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Leisure - 25/10/2020

Viva la pasta, il “World Pasta Day” da vivere con fantasia

Da Ercolano ai Caraibi, il giro del mondo in tante paste diverse per festeggiare la giornata simbolo dell'alimento italiano per eccellenza.

Il 25 ottobre si celebra in tutto il mondo il World Pasta Day, una ricorrenza internazionale dedicata alla pasta e a tutte le ricette che la vedono protagonista. Il successo della pasta è ormai globale e va sempre più di moda anche all’estero, anche se a volte le ricette subiscono delle modifiche “sorprendenti”. È il fenomeno dell’Italian sounding, ossia la denominazione di prodotti con parole italiane o che ricordano l’italiano con il fine di renderli più appetibili. Per questo Babbel, la app per le abilità linguistiche a un livello superior, ha stilato una lista delle curiosità linguistiche legate a questo alimento e alle ricette più sorprendenti che vengono sperimentate all’estero

IL “NAMING” La parola “pasta” non viene tradotta nel mondo. Ci sono tuttavia delle eccezioni: in francese “pasta” si traduce con “pâte”, in portoghese si usa “massa”, in greco “zymapika”, mentre in russo il termine migliore per farsi capire al ristorante è “паста”. In Repubblica Ceca si dice invece “testoviny”, in ungherese il termine corretto è “tészta”, mentre “makarna” è l’equivalente turco. In Spagna attenzione agli equivoci: “pasta” significa anche “denaro”, il che da spesso luogo a simpatiche incomprensioni.  

Alcune tipologie di pasta risultano inoltre innaturali o molto difficili da pronunciare per chi non parla italiano, venendo quindi storpiate: succede con le fettuccine e le linguine, a cui gli stranieri sostituiscono la vocale finale chiamandole “fettuccini” e “linguini”; oppure con le lasagne, gli gnocchi o le tagliatelle, che presentano le formule -gn e -gl, poco utilizzate nei paesi non latini.

Ogni pasta ha il proprio nome

La cucina è il regno della fantasia e il genio gastronomico è sbocciato per inventare diverse forme di pasta, ognuna con il proprio nome. Alcuni di questi hanno un equivalente straniero che ne racconta la geometria: ad esempio in Inghilterra le penne vengono chiamate “pasta quills”, ovvero “aculei di pasta”, mentre in francese i bucatini sono chiamati “spaghettis creux”, ovvero “spaghetti cavi”. 

Per alcuni la parola maccheroni deriva dal latino “maccare”, ovvero “schiacciare”. Per altri invece l’origine è greca e deriverebbe dal termine “makaria”, un piatto costituito da un impasto di farina d’orzo e brodo. I più poetici scelgono un’altra parola greca, ovvero “makar”, che significa “beato, felice”. Furono i napoletani a porre fine ad ogni equivoco: con maccheroni iniziarono ad indicare solo e soltanto la pasta lunga trafilata, di cui erano stati grandi consumatori sin dal 1600.

RICETTE PAZZE – Nel World Pasta Day ci divertiamo a capire come è interpretato questo alimento all’estero. Negli Stati Uniti il “maccheroni al formaggio” è uno dei piatti di pasta più apprezzati. È talmente popolare da essere diventato un sandwich: si chiama Mac and Cheese Sandwich e consiste in un toast ripieno di pasta al formaggio. Troppi carboidrati? Si può sperimentare il Mac And Cheese Bun Burgers: è come un hamburger, ma al posto del pane si usano due dischi di pasta al formaggio impanati e fritti. In Messico si stanno diffondendo sempre più i tacos spaghetti, ovvero tacos ripieni di spaghetti con salsa al pomodoro piccante e polpette. Le penne alla russa sono invece un classico della cucina italo-americana. Anche in questo caso la ricetta è poco “italo” e molto “americana”, visto l’abbondante utilizzo di bacon, panna e, ovviamente, vodka.

Il giro del mondo nella giornata che festeggia la regina dei carboidrati: il World Pasta Day.

