21 Marzo 2024

Per Redan André l’arte è sacra

La sua peculiarità sta nella ricostruzione degli studi condotti dal filologo Igor Sibaldi proprio sull’antico libro della Genesi, da lui tradotto dall’ebraico antico.

21 Marzo 2024

Per Redan André l’arte è sacra

La sua peculiarità sta nella ricostruzione degli studi condotti dal filologo Igor Sibaldi proprio sull’antico libro della Genesi, da lui tradotto dall’ebraico antico.

21 Marzo 2024

Per Redan André l’arte è sacra

La sua peculiarità sta nella ricostruzione degli studi condotti dal filologo Igor Sibaldi proprio sull’antico libro della Genesi, da lui tradotto dall’ebraico antico.

Ci si interroga spesso sull’origine dell’arte e la sua genesi. Incontrando Redan André, artista brasiliano di 35 anni da anni a Milano, si scopre che c’è della Genesi nella genesi. Il suo corpus artistico, infatti trae ispirazione simbolica e mistica nel testo biblico. “Segno della spiritualità presente in maniera così preponderante nel mio paese d’origine”, ci dice raccontandoci i suoi ultimi sviluppi. I quadri a tecnica mista che tanto sono stati apprezzati negli ultimi anni hanno infatti dato vita a una serie di extension in altri campi: performance dal vivo, una linea di abbigliamento, decori per la casa.

Ma Redan André continua a lavorare essenzialmente sul suo percorso artistico.

La sua peculiarità sta nella ricostruzione degli studi condotti dal filologo Igor Sibaldi proprio sull’antico libro della Genesi, da lui tradotto dall’ebraico antico. Il monologo è ispirato al lavoro esegetico di questo studioso e i quadri di Redan raffigurano questa nuova traduzione.

L’artista in questo progetto si rivolge non solo agli appassionati d’arte ma anche a chi è attratto dal simbolismo, da cui si evince il messaggio che parla di evoluzione della coscienza.

Isy, Isha ed Eden: tre quadri di Redan André.

Come ti presenti a chi non ti conosce?

Dipingo concetti biblici con tratto contemporaneo. Il mio messaggio è illuminare. La Bibbia non è solo interpretata ma rappresentata come nelle origini. Oggi non c’è una strada di questo tipo, c’è solo molta denuncia nell’arte. Personalmente poco di quanto vedo riesce ad ispirare.

Che concetto hai di una mostra con opere da vivere in maniera così intima?

Una mostra serve a cambiare la vita di chi la fruisce. La mia arte è ispirazione tra tecnica e poetica. Dal 2008, quando dipingevo per me stesso, dopo aver venduto la prima opera “Io sono l’amore”, che è un titolo di un brano di Maria Callas, derivata dalle foto di angeli fatte in una chiesa, mi sono accostato a questi temi.

Avevi delle preferenze in principio?

La prima mostra che ho visto in Brasile da piccolo era di Joan Mirò a 14 anni. E sono stato influenzato da quei quadri molto colorati. Non ho mai visto l’arte come una carriera ma uno stile di vita, dipingerò sempre. Quando ho la pace lo faccio, devo essere lontano dei problemi. È una necessità. Nel mio caso, una necessità di rappresentare l’invisibile.

Dai colori iniziali sei arrivato a toni tenui.

Usare colori nelle tele è una ricerca dell’invisibile, i sentimenti rappresentati sono molto eterei. Il mio è uno stile che mescola astratto e realismo. E dopo aver conosciuto lo scrittore Igor Sibaldi che ha tradotto la Bibbia dall’ebraico antico interpretandola con i suoi studi, ho cambiato preferenze cromatiche. Dopo questa esperienza ho deciso di abbandonare l’antropomorfismo e prendere la strada del concetto, dell’astratto.

Come ti sei formato, dal punto di vista del gusto?

Nel passato ho comprato molto arte raccontata, riviste, cataloghi e ho pensato sempre che il modo di comunicare l’arte fosse molto complicato. Non deve essere elitario ma nella mia idea è per tutti. Dare informazioni comprensibili è un bene. Poi lo spettatore deve interiorizzare con la mente e con il cuore. Complicare l’arte con le parole non va bene.

Tecnica mista di ispirazione classica. Redan André inserisce nei suoi quadri scritte e simboli a rilievo, prevalentemente di origine ebraica, la lingua in cui sono redatti gli scritti sacri del Cristianesimo.

C’è un nesso tra la ricerca spirituale dei tuoi quadri e la tua provenienza?

Sono nato in una famiglia molto cattolica, quindi sono cresciuto ascoltando i concetti della Chiesa, sentivo la necessità di rappresentare la visione autentica della Bibbia e non filtrata. Per secoli la società e la Chiesa hanno interpretato letteralmente la Genesi, ma l’evoluzione dell’uomo arriva da molto altro. Ho trovato molte risposte, per capire quei testi bisogna capire molto l’ebraico antico. Ecco perché nei miei quadri riprendo quelle scritte.

Tu sei credente?

Il mio rapporto con la fede si riflette nella mia arte. La mia fede è cercare di capire le cose, se non capisco resto turbato. Conoscere Dio implica molta riflessione, e anche documentazione su scritti di intellettuali del passato. Cerco sempre di essere il più spirituale possibile, il che foraggia il mio modo di dipingere. Le idee non arrivano dalla mia mente, ma un atto spontaneo che arriva dal mondo della spiritualità.

Sei a metà tra Italia e Brasile. Che sensazioni provi?

Dopo 15 anni a Milano posso dire di amare il mio Paese perché molto spirituale. Molto ricco e mistico. Mi ha sempre attratto l’estasi nelle religioni locali brasiliane. L’Europa è intrisa di una visione molto razionale, il che è un bene. Ma bisogna esplorare secondo me per completarsi.

Dove punti?

La mia ambizione come pittore è di far capire a più persone possibile che la Bibbia non è un nodo di concetti religiosi antichi, ma parla di spiritualità. E capito questo possiamo liberarci da un grave problema: l’ignoranza e il fanatismo religioso che è terribile e porta all’odio e al fondamentalismo. Non si riesce a parlare con chi è fanatico e me ne dispiaccio.

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Christian D'Antonio

Christian D’Antonio (Salerno,1974) è direttore responsabile della testata online di lifestyle thewaymagazine.it. Iscritto all’albo dei giornalisti professionisti dal 2004, ha scritto due libri sulla musica pop, partecipato come speaker a eventi e convegni su argomenti di tendenza e luxury. Ha creato con The Way Magazine e il supporto del team di FD Media Group format di incontri pubblici su innovazione e design per la Milano Digital Week e la Milano Design Week. Ha curato per diversi anni eventi pubblici durante la Milano Music Week. È attualmente ospite tv nei talk show di Damiano Gallo di Discovery Italia. Ha curato per il quartiere NoLo a Milano rassegne di moda, arte e spettacolo dal 2017. In qualità di giudice, ha presenziato alle manifestazioni Sannolo Milano, Positive Business Awards, Accademia pizza doc, Cooking is real, Positano fashion day, Milan Legal Week.
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