19 Marzo 2023

Andrea Speziali ci racconta il Liberty

A Sarnico a luglio l’acqua, tema eletto anche per la quinta edizione dell’Art Nouveau week. Il giovane creativo si dedica alla valorizzazione dei gioielli architettonici. Lo ha incontrato Damiano Gallo.

19 Marzo 2023

Andrea Speziali ci racconta il Liberty

A Sarnico a luglio l’acqua, tema eletto anche per la quinta edizione dell’Art Nouveau week. Il giovane creativo si dedica alla valorizzazione dei gioielli architettonici. Lo ha incontrato Damiano Gallo.

19 Marzo 2023

Andrea Speziali ci racconta il Liberty

A Sarnico a luglio l’acqua, tema eletto anche per la quinta edizione dell’Art Nouveau week. Il giovane creativo si dedica alla valorizzazione dei gioielli architettonici. Lo ha incontrato Damiano Gallo.

L’Italia che conserva i proprio migliori cervelli, per giunta anche giovani, è un’Italia vincente. Andrea Speziali appartiene a questa cerchia di persone: un talento eclettico che ha saputo distinguersi nei mondi dell’arte, della fotografia, della scrittura e della musica. Classe 1988 con un background di altissimo livello, Andrea è riconosciuto come uno tra i più valenti esperti di arte Liberty in Italia. Artista alla 54ᵃ Biennale Internazionale d’Arte di Venezia, Padiglione Italia, può vantare tra i suoi principali sostenitori il critico d’arte Vittorio Sgarbi. 

Andrea Speziali è di Rimini , dove è nato nel 1988, uno tra i più giovani esperti nel campo dell’Art Nouveau con un dottorato all’Accademia di Belle Arti a Urbino.

Andrea, con te non si sa da dove cominciare. A (quasi) 35 anni hai un curriculum da fare invidia. Da artista, a direttore di musei, a curatore e divulgatore. Il mondo dell’arte non ha segreti per te. Ma c’è una veste in cui ti senti più a tuo agio? 

In questo preciso momento mi sento piuttosto confuso. Un po’ per stato d’animo e un po’ per le cattiverie che mi circondano, sto abbandonando l’area scientifica che mi vedeva spesso occupato a ricercare, studiare ed espertizzare opere d’arte. Ma la vita non è solo studio… Diciamo che voglio essere più umano e curare meglio i rapporti sociali. Pur dormendo quattro o cinque ore a notte, resto una persona instancabile e piena di energie. Recentemente ho deciso di abbandonare la direzione dei musei di Arte Povera, Disco D’epoca a Sogliano sul Rubicone, il Vucetich a Marostica. Oggi tengo a cuore solo l’ambizioso progetto del Museo del Liberty, il primo in Italia, che sarà inaugurato a Sarnico, Bergamo, l’8 luglio in occasione del festival internazionale “Art Nouveau week”.

Come ti definiresti?

Chi mi conosce sa bene che non ho filtri né maschere, il maestro e amico Vittorio Sgarbi si compiace di ciò. Per cui mi sentirei di dire che la veste di artista visuale e musicale è quella che più mi si addice. Mentre sono in vivavoce con te, ad esempio, sto dipingendo un trittico di tele sul tema dei coralli, del mare. L’acqua, tema eletto anche per la quinta edizione dell’Art Nouveau week, è sotto i riflettori di questo 2023 e io mi sto adoperando per sensibilizzare sull’argomento anche l’opinione pubblica.

Liberty a Milano. Lo stile architettonico tra i primi anni del Novecento e lo scoppio della prima guerra mondiale (1915) fu alimentato dall’arricchimento della borghesia industriale in città. Sintetizzò elementi dalle influenze dell’Art Nouveau floreale francese allo Jugendstil tedesco.

Hai curato almeno a una trentina di mostre e tenuto centinaia di conferenze in Europa. Nel comune di Sarnico hai ricevuto anche una delega pubblica alla Bellezza. Ma cos’è la bellezza per Andrea Speziali?

Rispondere con le classiche frasi non è da me. L’originalità mi contraddistingue. La genialità non è un dono per tutti. Potrei tenere una conferenza di una giornata sul tema,iniziando da Fëdor Michajlovič Dostoevskij passando per gli abissi del mare alla luna, per finire con un balzo da inferno a paradiso. Per me non c’è bellezza senza battito cardiaco elevato. La bellezza non è un colore o una visione, ma un battito d’ali simile al suono di una libellula o una lacrima sul viso oppure un brivido che ti fa venire la pelle d’oca tra piacere e amore in cui la cifra di estetica che ciascuno ha si rapporta con quest’onda emozionale. Non so se ho reso l’idea. Però sono certo che se vi iscriverete all’associazione Italia Liberty. –www.italialiberty.it – da me presieduta, saprò portarvi nei posti più intimi e celati della mia personale“grande bellezza” dove fruire, toccare quasi “illegalmente” con mano, capolavori pittorici e scultorei dell’arte antica e moderna. Quel battito d’ali scaturito dalla visione di capolavori Art Nouveau in giro per l’Italia fin da quand’ero giovane, mi ha insegnato dov’è e cos’è la bellezza. 