La giornata dedicata al piatto simbolo del Bel Paese, promossa dall’Unione Italiana Food e dall’International Pasta Organization.
 
In occasione di questo giorno – e con un occhio alle attuali limitazioni negli spostamenti – è possibile immaginare un giro del mondo virtuale attraverso ricette e ispirazioni degli chef di alcuni fra i migliori hotel 5 stelle internazionali.

In omaggio al centenario di Alberto Sordi e a una delle scene culinarie più iconiche del cinema italiano, lo Chef Michele Ferrara arricchisce il menu autunnale 2020 del J.K. Café di J.K.Place Roma con il Maccarone Me Te Magno.
Rigatoni di Gragnano conditi con una salsa preparata con sei tipologie di pomodoro. Lo chef li seleziona personalmente al mercato la mattina e li cuoce per 6 ore, aggiungendo olio extravergine d’oliva, Parmigiano Reggiano 36 mesi e tanto basilico fresco: l’Italia in un piatto.
 

Principe di stagione, in Costiera Amalfitana il tartufo si divide fra terra e mare. Al ristorante Belvedere del Belmond Hotel Caruso, lo Chef Mimmo di Raffaele combina i due mondi nei suoi Tagliolini bio all’uovo con tartufi di mare e tartufo nero dell’Irpinia, rendendo così omaggio a due fra i prodotti più emblematici della regione.

Le orecchiette – lo dice anche il nome – sono il primo piatto perfetto da preparare quando si ha bisogno di essere ascoltati.
Barese DOC e grande ascoltatore, lo Chef Vito Rizzi al ristorante The Seasons di The Nicolaus Hotel Bari ne propone una versione a Km0, diventata un’istituzione della tradizione cittadina: Orecchiette di Semola con pomodorini a filo e ricotta marzotica. Un piatto semplice, che parla da solo.

Con il suo orto biologico di oltre 2000 mq, Verdura Resort sa cosa sia una materia prima a KM 0. Qui, Fulvio Pierangelini trova ispirazione per le sue ricette, come i Ravioli ripieni di melanzane. In questa pasta fresca c’è tutto il gusto di un ingrediente fondante della cucina sicula, esaltato da una spolverata di ricotta salata locale. 

Promotore di una cucina bilanciata e salutare, al ristorante stellato Berton Al Lago de Il Sereno, Lago di Como Chef Raffaele Lenzi propone un menu basato su ingredienti vegetali, inclusi tuberi e radici.
Gli Spaghetti Pistacchio e Rapanelli sono un’esplosione di sapori adatta al palato di tutti poiché contengono le proteine dei pistacchi e i nutrienti dei rapanelli che, con i carboidrati della pasta, creano un piatto sano e completo.
 

The Chedi Andermatt si è imposto in tutta la Svizzera come destinazione d’eccellenza per gustare la più raffinata cucina giapponese.
A 2300 metri di altitudine, nel nuovo The Japanese by The Chedi Andermatt sulle pendici del monte Gütsch, lo Chef stellato Dietmar Sawyere propone una degustazione bento, che include la pasta tipica della cucina del Sol Levante: Udon con tempura di verdure e dashi di cocco piccante. 

Detentore di 1 stella Michelin da oltre 13 anni, il ristorante Number One del Balmoral Hotel a Edimburgo, regno dello Chef Mark Donald, omaggia l’ingrediente italiano per eccellenza con una ricetta di pasta fresca ripiena che profuma di Scozia.
I suoi Smoked potato and egg yolk ravioli racchiudono infatti gli aromi d’autunno delle Highlands grazie al sentore di affumicato che sprigionano a ogni boccone e rappresentano un ottimo pretesto per spingersi a esplorare la capitale scozzese.

Meta preferita dai viaggiatori italiani, anche le Maldive celebrano la regina della dieta mediterranea. al ristorante Blu di Four Seasons Resort Maldives, lo Chef de Cuisine Jurgen Kulli – italiano DOC – combina le sue tradizioni con le esperienze formative in ristoranti stellati per offrire agli ospiti del resort piatti autentici con un twist creativo.
In occasione del World Pasta Day lo Chef propone i classici Tortelli fatti in casa, con ripieno a Km0: dentice rosso – pesce locale maldiviano – caprino, erbette dell’isola e foglie di Kopi (caffè asiatico).

