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Society

Society - 27/11/2018

Adele Ceraudo, arte con la penna BIC

Viaggio nell'opera dell'artista nota per il forte realismo iconografico, legato ai corpi, alle torsioni, alla resa scultorea delle anatomie.

Adele Ceraudo, cosentina di nascita, romana di adozione è conosciuta al pubblico come LADY BIC, grazie alla sua capacità di rappresentare la bellezza e la forza della donna, interamente con la penna BIC, con la quale disegna sin da bambina, da prima di imparare a scrivere.

L’artista, celebrata al Pan di Napoli nel 2018 per i suoi 10 anni di attività, caratterizzati da diverse forme espressive quali disegni, opere pittoriche, fotografie, installazioni, video, performance, ha  sempre  sperimentato contaminazioni di linguaggi. Spesso il tema centrale della sua opera è la femminilità, approfondita sotto differenti punti di vista umani e sociali.

caratteristiche, sia quelle legate alla gioia alla positività, alla seduzione, fino ad arrivare agli aspetti più tragici legati alla violenza e al dolore.
Che si tratti della narrazione di un vissuto personale o di un racconto dal carattere universale, l’artista si esprime con l’obiettivo di rappresentare l’universo femminile a tutto tondo, la donna nelle vesti di madre natura, di energia del mondo e di esternare il concetto di femminilità, inteso come componente femminile, presente non solo nella moltitudine delle donne, ma in ogni essere umano. La sua arte, dalla carica emotiva dilagante, è un messaggio sociale incentrato sul rispetto del corpo e dell’anima di tutte le donne.
Molto legata al disegno, protagonista delle sue opere e caratterizzato da una meticolosa resa del dettaglio, nella sua espressione artistica si evince una forte padronanza tecnica, della composizione e delle proporzioni, restituita da una semplice penna Bic e allo stesso tempo lo slancio verso le nuove tecnologie o i nuovi supporti che divengono un tutt’uno con il disegno stesso. La realizzazione di un’opera ha inizio con l’ideazione di un’immagine, che prende forma attraverso una performance, in cui l’artista è attrice, e da scatti fotografici che la immortalano. Selezionate le immagini Adele Ceraudo crea il disegno che viene scansionato ad alta risoluzione e trasferito su supporti differenti (tela, carta, PVC, plexiglass) per divenire quadro, su cui nuovamente interviene pittoricamente e matericamente.
Come nella collezione “Le affinità elettive” realizzate tra il 2011 e il 2013 l’artista offre la sua personalissima rivisitazione di icone del passato e della storia dell’arte in chiave contemporanea, si confronta con i canoni classici ma ne modifica il significato.

Lo si osserva nell’Uomo Vitruviano di Leonardo, nella Crocifissione o nel San Sebastiano, i cui soggetti hanno sembianze femminili e nello specifico il corpo e il volto dell’artista stessa, o nella Pietà e ne Il ratto di Proserpina, di forte impatto anche grazie a interventi cromatici di colore rosso.

In “Nuotando nell’Aria” (2013-2015) partendo dalla sua interpretazione de “La Maddalena Penitente” di F. Hayez, Adele Ceraudo narra il percorso personale di conoscenza e scoperta della femminilità anche dal punto di vista della sensualità. All’interno di questa serie emerge il forte realismo iconografico, legato ai corpi, alle torsioni, alla resa scultorea delle anatomie, al loro movimento e ai piccoli dettagli, carichi di simboli e di significati, che esprimono sentimenti forti. Significativo è il disegno Senza titolo in cui il volto dell’artista è ripetuto per quattro volte con una leggera sovrapposizione. L’opera è esplicativa del titolo della mostra che si sofferma sulla condizione della donna e sulla sua quotidiana situazione ambivalente fra gioia e dolore, con cui convive ogni giorno anche nelle forme più estreme. In questo lavoro la figura femminile è intesa come persona, madre, moglie, figlia, amica rappresentata in uno stato che trasmette emozioni di estrema felicità, turbata simbolicamente dall’orecchio che si insinua costantemente in ciascun volto, a disturbare la composizione nella sua completezza.
L’ultimo ciclo di lavori è intitolato “New York 2016”, volto ad esaltare la dimensione psicologica, emotiva e metafisica anziché quella della perfezione estetica. Questa recente serie, creata tra il 2016 e il 2017, nasce dalla collaborazione dell’artista con il fotografo Giorgio Possenti.
Di un lasso di tempo più ampio è la serie dei ritratti, datati 2010 – 2017, tutti realizzati con penna Bic, i cui soggetti sono donne e uomini incontrati dall’artista nel corso della sua vita, dal premio Nobel Rita Levi Montalcini alla regista Lina Wertmuller, dall’ex Presidente della Camera Irene Pivetti alla sportiva Josefa Idem, dallo scrittore Aurelio Picca all’artista Sandro Koop. In essi è molto forte la percezione di ogni singola personalità che emerge dalle sfumature, dagli sguardi, dalle rughe e dalle espressioni naturali e molto realistiche.


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