17 Febbraio 2022

Walter De Maria, Land Art a Zurigo

Alla Kunsthaus svizzera fino al 20 febbraio 2022 l'opera degli anni 90 che espone migliaia di blocchi di gesso.

17 Febbraio 2022

Walter De Maria, Land Art a Zurigo

Alla Kunsthaus svizzera fino al 20 febbraio 2022 l'opera degli anni 90 che espone migliaia di blocchi di gesso.

17 Febbraio 2022

Walter De Maria, Land Art a Zurigo

Alla Kunsthaus svizzera fino al 20 febbraio 2022 l'opera degli anni 90 che espone migliaia di blocchi di gesso.

Un’opera che riempie lo spazio, composta da un totale di 2.000 bastoncini di gesso, che fece scalpore negli anni Novanta viene nuovamente mostrata alla Kunsthaus di Zurigo per la prima volta in 20 anni. L’artista californiano Walter De Maria, autore della mastodontica messa in scena, morto nel 2013, è una figura di riferimento dell’arte americana degli anni Sessanta e Settanta, anticipatore del Minimalismo e dell’Arte concettuale e fra i primi artisti a lavorare sulla relazione tra arte e ambiente naturale, con opere che hanno orientato gli sviluppi della Land Art.

Fino al 20 febbraio 2022, il Kunsthaus Zürich presenta ancora una volta l’installazione riempitiva progettata nel 1992 dall’artista americano di Land Art, che riprende le dinamiche del tempo e del tempo nella stanza inondata di luce e la trasforma in un’oasi di pace, tranquillità e bellezza.

Walter De maria (foto dell’installazione di Gianni Foraboschi) è uno dei principali esponenti della corrente artistica detta Land Art alla quale è passato dopo un’iniziale esperienza di scultore nell’ambito della Minimal Art.


Dinamismo e tensione fanno parte di questa installazione che si chiama “2000 Sculpture”, una delle più grandi sculture orizzontali progettate per essere mostrate al chiuso in qualsiasi parte del mondo. Ogni bastoncino di gesso bianco è lungo 50 cm e alto da 11,8 a 12 cm. I singoli elementi hanno cinque, sette o nove lati. Sono disposti su una superficie di 500 mq, per un totale di 20 file da 100 aste ciascuna. La loro disposizione segue un ritmo specifico: 5–7–9–7–5–5–7–9–7–5. Il risultato è una specie di motivo a spina di pesce, con le aste che sembrano avvicinarsi o allontanarsi dallo spettatore, a seconda di dove si trovano. Ciò crea una tensione tra la regolarità prevedibile e la percezione individuale che è sottolineata dalla luce e dallo spazio che circondano la disposizione.

“La scultura del 2000” è stata esposta l’ultima volta al Kunsthaus Zürich nel 2000. Oggi è di nuovo in visione grazie a un generoso prestito della Fondazione Walter A. Bechtler.
A cura di Mirjam Varadinis

Supportato da Albers & Co AG e Boston Consulting Group.

Per info su visite guidate qui

Fotoservizio a cura di Gianni Foraboschi/The Way Magazine

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