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Society - 03/11/2019

Alle radici del “miracolo”: “Milano Anni 60” in mostra le foto del boom

I divi iniziarono già ad arrivare dalla fine degli anni 50. Poi la "locomotiva" favorì la costruzione di intere periferie. Documenti inediti a Palazzo Morando.

La città dove c’è tutto, il luogo sintesi del paese e, se si può, la parte migliore dell’Italia che produce e crea. Quando Milano ha raggiunto questo status? La mostra a Palazzo Morando che apre il 6 novembre prova a dare la risposta già nel titolo: “MILANO ANNI 60 – Storia di un decennio irripetibile, dal miracolo economico a piazza Fontana”.

Ghisa in attesa del metrò © Archivio Carlo Orsi. La prima sezione da Lotto a Sesto Marelli (21 stazioni) venne inaugurata il 1º novembre 1964, dopo 7 anni di lavori di costruzione. La linea si estendeva per 12,5 km di lunghezza, e la distanza media tra le stazioni era di 590 m.

L’esposizione a cura di Stefano Galli nel palazzo storico del Quadrilatero della moda fino al 9 febbraio 2020 ripercorre quella stagione di grande splendore, vissuta dal capoluogo lombardo, caratterizzata da un irrefrenabile fermento creativo, da una forza progettuale senza precedenti e dalla voglia di lasciarsi alle spalle in maniera definitiva gli orrori della guerra, che prese avvio con la costruzione dei primi grattacieli e si arrestò bruscamente il 12 dicembre 1969 con l’attentato alla Banca Nazionale dell’Agricoltura.

In mostra, fotografie, manifesti, riviste, arredi, oggetti di design e molto altro ancora, che faranno rivivere l’atmosfera di quell’epoca. Alla mostra, con il patrocinio della Polizia di Stato e della Regione Lombardia, hanno collaborato il Comune di Milano | Cultura, Direzione Musei Storici e la Questura di Milano.

Torre Velasca © Archivio Civico Fondo Paolo Monti. Viene considerata una “partenza” perché nessuno prima aveva mai progettato un grattacielo “a fungo”: un grattacielo di 26 piani nella piazza storica intitolata fin dal XVII secolo al governatore spagnolo Juan Fernández de Velasco. Per il suo interesse storico-artistico fa parte dal 2011 tra i beni sottoposti a vincolo dalla Soprintendenza ai beni culturali.

Si vedrà la storia di un decennio irripetibile che ha consacrato il capoluogo lombardo come una delle capitali mondiali della creatività in grado di assumere il ruolo di guida morale ed economica del Paese.

Spinta dal boom economico, Milano si trovò improvvisamente a vivere un irrefrenabile fermento culturale, caratterizzato da una forza progettuale senza precedenti e dalla voglia di lasciarsi alle spalle in maniera definitiva gli orrori della guerra.

 

La grande stagione della musica a Milano si inaugura con il concerto di Billie Holiday del 1958 allo Smeraldo e proseguirà felicemente con tutti i grandi del Jazz da Duke Ellington a Thelonius Monk fino a Chet Baker e Gerry Mulligan che a Milano erano di casa. Anche la musica leggera conosce un periodo d’oro con il concerto dei Beatles al Vigorelli del 1965 e dei Rolling Stones al Palalido del 1967, che suggellano il ruolo di Milano come città moderna e pronta ad accogliere i più grandi protagonisti della musica pop e rock d’oltremanica e d’oltreoceano.

Sciopero dei lavoratori Olivetti © Archivio del lavoro. C’era davvero la nebbia, come si vede nella foto in basso, Nebbia in piazza Duomo © Archivio Carlo Orsi.

Sono anni di grande fervore artistico con l’opera di Lucio Fontana e Piero Manzoni, di pietre miliari del design italiano quali Marco Zanuso, Bruno Munari, Vico Magistretti, Achille Castiglioni, Bob Noorda e di grandi esponenti della fotografia quali Roberto Polillo, Carlo Orsi, Uliano Lucas, Gianni Greguoli, Fedele Toscani, Fabrizio Garghetti, Giorgio Lotti, Emilio Frisia, Cesare Colombo, Ernesto Fantozzi, Paolo Monti, Silvestre Loconsolo, Piero Raffaelli, di intensa vita notturna dei locali del jazz con Giorgio Gaber ed Enzo Jannacci. Questi sono solo alcuni dei protagonisti della scena milanese che contribuirono all’incanto di quel decennio.

Il percorso espositivo, diviso in sezioni, si apre con le immagini della nuova Milano, il cui volto si modifica grazie alle nuove costruzioni, come il Pirellone, la Torre Velasca, la Torre dei servizi tecnici comunali, il Centro direzionale, la Torre Galfa ma anche la nascita dei quartieri periferici, tra i quali spiccano Quarto Oggiaro, Olmi, Gallaratese, Gratosoglio, Comasina, quest’ultimo iniziato nel 1953 e ultimato nel 1960, il più importante intervento edilizio in quegli anni in Italia con i suoi 11.000 vani e 83 palazzi.

