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Society

Society - 23/06/2018

Barbara Cappelli: “Vi presento una nuova me: Health Specialist”

La conduttrice tv è impegnata nella divulgazione dello sport come stile di vita salutare. "Sono una mamma che fa kick boxing" dice a The Way Magazine.

Dovevano essere delle semplici domande e poi la chiacchierata ha preso un’altra forma: Barbara Cappelli, volto televisivo e oggi sportiva per convinzione, si è raccontata, proprio come davanti allo specchio.

Fuego, Oktagon, programmi di successo tra i ragazzi e un esordio nei videoclip come modella in una hit degli anni 90 di Biagio Antonacci (Fiore). Un percorso interessante, il suo, che oggi ha preso solidità e sicurezza per disegnare un nuovo futuro professionale ma anche umano.

Barbara, oltre a portare avanti le sue attività di sport e fitness, non ha escluso il ritorno in televisione. Parallelamente gestisce con grande successo di seguito il suo blog Babi Fitness.

Oggi ti senti realizzata?

Mi ritengo una persona molto fortunata perché, sì, mi sento realizzata! Credo nelle mie potenzialità e perché ho deciso di intraprendere strade che forse non sono facili; del resto questa è stata una costante per tutta la mia vita. Oggi mi danno lo stimolo, la passione e il coraggio di continuare. Non importa come va a finire: so che nel momento in cui ho provato, a parte mettercela tutta e di più, mi sono sentita me stessa, libera.

Quali i traguardi della tua vita?

Se parliamo di obiettivi raggiunti, sono stati tanti. Ho fatto la modella quando ero una ragazzina, appena 18enne che decideva di trasferirsi tutta sola dalla provincia a Milano, e che l’unico viaggio più lungo che aveva mai fatto era stato arrivare al massimo a Roma. E invece, una volta arrivata in città prendevo da sola voli per Parigi, Londra… quando ancora non sapevo nemmeno cosa fosse un check-in.

Che tipo di tv ti è rimasta più nel cuore?

Ho fatto televisione, e l’ho fatta in veste “insolita” perché di stampo giornalistico, mi riferisco a Fuego; oltre ad andare in tv ho scoperto cosa significasse scrivere, gestire una troupe che usciva sola con me, andare in sala di montaggio per scegliere musica, immagini e far nascere un prodotto che aveva il mio nome. Oggi sono una mamma: un grosso traguardo personale, una personal trainer ed un’istruttrice che è un po’ sopra le righe, perché non fa né aerobica né step ma kick boxing e che ha intrapreso anche degli studi per seguire malati stabili per riportarli a fare sport con una figura come la “health specialist”, molto in voga in America ma che in Italia non ha nemmeno tutela legale.

E adesso?

Ci ho creduto. Oggi sono diversi i progetti che ho in mente per portare ad ampliare il mio lavoro nello sport. Il traguardo, però, è uno: il percorso che ho fatto mettendomi alla prova, la forza che ho messo nel rialzarmi quando tutto andava male, è aver creduto nelle mie potenzialità, nell’aver scelto sempre le cose che mi piacevano non seguendo necessariamente quelle più facili. E proprio quella passione che ho messo in ognuna delle cose che ho voluto intraprendere, e che continuo a fare ancora oggi.

A quale traguardo punti adesso?

In questo particolare momento della mia vita, in cui sto lavorando sodo su tanti fronti, perché ci sto credendo tanto, non so bene quale sia il mio traguardo; so però che sarà un bellissimo obiettivo, ricco di soddisfazioni, perché il percorso che sto facendo mi ha fatto veramente rinascere e riscoprire una forza in me stessa che sapevo di avere, ma non ne conoscevo la reale intensità.

Quale è la ricetta del tuo successo?

Sicuramente determinazione, preparazione… e un certo grado di sfacciataggine! Il tutto, con eleganza… sempre!

Quali i tuoi punti di riferimento?

Nella mia vita sono stati tanti i miei punti di riferimento, anche a seconda del tipo di lavoro che facevo. Sicuramente lo sono state delle persone “arrivate” nel loro lavoro, capaci e con esperienza. Alla fine però, quando c’è da tirare le somme, il mio vero punto di riferimento sono io. L’ultima parola per ciò che devo fare spetta solo a me. Sono dell’idea che uno può prendere spunti dagli altri, ma somigliare a qualcuno non vuol dire essere se stessi.

Illusioni?

No, non direi: sono una persona molto autocritica, consapevole dei miei limiti e dei miei difetti. Sono abbastanza realista ma anche decisamente ambiziosa. I piedi li ho ben saldi a terra ma le mie braccia sono protese verso i sogni.

Volere è potere?

Absolutely! Sì. Volere è potere, in tutto.

Imprevisti e probabilità. Cosa ci dici?

Gli imprevisti sono una cosa bruttissima perché non si ha la possibilità di valutarli prima; capitano improvvisamente. Nel momento in cui mi capitano passo da momenti di abbattimento totale ad altri di rabbia acuta o di autocommiserazione; poi finalmente inizio a rimettere a posto i pezzi che purtroppo gli imprevisti hanno “incasinato”. Per assurdo però, mi trovo più in difficoltà nel momento in cui so che sta per succedere che quando lo affronto. L’ansia mi devasta, ma nel momento in cui salgo sul ring, ho un microfono davanti, una telecamera, un esame importante, lì tiro fuori tutta me stessa. Le probabilità le gestisco ancor peggio degli imprevisti perché non mi piace rimuginare troppo sulle cose o aspettare troppo. Devo dire che col tempo sono migliorata: riesco perfino a vedere l’ansia in maniera “costruttiva” perché fa riflettere e non commettere passi falsi… ma è ancora difficile da gestire.



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