18 Gennaio 2023

I 12 ristoranti 3 stelle in Italia

I magnifici chef che per il 2023 si sono guadagnati l'ambito riconoscimento Michelin. Da Antonino Cannavacciuolo a Enrico Bartolini e Niko Romito.

18 Gennaio 2023

I 12 ristoranti 3 stelle in Italia

I magnifici chef che per il 2023 si sono guadagnati l'ambito riconoscimento Michelin. Da Antonino Cannavacciuolo a Enrico Bartolini e Niko Romito.

18 Gennaio 2023

I 12 ristoranti 3 stelle in Italia

I magnifici chef che per il 2023 si sono guadagnati l'ambito riconoscimento Michelin. Da Antonino Cannavacciuolo a Enrico Bartolini e Niko Romito.

Un viaggio tra i ristoranti tristellati italiani è un viaggio non soltanto culinario attraverso la Penisola. I ristoranti 3 stelle Michelin nel nostro paese sono alfieri del più alto riconoscimento della ristorazione, ma anche cartina di presentazione di territori ed esperienze uniche.

Si tratta di uno scatto in avanti enorme per l’intera ristorazione di alta qualità italiana. Tant’è che anche l’Enit, che promuove a livello governativo il turismo italiano all’estero, punta all’evento mondiale più atteso nel panorama enogatronomico, The World’s 50 Best Restaurants, che premia i 50 ristoranti migliori al mondo. Nell’edizione 2022 la presenza italiana è cresciuta molto, nei numeri come nelle posizioni, grazie a chef come Riccardo Camanini, gli Alajmo, Niko Romito, Mauro Uliassi, Enrico Crippa (del tristellato Piazza Duomo di Alba e Norbert Niederkofler).

In attesa di vedere come ci comporteremo nella classifica mondiale, ecco, per ora, in un elenco, tutti insieme i ristoranti tristellati italiani per il 2023.

Per la prima volta in chiaro, su TV8, al momento si possono vedere le avventure da incubo di Antonino Cannavacciuolo con un nuovo ciclo di episodi di Cucine da incubo, ogni venerdì, alle ore 21.30. Per Cannavacciuolo – amatissimo e acclamato Chef da sette stelle Michelin e dalle grandi capacità imprenditoriali – un nuovo impegno, che lo vede alle prese con vere e proprie missioni impossibili. Tutta la sua esperienza da Chef e da imprenditore è infatti al servizio di ristoratori nelle cui cucine e nelle cui sale regnano liti, improvvisazione e cattiva gestione, tanto da portare le strutture a un passo dalla chiusura. Ristoranti di tutta Italia con un servizio, uno stile e una qualità del cibo che vengono giudicati deludenti dai clienti insoddisfatti e che per questo, sopraffatti da incuria o indolenza, sembrano destinati a cessare le proprie attività.

ANTONINO CANNAVACCIUOLO

A Villa Crespi di Orta San Giulio in Piemonte, con Cinzia Primatesta, lo chef napoletano è diventato secondo l’ultima rilevazione Michelin, il dodicesimo tristellato in Italia. Qui si degustano trota, scampi, linguine di Gragnano, c’è finanche un menu degustazione che racconta la storia dello chef “Da Sud a Nord”. Che è quella di un ragazzo, appena ventenne, che dalla penisola Sorrentina giunge sulle sponde del lago d’Orta. Un itinerario dal mare al lago in un menù ricco di contrasti e colori.

Classe 1979, originario di​ Castelmartini (in Toscana) Enrico Bartolini è l’unico chef nella storia della Guida Michelin ad aver conquistato quattro Stelle in un sol colpo, due delle quali al ristorante che porta il suo nome all’interno del MUDEC-Museo delle Culture di Milano. Il suo è un percorso personale e imprenditoriale in costante crescita nel mondo dell’alta ristorazione. 

ENRICO BARTOLINI

Lo chef Enrico Bartolini, forte di 12 stelle Michelin che ne fanno lo chef più stellato d’Italia, è saldo al timone del ristorante al Museo Mudec di Milano. Il suo nome è il secondo al mondo per numero di stelle. Situato in Zona Tortona, al terzo piano del MUDEC-Museo delle Culture, in un ambiente intimo ed elegante, il ristorante nel cuore del design district, è un luogo di sperimentazione. L’alta gastronomia rispetta le biodiversità dei territori ma a Milano succede di più: Bartolini ha impiantato una fucina creativa per ogni declinazione della sua “Classicità contemporanea”.

