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Leisure - 07/12/2018

Tour, dischi e libri: Fabrizio De André è ancora tra noi

Cristiano De André porta in tour "Storia di un impiegato". E poi i libri di Enzo Gentile, Guido Harari e altri che ne ricostruiscono il mito.

Il Fabrizio De André raccontato da amici e colleghi che emerge dal libro di Enzo Gentile pubblicato recentemente da Hoepli, è una testimonianza preziosa. Anzitutto “Amico Faber”, questo il titolo del nuovo volume, ci fa capire quanto sia una figura ancora centrale a vent’anni dalla sua scomparsa (11 gennaio 1999) nel panorama culturale italiano.

“Amico Faber”, edito da Hoepli, scritto dal giornalista Enzo Gentile.

Lui che ha rispecchiato con i suoi dischi un pezzo di società e di storia del nostro paese, ha raccontato l’avventura umana dei più umili, ha fotografato il nostro tempo. Enzo Gentile è bravo a ricostruirne la vita artistica attraverso le parole di chi lo ha conosciuto, sfodera le fortune (e bravure, ovviamente) del giornalista consumato che ha incontrato l’artista e ne ha condiviso anche le parti di vita più private, fino ad arrivare ad analizzare l’importante disco Creuza de ma, indicato tra i più importanti di world music. Il testo contiene un’intervista autografa, rilasciata all’autore nel 1985.

Da poco pubblicato da Rizzoli, arriva il nuovo libro di Guido Harari Fabrizio De André. Sguardi randagi, con una prefazione di Cristiano De André, una postfazione di Dori Ghezzi De André e una dedica di Fernanda Pivano. Sguardi randagi raccoglie, per la prima volta in maniera organica, oltre 300 fotografie scattate da Guido a Fabrizio tra il 1979 e il 1998, molte delle quali inedite, il tutto accompagnato da aneddoti ed estratti delle interviste che hanno realizzato insieme.

Sempre nel mondo libri, un focus ancora poco esplorato è quello tra il cantautore e il 1968, anno in cui uscì il suo secondo disco, “Tutti morimmo a stento“, da molti indicato come uno dei primi concept album della storia musicale italiana. Claudio Sassi e Odoardo Semellini ne hanno scritto in “Tutti morimmo a stento. Il Sessantotto di Fabrizio de André” (Lampi di stampa) sia raccontando la genesi del disco che facendo luce sulla versione diversa della “Ballata degli impiccati” e sulla storia dell’album registrato in lingua inglese e mai pubblicato (ritrovato miracolosamente in America 10 anni fa).

FOTO STORICHE – Esce in queste settimane anche un libro fotografico a cura di Guido Harari. La pubblicazione si chiama Sguardi Randagi, ha una edizione Deluxe di sole 350 copie con una copertina diversa in similpelle rossa con impressioni a caldo, contenute in uno speciale cofanetto a scivolo. La Deluxe numerata e firmata da Cristiano De AndréDori Ghezzi, Franz Di CioccioGuido Harari contiene una esclusiva stampa fine art formato 24x30cm numerata e firmata da Guido, ed un poster.

TOUR DEL FIGLIO – Iniziato a fine novembre, “CRISTIANO DE ANDRÉ – STORIA DI UN IMPIEGATO”, è il tour ispirato al celebre concept album di Faber, che torna così a smuovere le coscienze a 50 anni dalle rivolte sociali del 1968.

Una serie di concerti, rimandati per un problema di salute dall’estate scorsa, che impegneranno Cristiano De André in tutta Italia per vari mesi, strutturati come una vera e propria opera rock grazie ai nuovi arrangiamenti. Cristiano De André, unico vero erede del patrimonio musicale deandreiano, ha attinto dall’immenso repertorio di Fabrizio rileggendo il disco del 1973 sempre più attuale, un concept album ‘sugli anni di piombo e sulla speranza di costruire un mondo migliore’. “Storia di un impiegato” racconta infatti il gesto di un impiegato degli anni ’70, animato dal ricordo della rivolta collettiva del Maggio francese del 1968. ‘Il Sessantotto non fu tanto una rivoluzione politica, quanto sociale e culturale: anni di “lotta dura, senza paura”, come recitava uno dei tanti slogan, ma anche uno spartiacque tra passato e futuro’.

Prossimi concerti nel 2019: il 15 gennaio al Teatro Carlo Felice di Genova, il 2 febbraio all’Obihall di Firenze, il 7 febbraio al Teatro Regio di Parma, l’11 febbraio alla Cavea Santa Cecilia di Roma, il 4 marzo all’Alcatraz di Milano e l’11 marzo al Teatro Colosseo di Torino. Il tour sarà anticipato dall’anteprima nazionale che si svolgerà al termine della residenza di allestimento al Teatro Piermarini di Matelica (MC) sabato 17 e domenica 18 novembre. 

L’artista ha ardentemente voluto portare in scena quest’opera nel 50esimo anniversario del ’68, un disco che mette in discussione le basi su cui si fonda il potere. Arrangiare “Storia di un impiegato” ha significato per Cristiano De André riportare in auge ‘i figli della rivoluzione pacifista: l’utopia, l’anarchia, il Sogno, da una parte, il Potere, la paura, l’inabissamento delle qualità individuali a discapito delle esigenze globali, dall’altra’. Come recita il testo di “Nella mia ora di libertà”: Certo bisogna farne di strada/da una ginnastica d’obbedienza/fino ad un gesto molto più umano/che ti dia il senso della violenza/però bisogna farne altrettanta/per diventare così coglioni/da non riuscire più a capire/che non ci sono poteri buoni.

 

Canzoni celebri estratte da “Storia di un impiegato” come “Il bombarolo” a “Verranno a chiederti del nostro amore” saranno affiancate da altri brani di repertorio che hanno affrontato il tema della lotta per i diritti, come “La guerra di Piero”. Questi brani sono contenuti nei progetti discografici di grande successo “De André canta De André – Vol. 1” (2009), “De André canta De André – Vol. 2” (2010) e “De André canta De André – Vol. 3” (2017).

Cristiano De André e Stefano Melone (alla produzione artistica) hanno dato una nuova vita musicale alle canzoni del disco, ‘un suono rock-elettronico, calibrato sui momenti psicologici del protagonista della storia, dall’iniziale clima di sfida dettato dall’introduzione sui giorni del Maggio francese sino al fallito attentato e al carcere.



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