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Leisure

Leisure - 26/05/2019

Una “banca dei sapori” a Canegrate

Un forziere sotterraneo in provincia di Milano con enoteca e pietanze prelibate. Pesce e vini dal mondo con accoglienza schietta. Vera tradizione culinaria.

C’era una volta la caramella alla menta che nasceva attorno al buco. Ma qui a Canegrate, in una strana piazza che si sviluppa asimmetricamente attorno a vecchie vie, una fontana, una chiesa e deliziosi portici, hanno fatto di meglio. Hanno individuato un caveau di una (ex) banca e gli hanno costruito attorno e sopra un piccolo rifugio enoico e gourmand. È la Banca dei Sapori (Canegrate, piazza matteotti 19, telefono 0331403981), un’enoteca con cucina che nasce dalla passione e dalla abnegazione di Mario Belviso che ha portato lungo l’asse del Sempione i gusti, una location e una modalità di servizio che non stonerebbero nei locali del centro sotto la madonnina.

Accurata selezione di materie prime di qualità, attenzione alla freschezza di carne e pesce, formaggi e salumi, preparazioni semplici che esaltano ogni singolo gusto sono gli ingredienti principali delle ricette.
Le proposte seguono il naturale ciclo delle stagioni per offrire sempre il piatto che meglio si sposa con clima e temperatura. A Canegrate a piazza Matteotti c’è la Banca dei Sapori. A disposizione anche una navetta su prenotazione (chiamando il numero 392/9236249)
Mercedes Classe E posti .1/3
Mini-Opel Vivaro posti 4/8

I cavalli di battaglia della Banca? Oltre al già citato forziere sotterraneo, arredato con gusto e tappezzato da una pregevole e amplissima selezione di bianchi, rossi e bollicine da tutto il mondo, c’è l’accoglienza attenta e schietta dell’oste nonché patron Mario. Ma anche una cucina pulita, leggera, moderna e attenta alle tendenze del momento. E quindi si può godere delle crudità di pesce con germogli, di un eccellente patanegra con giardiniera artigianale oppure delle acciughe cantabriche con maionese al peperone e burro.


Il carnaroli tra i primi è invece un punto fermo – e come potrebbe non esserlo in un ristorante lombardo che si rispetti – la fantasia della cucina lo trasforma poi in risotto con asparagi e blu di capra. I secondi sono in genere di pesce, come la piovra caramellata, caviale di melanzana al faggio e burrata di Andria, e si completano con una piccola offerta di tagli di manzo o di agnello.

Si chiude con soddisfazione, la mano che confeziona i dessert è abile e pregevoli sono i risultati finali. Anello di sfoglia con crema alla ricotta e vaniglia e bouquet di frutti rossi, oppure crema al lampone profumata allo zenzero con sfera di gelato alla pera e caviale di balsamico. La bocca è soddisfatta, il corpo leggero e l’animo acquista serenità.



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