Mauro e Catia Uliassi si descrivono così: “Siamo due fratelli, nati e cresciuti a Senigallia. Abbiamo aperto il Ristorante Uliassi nel 1990 con leggerezza e grande entusiasmo. Volevamo che le persone si appassionassero alla nostra cucina e avessero voglia di tornare. Poi, pian piano, quello che per noi era quasi un gioco è diventata una realtà solida. Oggi siamo un team di oltre 30 persone e il nostro ristorante è valutato con 3 stelle Michelin, 5 cappelli Espresso, 3 forchette del Gambero Rosso”.

MAURO ULIASSI

Semplice e contemporanea, la cucina di Uliassi affonda le radici nelle tradizioni della Riviera. In inverno il ristorante di Senigallia è chiuso per “letargo creativo” ed è un bene, perché le buone idee hanno bisogno di tempo. Qui si viene a degustare la prelibata cucina di mare sul litorale marchigiano: gambero rosso, estratto di mandarino, fiori di salvia, ananas è un must. Uno dei trademark è la Rimini fest spiedini di calamaretti alla griglia e shot ghiacciati di citronette.

A Livigno, in provincia di Sondrio, CONCRETA ha realizzato un elemento sorprendente pensato per il Ristorante di Nobert Niederkofler: un mega tavolo lungo 13 metri in un pezzo unico di legno di cedro e resina, cui si affianca un bancone bar di 24 metri in legno, lavorato con il meglio delle tecnologie attualmente a disposizione.

NORBERT NIEDERKOFLER

Il ristorante Kosmo Taste the Mountain – Livigno & AlpiNN è improntato sulla la filosofia dello chef 3 stelle Michelin e Stella Verde per la sostenibilità, Norbert Niederkofler. Originario della Valle Aurina nella provincia di Bolzano, si è avvicinato con passione alla cucina di suo padre e si è formato in Germania, poi in Svizzera, negli USA, in Austria. Ha imparato il mestiere dagli Chefs Jörg Müller e Eckart Witzigmann. Oggi scrive: “Con tanta disciplina sono stato in grado di avere successo, mettendo me stesso sempre in discussione e rimanendo umile.”

In soli 7 anni, 3 stelle Michelin per Niko Romito. “Della mia cucina si dice spesso che è semplice. È verissimo, nel senso che manca di complicazione, eppure sottintende una notevole complessità. La complessità in cucina può essere vantaggiosa, la complicazione mai”. La semplicità è il principio cardinale di Niko Romito, come uomo e cuoco. Le sue passioni sono le opere di Mario Giacomelli e di Ettore Spalletti, gli spazi dilatati degli altopiani d’Abruzzo, i materiali naturali, pietra, legno, ferro. Se non avesse fatto il cuoco avrebbe fatto l’architetto.

NIKO ROMITO

Niko Romito dal 2000 gestisce con Cristiana Romito il ristorante Reale. Cuoco autodidatta, profondamente legato al suo Abruzzo, gestisce la sua impresa a “Casadonna”, ex monastero del ’500 a Castel di Sangro. Attraverso una ricerca incessante e con uno spiccato approccio imprenditoriale, Romito percorre la strada dell’essenzialità, dell’equilibrio e del gusto. In poco tempo ha saputo creare un linguaggio gastronomico incisivo e personale, e un sistema complesso in cui coesistono alta cucina, format di ristorazione diffusa, formazione superiore e prodotti per il consumo domestico.

Heniz Beck guida La Pergola, diventato tempio della gastronomia internazionale, storicamente primo ed ancora oggi unico ristorante tre stelle della capitale, all’interno del Rome Cavalieri, A Waldorf Astoria Hotel.

HEINZ BECK

Il pluripremiato chef Heinz Beck dell’unico ristorante di Roma con tre stelle Michelin. La Pergola, Roma un’esperienza culinaria indimenticabile in un ambiente di arredi sontuosi e una terrazza mozzafiato sulla capitale. Qui non c’è niente di understatement: i piatti sono delle piccole opere d’arte, con minuziosa cura dei particolari. A dispetto delle sue origini, lo chef orienta l’offerta verso un clima gastronomico mediterraneo.

Stimato nel mondo, militante di battaglie green, Massimo Bottura dice: “Sono cresciuto sotto al tavolo dove mia nonna Ancella tirava la sfoglia. Il mio sogno è cominciato lì. L’ispirazione viene dal mondo che mi circonda – dall’arte alla musica, dal cibo buono alle macchine veloci”. E sullo spreco alimentare: “Sprechiamo un terzo del cibo che viene prodotto nel mondo. Per questo nel 2016 ho fondato Food for Soul, una ONLUS che lottando contro lo spreco alimentare costruisce progetti di inclusione sociale”.

