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Society

Society - 23/03/2019

60 anni di cucina in tv a Identità Golose

Antonino Cannavacciuolo, Antonella Clerici e Davide Oldani protagonisti di un partecipato talk all'auditorium MiCo durante la manifestazione milanese di food e ristorazione.

La gente comune guidata dai grandi del food fa sempre più spettacolo in tv. Questo è emerso dal talk pubblico stamane a Identità Golose Milano, lo chef congress del MiCo al suo debutto per quest’anno con una serie di personaggi tv amatissimi dal pubblico, introdotti da Federico Quaranta, che è l’anima e l’immagine di un altro format molto seguito, Linea Verde.

Con Antonino Cannavacciuolo ha parlato Dante Sollazo di Endemol Shine, la casa di produzione per l’Italia di «Masterchef», un format nato nel 1990. Giunto alla visione di quasi 200 paesi, il format tv ha fatto scuola perché il primo a mettere sotto pressione gente comune ai fornelli con grandi abilità.

Cannavacciuolo, che ha detto di voler sempre tornare al suo ristorante “Villa Crespi” in Piemonte, anche quando registra intensamente i programmi  a Milano, ha sottolineato come anche gli autori seguano le fortune delle trasmissioni tv. “Fare tv mi permette di aprire ristoranti e dare lavoro alle persone – ha detto lo chef napoletano – e mi ha dato anche una spinta a dimagrire e seguire uno stile di vita più rigoroso. Senza alcohol e sigarette e facendo la corsa tutti i giorni sono cambiato”.

Antonino Cannavacciuolo e Dante Sollazzo di Endemol Shine a Identità Golose Milano oggi all’incontro sui 60 anni di cucina in televisione.

Antonella Clerici, intervenuta subito dopo il divo di Sky, ha ricordato quanta fatica ci volle a convincere i vertici Rai a fare un programma sul cibo: “Mi dicevano tutti che la cucina non funzionava in tv invece quando è partita la prima edizione de ‘La prova del cuoco’ nel 2000 ci è scoppiato un fenomeno per le mani. Ora non lo rifarei ma proporrò volentieri un altro format che ho i mente, sempre di cucina”.

La diva dei fornelli, “anche se non mi sono mai sentita la signora della cucina perché amo il cibo ma non sono diversa da tutti gli altri che guardano”, dice anche che per essere vera in un programma di cucina bisogna amare mangiare: “Non puoi andare distaccato in tv, si capisce. Deve piacerti, io adoro anche le inquadrature più macroscopiche che fanno vedere il dettaglio dei piatti. Quasi come se ti venisse voglia di aprire la tv e mangiare quello che vedi”.

Quaranta ha sottolineato che in fondo, prima del ciclone-Clerici, le tv avessero poco cibo e in misura trascurabile lo trattavano: “Abbiamo fatto un conto – dice la conduttrice – e sono solo 27 anni che c’è una presenza di cucine e fornelli nella tv italiana. Invece ricordo che negli anni 90 ero stata in America e c’erano dei network tutti dedicati alla cucina. Tornai pensando: ma è possibile che noi che abbiamo una tradizione così radicata non la sfruttiamo e loro che notoriamente mangiano male ci hanno costruito un impero?”.

E in effetti così è stato anche da noi e la Clerici ci aveva visto giusto. Da un’idea della mamma che cercava consigli per ricette facili ma insolite “per non cucinare sempre le stesse cose”, un programma delle 11,30 del mattino è diventato un must per 18 anni di televisione. Che ha lanciato anche personaggi e ha fatto vedere per la prima volta i volti dei grandi chef.

Oggi è impossibile scampare a un’inquadratura di un piatto a qualsiasi ora su qualsiasi canale tv. Davide Oldani, chef di D’O, ristorante di Cornaredo (Milano), famoso per la cucina pop, basata solo sugli ingredienti primari, ora è in radio con un programma molto coinvolgente, Mangia Come Parli, su Radio 24.

“La tv l’ho fatta con Gualtiero Marchesi – ha detto lo chef – ed era molto diversa. Alle origini della bontà, per Barilla era divulgativo. Ora con uno spazio SOS Oldani riesco a dare anche consigli e scambi con gli ascoltatori, cosa che mi riempie di gioia“.



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