anni fa il mese scorso, parte da Amici in tv nel 2017 e arriva fino a oggi che il cantante ha rieditato il suo primo disco intitolandolo “18 edition”.

Il suo primo album uscito a ottobre per Warner Music Italy ha subito fatto breccia, non solo tra il popolo che sostiene i teen idol. Questo perché Thomas è un cantante pop con sensibilità e delicatezze proprie di chi sa scegliere cosa raccontare al proprio pubblico.

La nuova edizione dell’album è arricchita da 5 nuovi brani inediti (Non te ne vai ma, Tutta la notte, Libero, Rallenty, Giovani Diamanti).

Thomas al party di lancio del disco di Benji e Fede “Siamo Solo Noise” (foto: The Way Magazine).

Thomas è un ragazzo che ha trovato nella musica e nel ballo le modalità perfette per esprimere le proprie emozioni e le sue passioni e lo testimoniano i suoi successi tanto che, nonostante la sua giovane età, sia l’ultimo album, che il precedente EP “Oggi più che mai”, sono arrivati al vertice della classifica di vendita.

In calce trovate le date del suo instore. Thomas aprirà il concerto dei “Why don’t we” il prossimo 7 giugno a Milano ai Magazzini Generali.

 

07.05 Cagliari Feltrinelli Point  Via Paoli h. 16:00

08.05 Alghero Mondadori  h. 16:30

09.05 Genova Feltrinelli ore 15:00 – Torino Feltrinelli Piazza CLN ore 18:30

10.05 Porto Sant’Elpidio (FM) cc Auchan ore 18:00

11.05 Bari Feltrinelli cc Santa Caterina ore 15:00 – Foggia – cc Grandapulia h. 18:00

12.05 Benevento Mondadori Via Mellusi h. 14.30 – Pontecagnano (SA) cc Maximall h. 18.00

13.05 Afragola (NA) cc Le Porte di Napoli h. 17.30

15.05 Como Frigerio Dischi ore 15:00

19.05 Padova Mondadori ore 14:30 – Conegliano (TV) cc Conè h. 18:00

20.05 Ascoli Piceno cc Al Battente ore 17:30

22.05 Bologna Mondadori ore 15.00 – Forlì cc Puntadiferro ore 18:00

24.05 Viterbo Mondadori ore 15.00 – Grosseto cc Maremà ore 18:00

25.05 Firenze Galleria del Disco ore 15:00 – Livorno Area Commerciale Porta a Mare ore 18:00

26.05 Palermo cc La Torre ore 17:30

27.05 Gravina di Catania (CT) cc Katanè ore 17:30

30.05 Villesse (GO) – Mediaworld c/o cc Tiare Shopping ore 17:30

31.05 Orio al Serio (BG) Oriocenter ore 17:30

La “18 edition” del disco di Thomas uscita a maggio 2018 con cinque nuovi brani.

Quando hai trovato il tempo di lavorare all’estensione del tuo disco?

Sono brani a cui ho lavorato a marzo nel weekend nelle varie tappe del tour e poi per due settimane son venuto a Milano a registrarle. Ne abbiamo poi scelti 4 per testo e arrangiamento. Proprio il 13 aprile nel giorno del mio compleanno è arrivato un brano che si è aggiunto, Non Te Ne Vai Mai.

Le canzoni riflettono la tua crescita?

Racchiudono il lavoro fatto in questi mesi e l’esperienza del tour che dal punto di vista vocale mi ha portato a notare vari dettagli all’interno del cantanto. Si scoprono altri valori, altre sfaccettature della anima musicale. Uso metriche molto più serrate che si ispirano al mondo hip hop…

Anche se tu hai un background anche rock.

So suonare la chitarra e piano e scrivo a volte partendo dallo strumento. Nell’album a ottobre avevo scritto Non Ridere Di Me proprio al piano. Questi nuovi brani sono collaborazioni con altri autori.

Cosa c’è di nuovo che piacerà al tuo pubblico?

