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Leisure

Leisure - 30/01/2018

Una vita da collezione, Arbore a Palazzo Reale a Napoli

Fino al primo maggio al grande pugliese è tributato un omaggio dalla città che l'ha reso famoso. Nel mondo.

Radio, televisione, cinema, riviste ma soprattutto musica e colore sono i protagonisti della mostra – spettacolo “Neapolitan Memories and Songs by Renzo Arbore and his tv shows and absolute inutilities” un viaggio allegro in tutti i campi con i quali Arbore è saputo entrare nelle case e nei cuori degli italiani.

Cosa ci troviamo? Ci sono tutte le sue cianfrusaglie inutili messe in ordine come pezzi rari di arte, e forse alcune borsette in bachelite e alcune miniature di radio d’epoca lo sono per davvero.

Cravatte stramplate e cappelli impensabili, una parete di camicie che sembrerebbe impossibile indossare, cimeli che provengono dalle scenografie delle sue trasmissioni e che spesso si è portato a casa sua utilizzandoli come oggetti di arredo (il lume a coccodrillo da Marisalanuit, il quadro di Armstrong con gli occhi che si chiudono o il Totò illuminato di Marco lodola ne sono un esempio) le sedie e le poltrone disegnate per una nota azienda di arredamento, le copertine dei magazine su cui è apparso nella sua lunga carriera.

Marco Lodola, opera luminosa alla mostra di Renzo Arbore a Napoli.

Marco Lodola, opera luminosa alla mostra di Renzo Arbore a Napoli.

E poi le testimonianze degli amici di sempre, le stesse facce che troviamo nei suoi show, Benigni, Troisi, De Crescenzo, Laurito, Frassica, ma anche personaggi noti della tv e dell’arte italiana (Fellini, Baudo…), sono tutte li in una miriade di monitor e di pannelli.

Poi la musica e le canzoni, prima su tutte la canzone napoletana (e grazie all’archivio storico della canzone napoletana è possibile ascoltare in un jukebox nella sala che Techerai e Radiorai hanno realizzato), i concerti con l’orchestra italiana in giro per il mondo, le leggende del soul e del rithm&blues internazionali, così come i vari murolo carosone e sergio bruni, che sono di casa nei suoi show

Un capitolo a parte è la presenza artistica di graziella pera, sua costumista da sempre (un costume della ragazza coccodè fa bella mostra di sè) e degli scenografi Alida Cappellini e Giovanni Licheri, nei locali della sala dorica del palazzo reale di napoli, non si capisce dove finiscano le scenografie delle trasmissioni e dove cominciano le foto di casa sua, sono praticamente le stesse, una trasposizione del suo mondo sullo schermo televisivo, un continuo tra fantasia e realtà senza soluzione di continuità.

E interessante la presenza dei ragazzi di scampia dell’associazione canta suona e cammina, voluti da arbore per dare loro il compito di accompagnare i visitatori lungo la mostra. C’è tempo fino a maggio 2018 per gustare di questo viaggio fantastico

Testo e foto: Camillo Alfano, architetto e storico del costume italiano.



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