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Luxury - 26/04/2016

Bonotto, un angolo dandy nel cuore del distretto del design a Milano

Da Vicenza al cuore dei design district milanese vicino piazza San Babila. Una dimora gioiello che sorprende con creatività.

Bonotto Spa è un’azienda vicentina che produce tessuti per le più grandi case di moda, come Chanel e Dior. A Milano ha sede la BonottoEditions, il ramo societario che comprende tutti i progetti collterali di Bonotto nel campo dell’arte e della moda. Ci sono arazzi, collezioni moda, collezioni design, collaborazioni con artisti, il tutto coordinato dal direttore creativo  Cristiano Seganfreddo.

Lo showroom che abbiamo visitato è una casa di arredi e tessuti a dir poco strabiliante.

Bonotto

Interno del giardino della dimora Bonotto a via Durini, Milano.

Ad accoglierci in via Durini, all’interno di un palazzo nobiliare di metà 600, è Giovanni Bonotto, quello che si definirebbe ultimo dei dandy in città, l’imprenditore che sette anni fa ha voluto solo macchinari meccanici degli anni Cinquanta in azienda creando lo “slow design”. “Il progetto per questa dimora è la creazione di un contenitore sperimentale di artigianalità e innovazione – ci dice – con tessuti che fanno da sfondo ad artigianalità applicata all’arte, alla moda e al design. Come l’arazzo che vedete alle mie spalle”. Con la consulenza di Cristiano Seganfreddo, l’imprenditore creativo presidente di Agenzia del Contemporaneo, ha aperto le porte della casa nel quartiere del design milanese per il Fuorisalone.

In uno dei piani della villa nel palazzo, a cui si accede valicando due cortili storici nascosti, è esposto un arazzo moderno dell’architetto italiano Italo Rota. “L’abbbiamo ideato e commissionato”, ci dice fiero Giovanni indicando l’opera che abbraccia un’intera parete della stanza. Sembra essere una denuncia sullo stato dell’arte odierno, con riferimenti all’etica del design e alla condizione del creativo oggi. “Si chiama Pensare Insieme e vuole raccontare il concetto di craft e illustrare il dna della creazione. Volevamo intendere l’heritage in maniera viva, davanti al patrimonio che è sterile conservatore di memorie”.

Scendendo nelle stanze interrate si passa dalla Marble Magic Room, ambiente che ricorda il marmo ma in realtà è rivestito da tessuti, con la collezione home decor Misser disegnata da Matteo Cibic, a Inginity una cascata di tessuti Bonotto che ricopre una delle facciate del giardino privato. Scendendo più giù, il cuore del business di Bonotto, i tessuti preziosi, fabbricati dagli artigiani in fabbrica, così come venivano fatti agli inizi del 900 dal nonno di Giovanni, Luigi. “Oggi – ci dice l’imprenditore, che è un vero artista trans-mediale – la fabbrica lenta che ci siamo inventati permette a ogni artigiano di dedicarsi alla produzione su un solo telaio, per tutto il tempo necessario”.

La risposta del made in Italy alla crisi del tessile passa sicuramente anche da qui: sapienza artigiana che è vera arte e dedizione alla creatività senza limiti.

Per info sull’azienda qui



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