Capannelli in piazza Duomo © Archivio Carlo Orsi. Piazza Duomo come Piccadilly Circus: aveva le insegne luminose delle aziende del boom economico.

Un sogno da cui la città si svegliò bruscamente, il 12 dicembre 1969, con l’attentato alla Banca Nazionale dell’Agricoltura di piazza Fontana.

 

Curata da Stefano Galli, realizzata in collaborazione con il Comune di Milano | Cultura, Direzione Musei Storici e con la Questura di Milano, organizzata da MilanoinMostra con il patrocinio della Polizia di Stato e della Regione Lombardia, la rassegna presenta fotografie, manifesti, riviste, arredi, oggetti di design e molto altro ancora, che faranno rivivere l’atmosfera di quell’epoca.

Due facce degli stessi anni Sessanta a Milano. Concerto dei Rolling Stones al Palalido, 1967 © Archvio Garghetti; Lucio Fontana nel suo studio © Archivio Carlo Orsi.

Il percorso espositivo, diviso in sezioni, si apre con le immagini della nuova Milano, il cui volto si modifica grazie alle nuove costruzioni, come il Pirellone, la Torre Velasca, la Torre dei servizi tecnici comunali, il Centro direzionale, la Torre Galfa ma anche la nascita dei quartieri periferici, tra i quali spiccano Quarto Oggiaro, Olmi, Gallaratese, Gratosoglio, Comasina, quest’ultimo iniziato nel 1953 e ultimato nel 1960, il più importante intervento edilizio in quegli anni in Italia con i suoi 11.000 vani e 83 palazzi.

Fotografie e riviste dell’epoca documentano il boom economico, con la realizzazione delle tangenziali milanesi, del tratto Milano-Piacenza dell’autostrada A1, infrastrutture che portarono una più rapida circolazione delle merci con una maggiore crescita delle aziende; celebri nomi della grafica pubblicitaria furono chiamati a ripensare i brand delle nuove e rinnovate realtà aziendali, a partire dal fondamentale progetto di Franco Albini e Bob Noorda per la Metropolitana Milanese.

Numerosi sono gli oggetti che aiutano a rievocare la grande stagione del design, con maestri del calibro di Bruno Munari, Marco Zanuso, Vico Magistretti, Enzo Mari, Achille Castiglioni, Sambonet, Joe Colombo, Gio Ponti. Si racconta la storia delle aziende milanesi coinvolte in questa clamorosa stagione. Tra tutte Brionvega, Cassina, Zanotta, Kartell, Tecno, Fontana Arte, Artemide, Flos, Arflex e Danese.

Anche il mondo della cultura, delle gallerie d’arte e del cabaret visse un periodo di grande spolvero. E naturalmente la musica, in particolare il jazz, che trovò casa in numerosi club sparsi per la città, come la Taverna Mexico, dove si esibirono i migliori esponenti di questo genere.

Già alla fine degli anni Cinquanta, Milano divenne anche un luogo apprezzato dove organizzare concerti memorabili, come quelli di Billie Holiday allo Smeraldo, dei Beatles al Vigorelli, dei Rolling Stones al Palalido, di Jimi Hendrix al Piper, ma fu anche il palcoscenico che vide affermarsi artisti quali Enzo Jannacci, Giorgio Gaber, Adriano Celentano, Patty Pravo.

La fine degli anni 60 segnò poi la nascita della contestazione, dalle rivolte studentesche negli atenei, sfociate nelle occupazioni della Statale e della Cattolica, ai picchetti nelle fabbriche e agli scioperi.

Chiude la mostra la sezione dedicata a piazza Fontana e alla fine del sogno, con le fotografie della strage e dei funerali, accompagnate da documenti e alcuni oggetti legati a questo tragico avvenimento alla cui ricerca e selezione, presso gli archivi della Polizia di Stato e non solo, ha collaborato la Questura di Milano.

 

“MILANO ANNI 60” a Palazzo Morando | Costume Moda Immagine è il nuovo appuntamento espositivo di un percorso iniziato con Milano tra le due guerre. Alla scoperta della città dei Navigli attraverso le fotografie di Arnaldo Chierichetti (2013) e proseguito con Milano, città d’acqua (2015) e Milano, storia di una rinascita. 1943-1953 dai bombardamenti alla ricostruzione (2016), Milano e la mala (2017) e Milano e il Cinema (2018).

Un viaggio a tappe nella storia di una città, attraverso le sue specificità, le vicende sociali, le tante iniziative culturali e imprenditoriali che ne hanno cambiato radicalmente il volto.

Torre Galfa © Archivi Alinari. 102 metri per 30 piani, si chiama Galfa perché è all’incrocio di via Galvani e via Fara. Il grattacielo milanese, progettato dall’architetto Melchiorre Bega nel 1956 e terminato nel 1959, ora è al centro di riqualificazione, che investe tutta l’area che va dalla stazione centrale al polo Garibaldi.

Catalogo edizioni MilanoinMostra. Foto d’apertura: I Beatles a Milano sui tetti del Duomo, giugno 1965 prima del loro show al Vigorelli. Archivio Farabola Foto.



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