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Society - 26/07/2021

A Venezia 2022 per la Biennale d’Arte la curatela di Cecilia Alemani

Il Presidente della Biennale di Venezia, Roberto Cicutto, e la Curatrice della 59. Esposizione Internazionale d’Arte, Cecilia Alemani – nominata Direttore Artistico del Dipartimento Arti Visive dal precedente Consiglio di Amministrazione il 10 gennaio 2020 -, hanno annunciato titolo e tema della Biennale Arte 2022, che si terrà dal 23 aprile al 27 novembre 2022 (pre-opening il 20, 21, 22 aprile) ai Giardini, all’Arsenale e in varie sedi di Venezia.

La 59. Esposizione Internazionale d’Arte si intitolerà Il latte dei sogni. Questo nome è preso in prestito da un libro di Leonora Carrington, in cui, come dice Cecilia Alemani, “l’artista surrealista descrive un mondo magico dove la vita è costantemente re-immaginata attraverso il prisma dell’immaginazione, e dove ognuno può cambiare, trasformarsi, diventare qualcosa e qualcun altro. La mostra ci accompagna in un viaggio immaginario tra metamorfosi del corpo e definizioni di umanità”.

La 59. Esposizione Internazionale d’Arte si intitolerà Il latte dei sogni/The Milk of Dreams. La Mostra prende il nome da un libro di Leonora Carrington in cui, come spiega Cecilia Alemani, «l’artista surrealista descrive un mondo magico nel quale la vita è costantemente reinventata attraverso il prisma dell’immaginazione e nel quale è concesso cambiare, trasformarsi, diventare altri da sé. La Mostra propone un viaggio immaginario attraverso le metamorfosi dei corpi e delle definizioni dell’umano.»

Il Presidente della Biennale di Venezia, Roberto Cicutto, e la Curatrice della 59. Esposizione Internazionale d’Arte, Cecilia Alemani – nominata Direttrice del Settore Arti Visive dal precedente Cda il 10 gennaio 2020. Cecilia Alemani è una curatrice con all’attivo numerose mostre su artisti contemporanei, responsabile e capo curatore di High Line Art, programma di arte pubblica della High Line, il parco urbano sopraelevato di New York, nonché già curatrice del Padiglione Italia alla Biennale Arte 2017.

Cecilia Alemani spiega la sua scelta:

«La mostra prende il nome da un libro dell’artista surrealista Leonora Carrington (1917-2011). Negli anni ’50, mentre viveva in Messico, Carrington immaginava e illustrava storie misteriose, prima direttamente sui muri della sua casa, poi in un piccolo taccuino chiamato The Milk of Dreams. Raccontate in uno stile onirico che sembrava terrorizzare grandi e piccini, le storie di Carrington descrivono un mondo reso libero, pieno di possibilità. Ma è anche l’allegoria di un secolo che ha imposto all’individuo una pressione intollerabile, costringendo Carrington a una vita di esilio: rinchiuso in manicomi, eterno oggetto di fascino e desiderio, ma anche figura di sorprendente potenza e mistero, sempre fuggendo dai vincoli di un’identità fissa e coerente. »

«Questa Mostra si basa su molte conversazioni con artisti che hanno avuto luogo negli ultimi mesi. Le domande che continuano a emergere sembrano catturare questo momento della storia, quando la stessa sopravvivenza della specie è minacciata, ma anche riassumere i dubbi che pervadono le scienze, le arti ei miti del nostro tempo. Come sta cambiando la definizione di umano? Cosa costituisce la vita e cosa differenzia animali, piante, umani e non umani? Quali sono le nostre responsabilità nei confronti del pianeta, delle altre persone e degli altri organismi con cui viviamo? E come sarebbero la vita e la Terra senza di noi? »

«La mostra si concentra in particolare su tre temi: la rappresentazione dei corpi e le loro metamorfosi; il rapporto tra individui e tecnologie; la connessione tra i corpi e la Terra. »
(in allegato il comunicato completo)

Il presidente Roberto Cicutto ha inoltre affermato:

«Cecilia Alemani concentra il suo “viaggio immaginario tra metamorfosi del corpo e definizioni di umanità” su una serie di domande sui “dubbi che pervadono le scienze, le arti e i miti del nostro tempo”.
Anche il titolo della 17. Mostra Internazionale di Architettura, curata da Hashim Sarkis, è una domanda: “Come vivremo insieme?”.
Queste due scelte sono il prodotto dei tempi attuali, che mancano di ogni certezza e caricano l’umanità di immense responsabilità.
Nel 2020 Cecilia Alemani ha coordinato il lavoro dei direttori di tutti i dipartimenti della Biennale (Arte, Architettura, Cinema, Danza, Musica, Teatro) nell’organizzazione della mostra Le muse inquiete. Quando La Biennale incontra la Storia.
L’inquietudine e l’assunzione di responsabilità insite nell’atto artistico sono state l’ispirazione per la mostra, che ha raccontato molto della storia della Biennale. Oggi il punto di partenza della prossima Biennale Arte sembra essere la reinvenzione di nuove e più sostenibili relazioni tra gli individui e l’universo in cui viviamo.
Quale modo migliore per Cecilia Alemani, se non attraverso queste due esperienze, di aprire nuove porte alle Biennali future?»

La 59. Esposizione Internazionale d’Arte vedrà anche, come di consueto, le Partecipazioni Nazionali, con ogni Paese che presenterà la propria mostra nei Padiglioni dei Giardini e dell’Arsenale, e nel centro storico di Venezia. Anche questa edizione vedrà una selezione di Eventi Collaterali organizzati da istituzioni internazionali, che terranno a Venezia le proprie mostre e iniziative.

Photo by Andrea Avezzù. Courtesy La Biennale di Venezia

Biennale Arte 2022: www.labiennale.org

Official hashtags: #BiennaleArte2022 #IlLatteDeiSogni #TheMilkOfDreams



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