3 Febbraio 2022

Marta Flavi: “E ora vorrei darmi alla fiction”

Ha un fidanzato in Gran Bretagna, un sogno per la recitazione e tanti ricordi belli di una lunga carriera televisiva. "Questo lavoro è un privilegio".

3 Febbraio 2022

Marta Flavi: “E ora vorrei darmi alla fiction”

Ha un fidanzato in Gran Bretagna, un sogno per la recitazione e tanti ricordi belli di una lunga carriera televisiva. "Questo lavoro è un privilegio".

3 Febbraio 2022

Marta Flavi: “E ora vorrei darmi alla fiction”

Ha un fidanzato in Gran Bretagna, un sogno per la recitazione e tanti ricordi belli di una lunga carriera televisiva. "Questo lavoro è un privilegio".

Con 25mila follower su Instagram e 15mila su Facebook, Marta Flavi è il volto noto della tv che più sta riuscendo nella fidelizzazione del suo pubblico online. E questo pur non essendo della generazione “digital” è davvero notevole. La presentatrice, popolarissima negli anni 90 per esperimenti sociali televisivi come “Agenzia Matrimoniale” e “Ti amo…parliamone” è diventata nel tempo lei stessa un simbolo di un modo di fare tv. Con i sentimenti e con le persone comuni. Un’intuizione che poi ha condizionato tantissimi programmi ed è diventata un genere, a metà tra i people show e i reality show. Oggi la ritroviamo radiosa, in un momento di grande riconnessione col suo pubblico (è sbarcata su Instagram solo nel 2018), proprio quando ha definitivamente abbandonato le ospitate da opinionista nei programmi televisivi. E di reality, per carità, nemmeno a pensarci.

Marta, quando è iniziata a cambiare la tv per lei?

A me hanno incominciato chiedere di partecipare a un reality da subito, quando Barbara D’Urso ha avviato “La Fattoria”. Ho detto di no perché ci sono delle cose che non riesco a fare, nonostante la gradevole offerta economica. Poi quell’edizione la fece Katia Ricciarelli (era il 2006, ndr).

Cosa c’è di diverso in questi ruoli?

Per me la professione è un lavoro, la vita è altro. Quando il mio privato e pubblico si sono incontrati in passato quel periodo non mi è piaciuto in verità. Quindi per i reality ho detto no, perché il meccanismo si basa solo su questoL mettere delle persone in condizioni degradanti dove si tira fuori il peggio. Non voglio fare la iena. Eppure tornano alla carica, in 10 giorni ultimamente me ne hanno proposti due con delle proposte molto allettanti, anche in maniera molto educata. Rispetto tutti, sia chi li fa che chi li organizza, ma non fa per me.

Che momento sta vivendo oggi?

Posso sinceramente dire di adorare il mio aspetto fisico, essere presentabile e bella di fronte al pubblico, non mi farei vedere in condizioni disastrose per esigenze televisive. E poi la mia carriera che è stata bella, l’ho fatta ed è stato sempre un grande privilegio fare scelte che mi hanno divertito e hanno incontrato favore del pubblico. Oggi come ieri, decido di essere in linea con me stessa.

Cosa non le piace della tv oggi?

So di essere viziata, ho fatto l’ospite a Vita in Diretta, perché immagino dicessi cose interessanti. Sono laureata, ho girato il mondo, non parlo solo di cuore e amore, credo di avere capacità di analisi. Finché questo era possibile in tv andavo volentieri. Ma poi adesso devi strappare il microfono per dire due cose, e forse c’è anche la sensazione che chi mi fa domande non sa nemmeno cosa sta chiedendo.

Quello che lei ha avviato in tv è poi diventato un genere. Ne ha nostalgia?

Ma io continuo a incontrare persone, lo faccio sempre nella vita perché il mio carattere è socievole, mi piace parlare. Due anni fa avevo una rubrica nel programma Tiberio Timperi sulla Rai nel weekend. Mi avevano chiamato perché dovevo prendere 2 punti in percentuale nell’audience. Riuscì in quello spazio sui problemi d’amore a portare su lo share di 5 punti. Eppure la tv era davvero cambiata, il meccanismo del tritura-personaggio già non mi piaceva.

Come ha deciso di interrompere la partecipazione al programma?

Da poche settimane c’era il sentore che il Covid potesse arrivare anche in Italia. Ricordo di aver parlato con un medico in sala trucco che mi ha detto: non sappiamo cosa è dobbiamo stare distanziati, questa è l’unica precauzione che possiamo adottare. Così quando sono entrata in studio sono stata la prima ad andarmene. Ero convinta di riposarmi e di prendermela con comoda dopo due mesi, magari sognavo di tornare a viaggiare. E invece la pandemia è qui da due anni.

Il viaggio è una delle costanti della sua vita…

Sì perché ho mamma veneta, padre romagnolo, nata a Roma ma ho fatto vita cosmopolita. In America mi hanno mandato i miei da piccola. Ricordo i primi 15 giorni a Washington per imparare l’inglese, un momento duro. Vero è che dopo un po’ il cervello inizia a capire anche quello che non si recepisce. E da lì poi ho vissuto a Londra, Bologna, Napoli.

Cosa le è rimasto di questi passaggi?

A Napoli davvero ci ho lasciato il cuore. Ho adorato il programma per bambini che facevo per Rai Uno, vivevo all’Hotel Excelsior, mi svegliavo con Castel dell’Ovo di fronte. Ricordo lunghe passeggiate a piedi Piedigrotta, mangiavo la pizza a pranzo, l’unica cosa per me irrinunciabile. Avevo anche trovato amici simpatici con cui si pensava: oggi ce ne andiamo a Capri, che lusso! Adesso è diventata una bellissima con localini e posti carini. Penso oggi che l’unica città dove potrei vivere è Milano. Mi piace molto e dopo un po’ si acquisisce la mentalità del posto che è molto organizzata.

Chi stima o frequenta tra le stelle televisive?

Quest’anno sono andata ospite solo da Antonella Clerici, Serena Bortone e Amadeus. In verità non mi manca la tv ma la gente della televisione, anche se tra gli amici dell’ambiente, ne ho pochi. Penso a Gianni Ippoliti che è davvero un amico da 40 anni. Ero molto amica di Gianfranco Funari, generoso e fragile. È stato molto affettuoso con me. Però vado d’accordo con tutti, considero quel lavoro privilegiato una gioia.

Sarebbe possibile un ritorno in tv con i suoi programmi celebri?

Sono tra le fondatrici dei reality, il mio programma più famoso che è durato 9 anni, era un reality solo che non c’erano autori che mettevano in bocca le cose da dire ai protagonisti. All’agenzia matrimoniale se non volevano, non si truccavano. A un certo punto uscì anche una canzone che si chiamava “Menomale che c’è Marta Flavi”.

Che persona è diventata oggi?

Il mio fidanzato inglese, Nigel, mi dice che sono meglio adesso delle foto che ha visto. Sono sempre me stessa, dentro, ed è questa caratteristica che mi ha reso la vita facile. Sul lavoro ho dato sempre tutto.. Ho lavorato con 40 di febbre, il giorno dopo che è morto mio padre ero in onda. Ho una nonna tedesca e forse questo genera un senso del dovere molto forte.

Un’ambizione?

Non voglio più fare ospite ma vorrei avere uno spazio mio, se non è possibile sulla Rai sono disposta a farlo per altre tv. Altrimenti mi piacerebbe fare una fiction. Ho anche individuato quale ruolo ma non voglio rivelarlo.

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Christian D'Antonio

Christian D'Antonio

Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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