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Society

Society - 20/02/2019

Alla Gagosian di Londra gli anni 60 di David Bailey

Se è una foto di moda iconica, col bianco dietro, in posa bizzarra, la probabilità che sia sua è alta. Ha ritratto tutti i grandi della terra.

Man Ray, Andy Warhol, Michael Caine, Mick Jagger. I grandi del Novecento sono passati davanti l’obiettivo di David Bailey (81 anni oggi) che ha inventato un modo di ritrarre personaggi iconici. Grandissima luce davanti e dietro, sfondo bianco, posa a mezzobutsto bizzarre e inusuali.

Scatti che sono diventati simbolo delle stesse persone che li hanno animati e che ora in selezione, sono esposti alla galleria Gagosian a Londra, nel quartiere chic di Mayfair. Fino al 30 marzo 12 opere sono visibili del genio britannico della macchina fotografica che dice: “Le foto che faccio sono semplici e dirette e sulla persona che sto fotografando e non su di me. Passo più tempo a parlare con la persona che a scattare foto”.

Lo stile audace e iconoclastico di Bailey lo ha reso uno dei fotografi di ritratti viventi più famosi al mondo e gli è valsa la fama dei suoi soggetti stellari. Scartando le rigide regole di una precedente generazione di ritrattisti e fotografi di moda, ha canalizzato e immortalato le energie di Londra negli anni ’60 e oltre.

Autodidatta, il suo stile distintivo comprende sfondi bianchi e netti, colture senza compromessi e pose apparentemente spontanee e appariscenti. Dall’inizio della sua carriera, che abbraccia ormai da più di sei decadi, i suoi ritratti e le immagini di moda hanno trasmesso un senso radicale di giovinezza e sessualità, spesso caratterizzando l’aspetto dei tempi.

La rapida ascesa di Bailey a British Vogue nei primi anni ’60 è stata seguita dalla pubblicazione, nel 1965, del suo primo libro fotografico, Box of Pin-Ups, che, come suggerisce il titolo, raffigurava star dei media come Mick Jagger, The Beatles, e Andy Warhol, tra molti altri. La sua personalità mercuriale è stata l’ispirazione per il personaggio principale – un fotografo di moda – nel moderno film classico di Michelangelo Antonioni Blow-Up (1966), e Bailey ha continuato a creare alcuni dei ritratti più memorabili e sensuali del secolo scorso.

Al contrario, il suo libro NW1 (1982) documentava i quartieri di Londra di Primrose Hill e Camden, pre-gentrification. Ora uno dei codici postali più ricercati di Londra, tre decenni fa, NW1 era sinonimo di declino urbano.
Questa mostra, che documenta il periodo cruciale degli anni ’60, include alcune delle immagini distintive di Bailey dei luminari del pop e dell’arte. Nei ritratti e nei foglietti di contatto poco conosciuti, cattura soggetti come Jane Birkin, Michael Caine, David Hockney, Man Ray, Jean Shrimpton e Andy Warhol. Shooting Shrimpton è stato un momento decisivo nella nascita della “top model”: la tecnica Bailey di ritrattistica naturale ha gettato modelli non come rigidi manichini o semplici veicoli per la moda, ma come soggetti in sé, come persone le cui personalità potrebbero essere estratte attraverso il processo di fotografandoli
Contemporaneamente Bailey registrò le sue terrazze vittoriane fatiscenti, i cinema dismessi e le attrazioni pubbliche, e gli archi fatiscenti dei primi anni ’80. Sebbene celebrato per l’emozione e il rigore delle sue composizioni come fotografo ritrattista, Bailey ha dimostrato la sua maestria nell’integrare la società e la strada con un senso viscerale di tempo e luogo.



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