Con più di una quindicina di testi sull’argomento, sei riconosciuto a pieno titolo come uno tra i più valenti esperti di arte Liberty in Italia. Quando è nata la tua grande passione per questa stagione artistica?

Anche uno scoglio, per quanto sommerso dall’acqua, prima o poi emergerà. Ricordo il mio primo libro pubblicato a sedici anni a titolo divulgativo, che raccontava due percorsi sulla storia di Riccione valorizzando gli edifici e le opere d’arte in città. Il testo “Una stagione del Liberty a Riccione” è stato l’astro nascente che mi ha spinto a una lunga serie di pubblicazioni sulle vicende dell’arte Liberty europea. Il quindicesimo libro intitolato “Mario Mirko Vucetich (1898-1975). Architettura, Scultura, Pittura, Disegno” si è dimostrata la pubblicazione conclusiva di un percorso a dir poco incredibile. Tutto ebbe inizio da un sogno che feci a sette anni dove compariva una sontuosa dimora piena di decorazioni dal prospetto principale curvilineo, con quel movimento simile alla chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane a Roma. Era villa Antolini a Riccione e me ne resi conto in tempi successivi quando a diciassette anni mi trasferii nel quartiere Abissini. Ricordo la casualità nel raggiungere gli amici al mare alla sera: passando di fronte al villino illuminato la sua bella facciata curvilinea mi ha subito ricordato il sogno fatto in tenera età. La casualità di studiare lo stile Liberty all’istituto d’arte Federico Fellini di Riccione – dove oggi sono docente di grafica – mi ha permesso di innamorarmi di questo stile, specie per le illustrazioni di Alphonse Mucha e altri autori della corrente artistica. La tesi di diploma ha stupito positivamente la commissione d’esame tanto che mi fu suggerito di pubblicare un libro, raggruppando tutti gli studi.

E qui inizia la tua attività editoriale…

Maggioli Editore nel 2010 pubblicò la mia penna dando credito al lavoro di ricerca e premiando la novità più che l’originalità viste le scoperte circa la stagione modernista a Riccione. Dopo la presentazione del libro che destò grande stupore e successo, uno dei partecipanti, l’ex editore Celli del quotidiano a diffusione regionale “La Voce di Romagna”, mi invitò a scrivere una pagina ogni settimana intitolata “Romagna Liberty”. Gli studi e scoperte raccolte in quel breve periodo mi indussero nel 2012 a pubblicare l’omonimo libro, con un saggio introduttivo di Vittorio Sgarbi, e a pubblicare nello stesso anno il sito web www.italialiberty.it che mi ha permesso di divulgare tutta la cultura Liberty in Italia e dare continuità al mio progetto.

Alla 54ᵃ Biennale Internazionale d’Arte di Venezia hai esposto le tue opere nel Padiglione Italia curato da Vittorio Sgarbi. Com’è stato lavorare con un personaggio così controverso?

Ricordo bene la prima volta che l’ho sentito al telefono e il momento in cui l’ho conosciuto. Ero in una legatoria di Riccione, stavano impaginando la mia tesi all’accademia di Belle Arti di Rimini quando ricevo la chiamata da un numero sconosciuto. Rispondo chiedendo chi fosse e con grande sorpresa si trattava di Vittorio Sgarbi. Gli avevo scritto una lettera mesi prima, in cerca di notizie di alcune sculture di Mirko Vucetich che sapevo appartenergli. Da subito si è dimostrato entusiasta del mio interesse verso questo poliedrico autore del Novecento,dimenticato dagli storici dell’arte e ancora più dagli eredi vicentini incapaci di portare Vucetich a una giusta conoscenza. Da lì è nato subito un rapporto di stima che si è poi trasformato in amicizia. Gli ho parlato spesso al telefono coinvolgendolo in qualche mio incontro culturale. A Vittorio ho mostrato anche alcune mie opere d’arte che ha molto apprezzato. È stato questo interesse per la mia arte che mi ha portato ad esporre al Padiglione Italia della Biennale di Venezia la scultura “Totem Riccione”, opera alta quanto me, che ho eseguito con varie tipologie di gesso. Il progetto iniziale era quello di una grande lampada che poi, in corso d’opera, si è evoluto in un totem decorativo. La ragione della scelta del comitato di allora fu proprio quella di voler premiare l’unico artista contemporaneo esponente di una chiave rivisitata dell’Art Nouveau. La notizia della partecipazione a una tale esposizione internazionale, mi ha portato poi ad esporre alla Biennale Internazionale di fotografia con due mie scatti fotografici ispirati al tema dell’abbandono, più comunemente conosciuti col nome di “Urbex”.