C’è anche un mix di un brano dell’album che ho realizzato insieme a un dj techno. Non avrei mai pensato di avvicinarmi a quel mondo, ma è stato un viaggio empatico e musicalmente mi ha sorpreso, sono davvero felice di averlo fatto. Non ascoltavo la techno, magari qualcosa in passato ma non mi aveva mai appassionato più di tanto. Per questo è sorprendente.

Hai molto successo e non devi preoccuparti del marketing, ma non temi di disorientare il tuo pubblico cambiando sempre?

Ballare tra i generi secondo me aiuta, perché ho un buon riscontro, ho un buon legame col pubblico. Chi vive di musica e arte si mette in gioco, c’è da dire però che cerco sempre di proporre qualcosa che mi sento addosso. Ci sono dei generi che mi sento e altri che sperimento e tirano fuori qualche sfumatura diversa del mio mondo. In generale cerco sempre di dare spessore alle cose, non di farle a caso.

Uno dei brani del tuo repertorio, Sheila, prima l’hai eseguoto dal vivo e poi registrato. Che effetto fa?

È un brano importante, il primo che ho scritto in assoluto, era edito perché l’avevo cantato a Festival Show prima di Amici. Nel primo album l’ho voluta rifare con un sound più definito, ci siamo ispirati ai NERD. È figo perché ci sono strumenti acustici ed elettronici nella stessa canzone.

Something Wrong è la tua parentesi internazionale. Hai progetti in questo senso?

È nato come una messa in gioco, il mondo musicale straniero è una forte ispirazione su di me. Provarlo su di me mi ha fatto capire che la credibilità te la puoi costruire. Dal punto di vista musicale non mi dispiace, ho lavorato anche molto sulla pronuncia. Però ho un pubblico molto attento ai testi che preferisce che scriva e canti in italiano. Per questo sono convinto di rendere continuo il mio percorso in italiano per il momento.

Hai ambizioni?

Il mio grande sogno è poter cantare ed esibirmi davanti a un pubblico vasto di nazionalità diverse. Vorrei viaggiare con la mia musica e girare il mondo.

Ti rendi conto che stai festeggiando il tuo diciottesimo compleanno con un disco nei negozi di tutta Italia? Te lo saresti mai immaginato?

Non è da tutti effettivamente, l’anno scorso ho festeggiato in casa da amici, se ci penso. A Vicenza c’è sempre molto entusiasmo, i bassanesi in generale sono molto felici quando rientro.

E Milano invece?

Milano è il posto dove lavoro e la vivo come città dove ci sono tutti i miei incontri e opportunità di realizzazione. Si sono creati dei contatti con produttori, penso ad Alex Trecarichi che ha lavorato al disco, alle persone che mi hanno seguito nel tour, ai ballerini. Ho avuto confronti con altri artisti. È una crescita sotto molti punti di vista.

Mezzo milione di persone ti segue su Instagram. Ti viene il capogiro se ci pensi?

Decisamente, considerando da dove sono partito, mi sono iscritto prima di entrare ad Amici perché ero anti-social. Sono distante a livello di ideali da questo mondo sempre connesso ma mi sforzo per i miei fan e faccio del mio meglio per essere presente. È bellissimo aver fatto due album e un tour in così poco tempo e la crescita del seguito mi ci fa pensare sempre a questo entusiasmo.

Un motivo per cui vale la pena fare quello che fai?

Ci sono tante cose che ti ripagano, la musica ti ripaga sempre. Quando arrivano le persone e ti dicono che ti vedono come idolo, un punto di riferimento, si aggrappano alla tua immagine per affrontare la vita, i sogni e le difficoltà…. Mi sento onorato di questo ruolo e spero di rispettarlo al meglio.

Esistono già dei cloni di Thomas?

Ho avuto modo di vedere qualche ragazzo vestito come me, dei bambini piccoli vengono con il mio taglio. Quella è la cosa più vera e bella perché se lo fanno loro che sono spontanei…



Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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