Anche ai Caraibi la pasta ha le sue “home away from home” d’elezione. Con il suo concept di ristorazione gourmet à-la-carte di cucina internazionale, Sandals Resorts ha nei suoi ristoranti italiani gli indirizzi gourmet di punta in ogni destinazione.
In Giamaica, il nuovo ristorante La Tavola di Sandals Royal Caribbean a Montego Bay propone ricette della tradizione come le classiche Linguine agli scampi ma anche le irrinunciabili Penne Alfredo, vera e propria istituzione della cucina italiana – non pervenuta nel Belpaese – che riscuote un successo intramontabile a latitudini lontane.
 

Lo chef Salvatore Bianco al “Comandante” di fronte al porto di Napoli. Nel World Pasta Day impossibile non visitare la città di Partenope, origine di tante ricette legate alla pasta.

AL ROMEO DI NAPOLI – Al ristorante “Comandante” presso il luxury hotel Romeo a Napoli, lo chef Salvatore Bianco ha pensato di stupire gli ospiti proponendo una cena veramente mindfulness e dedicata alla creatività: 3 nuovi Menu Degustazione da 3, 6 e 8 portate realizzati a mano libera, sull’ispirazione del momento.
I piatti iconici dello chef come L’Assoluto di gambero 3.0, il Risotto il Mare a Milano o il Ragù 9850 – la firma vegetariana – si uniscono a nuove suggestioni, come la Pasta mista con anemoni di mare estratto di totani rucola selvatica e proteina di pesce bianco – piatto che, come altri ideati in precedenza dallo chef, impongono un grande impatto ed energia al palato, basandosi su sapori marini forti e decisi e creando un equilibrio di dolcezza amaro e sapido.

Raviolo alla genovese: il piatto di pasta col tipico sugo campano al ristorante Acquerello di Ercolano, Napoli.

A ERCOLANO – Al ristorante Acquerello, ubicato a Ercolano – la città degli Scavi e del Miglio d’Oro in Campania -, ha restylizzato il menù in relazione ai prodotti che la nuova stagione offre e a un nuovo ed  esclusivo concetto di cucina di cui la proprietà vuol farsi promotore. “Il lockdown ha avuto i suoi risvolti positivi – spiegano Luigi e Stefano Irollo, gli imprenditori che hanno avuto il coraggio di inaugurare, primo in italia, un ristorante non appena i locali hanno potuto riaprire i battenti -. Noi tutti ci siamo rimessi ai fornelli, essendo costretti a trascorrere più tempo a casa, e abbiamo riscoperto i sapori della cucina tradizionale, il profumo del sughi fatti in casa, l’appagamento che restituiscono gli ingredienti nostrani. E, quando finalmente siamo tornati alla vita sociale, abbiamo scoperto di non poter più fare a meno di questi piatti. Così abbiamo deciso di proporre un menù autunnale incentrato sulla cucina di casa, ma alleggerendo il concetto di tradizione grazie all’impiego di tecniche utilizzate nella cucina contemporanea“. Così quella di Acquerello diventa una “cucina tradizionale contemporanea” che porta la tradizione a un livello superiore, rendendo il piatto anche bello da vedere, riconoscibile. “Nessun piatto del nuovo menù è snaturato rispetto alla sacralità della storia gastronomica, che va semplicemente rispettata e trasportata al nostro tempo“, commentano i due fratelli. Così, ad esempio, tra i primi piatti figurano, perfette per il World Pasta Day, le linguine all’impepata di cozze (linguine di Gragnano con crema di cozze, briciole di pane all’aglio, aria di acqua di cozze e pepe Sichuan), il raviolo alla Genovese (ravioli di pasta all’uovo farciti con stracotto di manzo alla Genovese, con spuma di provolone del Monaco e sugo di arrosto) e i mezzi paccheri di Gragnano allo Scarpariello.



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