MASSIMO BOTTURA

Massimo Bottura, l’alchimista della cucina italiana, titolare dell’Osteria Francescana, ristorante con tre stelle Michelin nel centro storico di Modena, due volte premiato come miglior ristorante al mondo da The World’s 50 Best Restaurants. Ora che ha aperto anche a Miami (“La dolce vita romagnola”), il cuoco e imprenditore può dirsi completamente globalizzato. Anche se la sua cucina resta estremamente italiana, locale, come si legge sul sito del ristorante modenese: “La nostra cucina non è una lista di ingredienti o una dimostrazione di abilità tecniche: è il racconto del paesaggio Italiano e delle nostre passioni.
La cucina è una collisione di idee, tecniche e culture. Non è matematica, è emozionante”.

Ogni chef stellato ha la sua iconografia di riferimento e per il cinquantenne Enrico Crippa la sua immagine ricorrente è a contatto con le verdure. “L’elemento vegetale è oggi uno dei punti cardine della mia cucina e fa sì che le sfumature dei miei piatti cambino, di giorno in giorno”.

ENRICO CRIPPA

Enrico Crippa nasce a Carate Brianza nel 1971. Da suo padre impara ad amare la bicicletta, dal nonno la passione per il mercato e il cibo sano a km zero. Per questo, quando ha aperto il ristorante in Piemonte, situato a pochi km da Alba, nel terreno della Tenuta Monsordo Bernardina di proprietà dei Ceretto, il suo “Piazza Duomo” è stato circondato da coltivazioni. L’orto comprende una serra e un appezzamento, dove vengono coltivati in regime biologico e biodinamico gli ortaggi, le erbe e i fiori che lo chef Enrico Crippa ogni mattina raccoglie personalmente.

Annie Féolde, chef, Giorgio Pinchiorri, proprietario. Il ristorante fiorentino prende nome dall’enorme cantina di vini pregiati Pinchiorri, punto di riferimento antico per Firenze.

ANNIE FÉOLDE

La prima donna Chef a conquistare 3 stelle Michelin in Italia e la quarta al mondo. Annie Féolde, nata a Nizza, ma italiana di adozione, nel suo ristorante Enoteca Pinchiorri a Firenze. Il menu che omaggia la “madre terra” comprende crema fredda di pinoli di san Rossore, olio di noci tostate e infuso di cipolle bruciate, le chicche di zucca arrosto, crema di stracchino di pecora, mostarda di pere e tartufo bianco, Capellini in ristretto di funghi porcini, spuma tiepida di zafferano e briciole di pane al tuorlo d’uovo.

Storia famigliare di successo: Nadia, veneta, conosce Antonio Santini, milanese. Dalle loro sensibilità diverse nasce il progetto di trasformare l’osteria di famiglia, specializzata in pesciolini fritti, in un ristorante di lusso.

GIOVANNI SANTINI

A Canneto sull’Oglio, provincia di Mantova, c’è una storia famigliare stellata singolare. Per anni la cucina de Il Pescatore è stata mandata avanti da quella che è stata considerata la migliore chef al mondo, Nadia Santini. E oggi c’è il figlio, Giovanni, che porta l’onore e l’onere delle 3 stelle.

Moderna e tecnica: la cucina di Massimiliano Alajmo è all’avanguardia perché da Padova sperimenta e raggiunge vette mondiali. Qui si viene per la particolare attenzione al ruolo della sorpresa e del gioco nei piatti.

FRATELLI ALAJMO

Sono contesi un po’ ovunque i fratelli Alajmo. Ma il loro marchio a 3 stelle resta quello del ristorante Le Calandre a Rubano, vicino Padova. Massimo Alajmo, col fratello Raffaele, hanno costruito un mondo, con location prestigiose a Venezia, Parigi, Marrakech. A casa loro però leggerezza, profondità dei sapori, fluidità, rispetto degli ingredienti per cogliere l’essenza della materia sono i principi di cucina cari a Max. Il menu si ispira agli ingredienti di stagione ed è una mappa che conduce ad un’esplorazione multisensoriale.

Enrico Cerea, chef di cucina con la passione della pasticceria. Da Vittorio vicino Bergamo si mangia carne e pesce, selvaggina e fruits de mer, tartufi e funghi ma anche piatti di verdure, tutti declinati con uno stile originale. E un’attenzione ai dolci tradizionali fatti con maestria.

ENRICO CEREA

A Brusaporto, provincia di Bergamo, i cultori dell’alta cucina arrivano da ogni parte d’Italia per degustare la cucina di Enrico Cerea “Da Vittorio”. L’impresa famigliare include anche l’esperienza della natura a pochi passi dalla metropoli milanese. Lo chef, detto Chicco, primogenito di Bruna e Vittorio che ha avviato l’impresa decenni fa, nel centro di Bergamo, si distingue per tradizione lombarda e genio creativo. L’insegna è talmente conosciuta da essere replicata finanche a Shanghai e Saigon, in Asia.

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Christian D'Antonio

Christian D'Antonio

Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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