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Leisure - 31/08/2020

Un doc sulla Tunisia apre la settimana della critica a Venezia

LES AIGLES DE CARTHAGE di Adriano Valerio apre la 35. Settimana Internazionale della Critica alla 77esima mostra del cinema di Venezia.

Sarà “Les aigles de Carthage” di Adriano Valerio il corto di apertura girato in Tunisia della 35. Settimana Internazionale della Critica nella sezione SIC@SIC Short Italian Cinema, nata da una sinergia tra il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani e Istituto Luce-Cinecittà) nell’ambito della 77esima edizione della mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Mercoledì 2 settembre alle ore 14:15 in Sala Perla (Lido di Venezia) per stampa e industry e giovedì 3 settembre alle ore 14:00 per il pubblico verrà infatti proiettato in prima mondiale il nuovo lavoro del regista, presente per la quarta volta al festival dopo “Banat – il viaggio” (2015),  “Agosto” (2016) e “Mon amour mon ami” (2017).

Come di consueto per ogni sua opera, Valerio esplora nuovi contesti territoriali e latitudini geografiche: per “Les aigles de Carthage” (titolo internazionale “The Eagles Of Carthage”), mosso anche dalla sua grande passione per il calcio, si è ispirato alla storica partita del 14 Febbraio 2004 allo Stadio Olympico di Radès, che ha portato la Tunisia a vincere la prestigiosa Coppa d’Africa, battendo per 2 a 1 il Marocco. Lo spunto, argomentato da testimonianze e filmati d’epoca, è l’occasione per far rivivere emotivamente un evento che, in epoca di dittatura, riuscì a riunire un grande popolo sotto una comune identità nazionale.

“Una serie casuale di eventi – afferma il regista – mi ha portato a scoprire questa partita del 2004, tra Tunisia e Marocco, in cui Le Aquile di Cartagine sfidavano i Leoni dell’Atlas per la conquista della Coppa d’Africa. La Tunisia non solo non l’aveva mai vinta, ma veniva da disfatte umilianti, ed aveva un dittatore (Ben Ali) pronto a sfruttare l’eventuale vittoria come un trionfo personale che avrebbe potuto alimentare ulteriormente il culto della propria persona e del proprio regime. Quello tunisino è un popolo calorosissimo, appassionato di calcio e, a detta di alcuni storici, proprio i festeggiamenti del 2004 hanno avuto un ruolo chiave nel creare la coesione sociale germogliata fino alla rivoluzione del 2011. Ho deciso di raccontare questa partita declinandola attraverso le parole di diversi personaggi che, a distanza di quindici anni, ne rivivono il ricordo in una chiave multipla: intima, sportiva e politica”.

Adriano Valerio, regista, racconta: “Da bambino, come molti coetanei, passavo giornate intere a giocare a pallone nel cortile del mio palazzo, in provincia di Milano. La mia passione per questo sport proseguiva nelle vesti di tifoso, sfegatato, dell’Inter. Negli anni mi sono reso conto che spesso il calcio (giocato o discusso) mi ha permesso di abbattere delle barriere nelle relazioni interpersonali, che fosse nella mia vita quotidiana o nel corso dei tanti viaggi che, per passione o per lavoro, mi hanno portato in diversi Paesi del mondo. Ho incontrato persone giocando a calcio sulla Piazza Meskel, ad Addis Abeba, sui campi in Zambia e Burundi e persino sull’unico campo di Tristan da Cunha, in netta pendenza e dove vince
sempre chi gioca in discesa. Ho vissuto l’esperienza straordinaria di vedere il Boca segnare nella Bombonera di Buenos Aires, ed, esultando, spaventarmi sentendo gli spalti tremare al boato dei tifosi. In tale ambito calcistico, la Coppa d’Africa è una competizione che mi ha sempre particolarmente affascinato. L’ho seguita soprattutto nelle mie due città di adozione, Palermo e Parigi”.

Valerio rivolge il proprio sguardo introspettivo sul forte legame che il calcio riesce a creare, avvicinando intere comunità e diverse generazioni in quella che Pasolini definiva ‘l’ultima rappresentazione sacra del nostro tempo’. “Il film – continua il regista – prova a fare coesistere tutti gli aspetti della sfida calcistica: la tensione agonistica, gli elementi tecnici e tattici, ma soprattutto la partita come evento e come fenomeno di partecipazione emotiva di un intero popolo.

Il corto, una produzione Full Dawa Films in co-produzione con Sayonara Film, APA, French Lab Agency, Les Cigognes Films e distribuito in Italia da Elenfant Distribution, sarà replicato in doppia visione venerdi 4 settembre alle ore 19.30 al Cinema Astra 1 e alle ore 19:45 al Cinema Astra 2 del Lido di Venezia. La visione dei film sarà soggetta a prenotazione: per la stampa è necessario il pass (su richiesta formale all’ufficio stampa della Biennale https://www.labiennale.org/it/cinema/2020/accrediti); per il pubblico l’acquisto dei biglietti sarà esclusivamente on line al sito https://www.labiennale.org/it/cinema/2020/informazioni).



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