A maggio 2021 hai esordito come musicista … cosa possiamo aspettarci ancora da te?

Distaccherei la parola esordio da successo. Alla luce del sole ho voluto tuffarmi in una nuova espressione artistica e culturale come la musica. Chiamai Alessandro Guagneli chiedendogli di comporre un brano intitolato “Inedito Novecento” omonimo alla grande mostra che si sarebbe poi allestita ai Magazzini del Sale di Cervia, per portare in anteprima esclusiva i grandi capolavori della Collezione Pozza-Breganze di Vicenza con all’interno grandi proprietà appartenute in origine all’editore Neri Pozza. Questa colonna sonora doveva avere il ruolo di accompagnare e raccontare un viaggio nella cultura del Novecento le cui note musicali accompagnavano il fruitore all’interno dello spazio espositivo. Da lì, poi, ho prodotto altri tre brani tra cui “Summer rain” che ha riscontrato successo per i video su TikTok. Penso che da me che ci si possa aspettare di tutto e di più. Spero di sorprendervi con un libro di poesie che sto scrivendo accompagnato da mie illustrazioni. Intanto sto perconcludere un poster 70×100 di infografiche per il Comune di Sarnico votato borgo del Liberty dove con testi e illustrazioni racconto la storia del sito dall’antichità ai primi Novecento. Infine mi sto occupando di un’infografica per i cent’anni dall’inaugurazione delle Terme Berzieri a Salsomaggiore. 

Raccontaci della storia di Villa Pullè, straordinario gioiello d’arte di Riccione.

La storia di villa Pullè è curiosa. Si tratta della più importante dimora storica di Riccione per tratti architettonici, culturali e storici, da sempre appartenuta alla stessa famiglia. Possiamo definirla il gioiello di una città. Avendo rapporti con Lina Pullè, una delle proprietarie che non finirò mai di ringraziare, con cui c’è reciproca stima e affetto, e avendo più volte in passato valorizzato l’immobile, venni a sapere dell’intenzione di una vendita. Subito collegai il pensiero a un facoltoso acquirente che mi aveva incaricato già da diverso tempo di trovargli una dimora storica per costituire il primo museo dell’Art Déco. E visto che la precedente trattativa per Villa Mussolini si era rivelata difficile gli ho proposto Villa Pullè.

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Damiano Gallo

Damiano Gallo

Damiano Gallo (Siracusa, 15 Giugno 1981) è un imprenditore, editore italiano, autore e produttore televisivo. È noto come “l’immobiliarista dei vip” ma anche come “il Bello del mattone”, come l’omonimo programma tv giunto alla decima edizione. Per The Way Magazine è stato tra i primi contributor a svelare con seguitissime interviste, i segreti delle case dei vip nella rubrica “Vip House”. Tra i suoi altri format televisivi ci sono Il Bello del Benessere con Lorella Ridenti , Melita Toniolo e Marina Graziani, Abc Casa con Alessandra Appiano, giornalista scomparsa nel 2018 e Chi ha dormito in questo letto? quest’ultimo in onda attualmente su Discovery Channel. Ha fondato nel 2019 e dirige Dimora Magazine testata giornalistica sorella di The Way Magazine incentrata sul mondo immobiliare. Cresciuto a Floridia, in Sicilia, col padre Antonio, noto avvocato, la madre Paolinda, imprenditrice turistica e la sorella Fabiana, Damiano si è laureato in Giurisprudenza alla Universita’ Cattolica di Milano nel 2007. Ha fondato due anni dopo Porta Nuova Estates S.R.L. e oggi è titolare di Damiano Gallo Estates S.R.L. Ha ricoperto il ruolo di Assessore al Patrimonio, Centro Storico, Media e Comunicazione della Città di Piazza Armerina, in Sicilia. È proprio per la sua terra che, nel 2018, ha lanciato l’hashtag #adottaunmonumento. Per la prima volta a Piazza Armerina, grazie a Damiano, sono stati raccolti più di 50.000 euro di fondi privati per riqualificare il territorio e restaurare i beni pubblici. È autore del libro: “Il Sussidiario Immobiliare” edito da Tracce per la meta. Dal 2017 è inoltre l’organizzatore e fondatore del “Premio Letterario Alessandra Appiano”, un premio che viene conferito a giornalisti e scrittori italiani. Tra i premiati la giornalista e scrittrice Silvana Giacobini, Dan Peterson, Fuani Marino e Antoine Leiris. È direttore artistico del Siracusa Book Festival ed e’ referente di Plastic Free per tutti i paesi Iblei. È stato referente per Milano e Lombardia di Assocastelli. Cura diverse rubriche tra cui Diritti e Doveri sul Corriere Della Sera all’interno dell’inserto Trovocasa.
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