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Society

Society - 18/06/2018

Afran, dal Camerun a Lecco l’arte dei jeans

A cinquant'anni dalla morte di Martin Luther King, BLUE PANTHER vuole ricordare la scomparsa del paladino dei reietti. La mostra alla Triennale di Milano.

Martedì 26 giugno Milan Art & Events Center e La Triennale di Milano presentano I’m Blue Panther, mostra personale di Afran, un artista della Galleria MA-EC di Milano.

Per l’occasione propone una scultura in jeans, realizzata appositamente per l’evento e una installazione site-specific, che sono quanto mai emblematiche del suo personalissimo e ormai riconoscibile stile, in grado di coniugare perizia tecnica, valenza estetica e profondità di contenuti.

Afran è un noto artista camerunense che vive e lavora in Italia, nella provincia di Lecco, dal 2009. Conta numerose mostre internazionali, personali e non, fra Camerun, Guinea Equatoriale, Italia, Spagna, Canada, USA e Germania. Ha ricevuto vari riconoscimenti tra cui il premio San Fedele di Milano, il premio Liliana Nocera della Permanente di Milano.

Afran da una decina di anni ha introdotto il tessile nella sua espressione artistica, dando una particolare rilevanza al denim. Le problematiche identitarie che vive la nostra contemporaneità sono sempre state alla base della sua indagine. Nell’era del post modernismo, della modernità liquida e ultimamente della post verità, Afran ha identificato nel jeans il simbolo più eloquente per raccontare le contraddizioni e la complessità di quest’epoca. Grazie alle sue potenzialità plastiche, il jeans diventa per l’artista una specie di piattaforma in cui ognuno può plasmare la propria identità. Una specie di grado zero

Scrive Afran: “A cinquant’anni dalla morte di Martin Luther King, BLUE PANTHER vuole ricordare la scomparsa di un grande uomo ma soprattutto rimettere all’ordine del giorno i valori per cui unanimemente viene riconosciuto il paladino dei reietti e degli emarginati. Il progetto, dal titolo volutamente provocatorio, in realtà racchiude un concetto profondamente pacifista. Blue panther è un approccio inclusivo che si propone di federare tutte le lotte e le battaglie che hanno in comune la dignità umana: lotte contro ogni tipo di discriminazione, battaglie per l’acquisizione di tutti i diritti, attivismo contro qualsiasi forma di violenza e di abuso… tutti sotto lo stesso colore Blu, blu come un cielo sereno, blu di Genova, blue jeans con l’energia felina della pantera per difendere l’Uomo e il pianeta”. 

La mostra di Afran rientra nel palinsesto di Contaminafro, Festival delle culture contemporanee africane, alla sua quinta edizione, ideato e diretto dal danzatore e coreografo camerunense Lazare Ohandja insieme all’associazione Mo’O Me Ndama. Contaminafro 2018 è un viaggio sulla rotta dell’arte, luogo d’incontro per performer che vivono e affondano le loro radici africane nel mondo: spettacoli, concerti, mostre, sfilate di moda, cucina e artigianato dal continente africano, laboratori, esposizioni fotografiche e pittoriche. Quest’anno il tema è più che mai attuale: l’accoglienza. Accogliere superando le paure e accettando la sfida dell’incontro con la diversità dell’altro che ci mette in difficoltà perché rompe i nostri schemi ma ci apre nuovi mondi.



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