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Society

Society - 08/03/2020

Cantina Urbana a Milano, vino e design

La rete di relazioni e conoscenze permette di fare vini speciali, e di mettere in contatto il mondo del vino artigianale di qualità.

Ha da poco superato il primo compleanno in città e ha un ambizioso programma di aperture di nuovi punti vendita e somministrazione. Cantina Urbana Milano Wine Collective è la prima cantina di produzione vini in città a Milano. Con un selezionato network di artigiani del vino e viticoltori di fiducia, produce il vino scegliendo le migliori uve dagli amici ‘vignerons’ del wine collective sparsi in tutta Italia. Cantina Urbana Milano Wine Collective è aperta al pubblico, con ingresso libero e con un Winery Bar dedicato in zona Navigli (via Ascanio Sforza, 87) in un ambiente raffinato di design adeguato alla proposta enologica.

“Ho fondato Cantina Urbana per inseguire un sogno: Fare Vino – racconta il fondatore della urban winery, Michele Rimpici, in foto nella nostra gallery – . Volevo produrre un vino con due capisaldi: artigianalità e convivialità. E così è nata Cantina Urbana che racchiude questi ingredienti in un marchio. L’idea di produrre vino in città, aprire le porte della Cantina a tutti e condividere l’esperienza della vinificazione. Ho messo assieme un gruppo di amici “vignerons” illuminati, dei veri artigiani del vino, e abbiamo creato il Wine Collective, uniti dallo stesso spirito e valori: vini buoni, rispettosi della natura, senza utilizzo di chimica spinta in campagna e in cantina. Cantina Urbana è basato sulla passione, il gusto e l’accessibilità.”

Professionista del settore da 15 anni oltre che grande appassionato di viticultura ed enologia, Rimpici, rimasto affascinato durante i suoi viaggi dalle “urban winery” di New York e Londra, decide di investire le sue energie nel progetto di Cantina Urbana® proprio per assecondare la sua grande passione. Il risultato è un luogo dove poter fare il vino in città e in cui poter accogliere le persone per renderle protagoniste, e non semplicemente spettatrici, dell’esperienza della vinificazione.

“Non avendo ereditato terreni o tenute, ho deciso – spiega Rimpici – di comprare la migliore uva da amici artigiani viticoltori per poi fare il vino in città, dove abito”.



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