28 Novembre 2021

Viaggio al Guggenheim di Venezia

Cosa c'è nel 2021 al museo sul Canal Grande a Venezia nella magnifica sede a Palazzo Venier dei Leoni. "Migrating Objects" è la parte di arte dal mondo a cui la fondatrice teneva particolarmente.

28 Novembre 2021

Viaggio al Guggenheim di Venezia

Cosa c'è nel 2021 al museo sul Canal Grande a Venezia nella magnifica sede a Palazzo Venier dei Leoni. "Migrating Objects" è la parte di arte dal mondo a cui la fondatrice teneva particolarmente.

28 Novembre 2021

Viaggio al Guggenheim di Venezia

Cosa c'è nel 2021 al museo sul Canal Grande a Venezia nella magnifica sede a Palazzo Venier dei Leoni. "Migrating Objects" è la parte di arte dal mondo a cui la fondatrice teneva particolarmente.

Un museo che ha conservato diversi livelli di testimonianze nei decenni è una parte preziosa del patrimonio culturale italiano. La Collezione Guggenheim di Venezia, aperta negli anni Cinquanta per volere della sua fondatrice Peggy, non solo si trova in uno dei palazzi storici più suggestivi della città lagunare ma è custode di meraviglie artistiche che attraversano il Novecento.

Nato in Pennsylvania a fine Ottocento, Alexander Calder è stato uno dei maggiori scultori statunitensi. Questa è “The Cow” nel cortile del Guggenheim di Venezia.
Pablo Picasso, Busto di uomo in maglia a righe, 1939 – Venezia, Collezione Peggy Guggenheim.

Nella sua biografia dove raccontava della sua passione per il collezionismo d’arte, Peggy Guggenheim diceva: “Mi ritrovai orgogliosa proprietaria di dodici fantastici (artefatti): si trattava di maschere e sculture della Nuova Guinea, del Congo Belga, del Sudan Francese, del Perù, del Brasile, del Messico e della Nuova Irlanda”. Questo è il nucleo di “Migrating Objects”, la mostra temporanea che da questo 2021 di riapertura ha segnato un nuovo tassello per il percorso espositivo del museo veneziano.

Si tratta di un grande valore anche simbolico per questo luogo straordinario. Migrating Objects. Arte dall’Africa, dall’Oceania e dalle Americhe nella Collezione Peggy Guggenheim, inaugurata alla Collezione Peggy Guggenheim il 15 febbraio 2020 fu chiusa dopo appena tre settimane a causa della pandemia. L’esposizione ora rimarrà aperta fino al 10 gennaio 2022, grazie al sostegno di Pilar Crespi Robert, socia e Chair dell’Executive Committee dell’Advisory Board della Collezione, e del marito Stephen Robert, trustee della Solomon R. Guggenheim Foundation, New York.

Passata alla storia per aver sfidato le convenzioni come collezionista e mecenate, e da sempre celebrata per la sua collezione d’arte moderna europea e americana, nel corso degli anni ’50 e ’60 Peggy Guggenheim inizia a guardare oltre i confini dell’Europa e degli Stati Uniti interessandosi all’arte dell’Africa, dell’Oceania e delle culture indigene delle Americhe.

L’esposizione di manufatti non occidentali (35 ineditamente esposti) è il frutto di un esteso periodo di ricerche e confronti da parte di un team di studiosi su questi lavori per lungo tempo tralasciati negli studi sulla collezione di Peggy Guggenheim.

Il museo ospita la collezione personale di Peggy Guggenheim, ma anche i capolavori della Collezione Hannelore B. e Rudolph B. Schulhof, il giardino delle sculture e mostre temporanee. La Collezione Peggy Guggenheim fa parte della costellazione di musei della Fondazione Solomon R. Guggenheim che include il Museo Solomon R. Guggenheim di New York , il Guggenheim Museum Bilbao e il futuro museo Guggenheim Abu Dhabi.

Nel percorso espositivo della permanente si ammirano capolavori di Pablo Picasso, Piet Mondrian e Jackson Pollock. Grandi maestri del XX secolo i cui capolavori sono oggi conservati alla Collezione Peggy Guggenheim, collezionati con fiuto e lungimiranza dalla mecenate americana tra la fine degli anni ’30 e il corso degli anni ’40 del Novecento. Lo studio (1928) di Picasso, Composizione n. 1 con grigio e rosso 1938 / Composizione con rosso 1939 (1938 – 39) di Mondrian, Alchimia (1947) di Pollock: tre magistrali esempi di cubismo, astrazione ed Espressionismo astratto americano, che per motivi differenti sono passati sotto la lente esperta del dipartimento di conservazione del museo.

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Christian D'Antonio

Christian D'Antonio

Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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