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Leisure - 02/12/2019

“Tosca” invade Milano, febbre da prima dalla Scala a Montenapoleone

Il gala con la cena che vede impegnati numerosi chef. La mostra a via Montenapoleone, le luci della notte in città. Iniziano le feste.

Il 7 dicembre 2019 alle ore 18 Tosca di Giacomo Puccini inaugura la Stagione d’Opera 2019/2020 del Teatro alla Scala. Dirige il Maestro Riccardo Chailly, che prosegue la sua ricognizione del repertorio italiano e in particolare pucciniano.

L’allestimento è affidato a Davide Livermore, che dopo il debutto scaligero con Tamerlano di Händel ha già collaborato con il M° Chailly per Don Pasquale di Donizetti e Attila di Verdi per l’inaugurazione della scorsa Stagione. Con lui la squadra formata da Giò Forma per le scene, arricchite dai video di D-wok e illuminate da Antonio Castro, e da Gianluca Falaschi per i costumi. Protagonisti in palcoscenico Anna Netrebko, Francesco Meli e Luca Salsi. Nelle rappresentazioni di gennaio Tosca sarà Saioa Hernández, impegnata anche nella tournée in Giappone.

Tosca è in assoluto tra le opere più amate e rappresentate a livello internazionale; nel 2019 è stata la sesta opera più rappresentata al mondo con 134 allestimenti per un totale di 534 recite nei cinque continenti. Dopo la prima romana è stata battezzata alla Scala da Toscanini e vi ha avuto un imponente numero di allestimenti

COLLATERALI – La mostra “E lucevan le stelle…” si inserisce all’interno del palinsesto di Prima Diffusa: dieci riproduzioni delle più belle tavole illustrate tratte dalla graphic novel Tosca di Sara Colaone visitabili lungo via Montenapoleone a Milano.

Vogliamo che anche a Milano si respiri quell’atmosfera speciale che rende le più importanti città a livello internazionale, da Londra a Parigi a New York, meta dello shopping natalizio” afferma Guglielmo Miani, presidente di MonteNapoleone District. “Da anni lavoriamo con il Comune e gli hotel cinque stelle lusso della città per migliorare la percezione di Milano come destinazione turistica di alto livello in ogni momento dell’anno. Per la decima ‘Christmas Shopping Experience’ abbiamo deciso di animare le vie del Quadrilatero con addobbi e iniziative, come la mostra legata alla Prima Diffusa della Scala, senza dimenticare la solidarietà. Oltre ad illuminare le vie coinvolte dall’associazione, riconfermiamo poi il nostro impegno nella valorizzazione delle zone periferiche della città con luminarie dedicate“.

Un gioco di luci e decori lungo le vie Montenapoleone, Verri, Sant’Andrea, Borgospesso, Bagutta e San Pietro all’Orto vedrà alternarsi lampadari di luce con sfere di pino, mentre in via Santo Spirito le decorazioni con steli ornati da fiamme di luce e da boule in pino verde ben si armonizzeranno con le caratteristiche di questa antica strada. E per il sesto anno MonteNapoleone District porterà le luci anche in zona Ponte Lambro e, per la prima volta, in piazza Selinunte.

La festa prevede la mostra “E lucevan le stelle…” che si inserisce all’interno del palinsesto di Prima Diffusa, progetto del Comune di Milano che porta la Prima della Scala del 7 dicembre in tutta la città: dieci riproduzioni delle più belle tavole illustrate tratte dalla graphic novel Tosca di Sara Colaone saranno esposte lungo via Montenapoleone quale inno all’opera lirica di Giacomo Puccini. L’iniziativa è parte del progetto Opera Atlas curato da Biagio Scuderi, direttore artistico dei progetti speciali di Cose Belle d’Italia, società che opera e investe nel mondo dell’arte, della cultura e del lifestyle.

Tre tavole illustrate tratte dalla graphic novel Tosca di Sara Colaone esposte lungo via Montenapoleone quale inno all’opera lirica di Giacomo Puccini. L’iniziativa è parte del progetto Opera Atlas.

Da sinistra, i protagonisti del debutto di Tosca di Riccardo Chailly alla Scala di Milano per questo 2019: Luca Salsi, Davide Livermore, il regista, il maestro Chailly.

