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Luxury

Luxury - 26/03/2018

Rimac C_Two con ironia torna la prima hypercar elettrica

L’azienda, nata nel 2009 dalla mente dell’imprenditore slavo Mate Rimac, ha presentato in anteprima al salone di Ginevra il nuovo modello "a prova di Hammond".

Alla fine del 2017 gli appassionati di automobili sono rimasti scioccati quando nel programma prodotto da Amazon, The Grand Tour, condotto dai veterani, Jeremy Clarkson, James May e Richard Hammond, durante una cronoscalata sulle montagne svizzere, Richard Hammond, alla guida della hypercar elettrica Rimac Concept-One è rimasto coinvolto in un brutto incidente.

L’azienda, nata nel 2009 dalla mente dell’imprenditore Mate Rimac, con sede a Zagabria in Croazia, ha presentato in anteprima al salone di Ginevra la Rimac C_Two.

Durante la serie i compagni di avventura Clarkson e May non hanno perso occasione per ironizzare sulla disavventura dell’amico e collega. A Natale hanno pensato di regalargli una sveglia che prende fuoco.

IN CASE OF HILL CLIMB.

Così anche la casa croata ironizza con Jammond per la presentazione della nuova elettrica definendola “a prova di Richard Hammond” e montando in bella vista un piccolo estintore fissato con una fibbia in pelle con incisa la scritta “da usare in caso di cronoscalata”.

La nuova hypercar elettrica è equipaggiata da quattro motori, che gestiscono la coppia direttamente sulle ruote, da complessivamente 1.914 CV. Il sistema di trazione integrale permette la grande tenuta di strada.

Per la monoscocca i designer Rimac hanno usato fibra di carbonio e alluminio ottenendo una struttura estremamente leggera e resistente. Le sospensioni sono dotate di un controllo elettronico che interviene sulla rigidezza e l’altezza. Così alle alte velocità la macchina automaticamente gode si un baricentro molto basso.

L’aerodinamica attiva aiuta il guidatore a mantenere il totale controllo durante la guida; l’alettone posteriore, per esempio, in fase di frenata si alza diventando un vero e proprio freno aerodinamico. Il fondo vettura piatto e l’estrattore posteriore la incollano al terreno.

L’elettronica aiuta a controllare la potenza che si ha a disposizione. 1914 cavalli non sono pochi, sopratutto se la spinta arriva improvvisa come tipico delle auto sportive elettriche. R-AWTV è il sistema progettato da Rimac che permette un infinita possibilità di settario dei controlli per adattarsi all’esigenza di ogni pilota. Attivando il settario più adatto è così possibile avere più grip o un sovrasterzo più deciso.

I freni Brembo, dotati di recupero dell’energia (max 150 kW), sono dotati di dischi carboceramici e pinze a sei pistoncini.

Rimac C_Two

Le batterie sono collocate sotto il pianale e la console centrale. Il pacco batterie installato garantisce un’autonomia di 650 chilometri e la ricarica dell’80% in soli 30 minuti.

All’interno la tecnologia avvolge il guidatore, tre schermi ad alta definizione riportano tutte le informazioni di controllo della vettura. Tre manopole in alluminio rotanti controllano a loro volta dei piccoli schermi con cui è possibile dare altri input al sistema.

Il sistema di controllo è dotato inoltre della funzionalità Driving Coach; grazie all’pintelligenza artificiale, è in grado di sovrapporre in tempo reale piste selezionate, offrendo una guida visiva e diretta sulle linee di percorrenza, punti di frenata e accelerazione e input dello sterzo. Quasi come se si stese giocando a un videogioco.

Rimac C_Two

La stessa intelligenza artificiale fornirà l’intervento dell’ADAS , il sistema avanzato con cui la macchina perverrà il rischio di collisione con la frenata d’emergenza automatica, il monitoraggio dei punti ciechi e il cruise control adattivo.

C_Two è progettata per essere user friendly e adattarsi ai piloti novizi e ai più esperti. Il cliente Rimac, con l’acquisto della vettura verrà inserito in un sistema di customizazione con diverse opzioni disponibili molte delle quali progettate su misura. Ogni modello, dei 150 prodotti, così sarà completamente unico e diverso dagli altri.



Francesco D'Agostino
Figlio degli anni 90, spinta digital-social di The Way, si è fatto le ossa nel patinato mondo di To Be Magazine. Per scoprire che il dandy elegant che stava impersonando necessitava di una vetrina all’altezza anche sul web. Senza cercare altrove, se l’è creata da solo. Mette passione solo in quello che gli interessa veramente. Al resto nemmeno ci pensa. Grafica, biz obsession e una giusta dose di involontaria leadership lo proiettano sempre al minuto dopo.
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