LA CENA – Il 7 dicembre è anche e soprattutto un’occasione mondana, forse la serata più importante d’Italia. Quest’anno l’imponente macchina organizzativa diretta da Caffè Scala, marchio del gruppo Fincav, da dieci anni unico responsabile della Cena di Gala del Teatro alla Scala, ha il cuore di Salvatore Quartulli, anima di Caffè Scala ed il suo staff, grazie alla spiccata conoscenza e profonda cultura, ricercano con costanza le eccellenze del food&beverage per cucire un evento davvero su misura.

Il Gala della Scala, l’ultimo atto dello spettacolo in scena a Sant’Ambrogio nel tempio della cultura meneghina, è pensato nei minimi particolari da Caffè Scala, dalla scelta dello chef per la Cena alla Società del Giardino, agli arredi dei saloni, alle materie prime che comporranno i piatti del menù più atteso dell’anno. “L’attenta ricerca dello chef che cura la cena di gala della Prima inizia già durante l’estate -commenta Salvatore Quartulli, Amministratore e Direttore Generale di Caffè Scala- In questi 10 anni di attività abbiamo sempre creato un filo conduttore tra l’opera scelta e il gala del Doposcala, per noi la tavola diventa un palco dove mettere in scena ogni dettaglio, dal menù all’allestimento curati su misura proprio come arredi scenici.”

Filippo La Mantia e Daniele Canzian, seguendo il gusto della tradizione siciliana e milanese hanno preparato un menù che ha ben accolto il tema delle opere e l’identità del loro autore. Durante la serata, sala e cucina si coordinano con sinergia per la perfetta riuscita della cena. Proprio come in una delle migliori orchestre, Salvatore Quartulli dirige e coordina chef, la brigata di 40 persone, ma anche i 30 sommelier; 10 maître, due per ogni sala; 10 pasticceri e il maggiordomo come da etichetta del gala scaligero.

La cena raddoppia con la Cena delle Maestranze In parallelo alla cena alla Società del Giardino, verrà servita la cena per la festa di tutte le maestranze del Teatro nel retro-palcoscenico, un gran buffet per 500 persone allestito in brevissimo tempo durante gli applausi, cucinato su misura dall’ Executive Chef di Caffè Scala Maurizio Riva e dalla sua brigata. Atmosfera unica, quasi onirica, la cena nel dietro le quinte sarà anch’essa un omaggio alla Tosca: i Tonnarelli Cacio e Pepe dedicati a Roma, città in cui è ambientata l’opera, il Pollo alla Marengo, piatto prediletto da Napoleone Bonaparte, ed il Buccellato di Lucca, patria di Puccini.
Nel backstage della Prima della Scala le cucine saranno in fervente attività per preparare il sontuoso menù che verrà servito ai 500 commensali che siederanno nelle lussuose sale della Società del Giardino. Cinque saloni allestiti ispirandosi a Tosca, secondo il gusto napoleonico, con velluti color carta da zucchero, indaco, rosso cremisi e sontuose decorazioni floreali create da Tea Rose. Preziosa la mise en place, con piatti antichi Richard Ginori, posaterie d’argento fiorentino e tovaglie ricamate, accuratamente selezionate da Caffè Scala, che vanta una collezione di porcellane, bicchieri e stoviglie di alta gamma. Lo Chef che firmerà il menù della Cena di Gala, personalmente selezionato dal team di Caffè Scala e che meglio rappresenta la città di Milano, è Enrico Bartolini, da pochissimo insignito della terza stella Michelin. “Quando abbiamo scelto Bartolini, ancora bi-stellato, gli abbiamo dato fiducia pensando che avrebbe trionfato in qualunque caso” racconta il direttore artistico Salvatore Quartulli.

Il menù spicca per la tradizione toscana, un chiaro omaggio a Puccini e si apre con un antipasto dai sapori più variegati come la minestra di cavolo nero e piccione, un ingrediente ricercato e tipico dell’aristocrazia del tempo, ma anche ceci, seppioline e cacciucco, espressione della migliore tradizione livornese e viareggina. Il primo piatto è intitolato all’amante della Tosca, il pittore Cavaradossi, in questo omaggio è racchiusa l’essenza della tradizione meneghina: un risotto con rape rosse e gorgonzola. Segue il secondo piatto con “Tenerezza di Vitello”, la migliore materia prima impreziosita da un ingrediente esotico e speziato come la curcuma e arricchito da un contorno di millefoglie con funghi e patate. E per concludere questo ultimo atto finale, Chef Bartolini propone un gelato al cioccolato fondente e zabaione al rum.  Si finisce sempre poi con un panettone artigianale, simbolo della milanesità.

 



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