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Society

Society - 14/03/2020

C’è un’università del mangiare slow italiano: è l’UNISG a Pollenzo

Il "grocerant", l'economia circolare del food, la formazione sui principi dell'alimentazione sana e biodiversità.

L’Università degli studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (a Bra, provincia di Cuneo), nata e promossa nel 2004 dall’associazione internazionale Slow Food con la collaborazione delle regioni Piemonte ed Emilia Romagna, è un’università non statale legalmente riconosciuta dallo stato italiano.

Slow Food è una grande associazione internazionale impegnata a ridare il giusto valore al cibo, nel rispetto di chi produce, in armonia con ambiente ed ecosistemi, e assegnando una grande importanza all’educazione alimentare delle giovani generazioni.

Nella sua ultradecennale attività, l’ateneo ha accresciuto costantemente i suoi corsi di studio, e conseguentemente il numero degli studenti, giungendo a proporre un’offerta didattica completa e unica nel suo genere in Italia e all’estero, affermandosi come un’istituzione dinamica, flessibile e di impronta fortemente internazionale.

La peculiarità dei suoi corsi attrae studenti da decine di paesi diversi, interessati all’originale progetto formativo che, coniugando studio, pratica e viaggi didattici in tutto il mondo, consente loro di operare per sviluppare i futuri scenari del cibo.

Questo approccio metodologico e didattico fornisce agli studenti una visione globale dei sistemi di produzione del cibo sia passati che presenti, permettendo inoltre di apprezzare la ricchezza delle diversità culturali.

L’ateneo forma i gastronomi, nuove figure professionali che hanno conoscenze e competenze interdisciplinari nell’ambito delle scienze, cultura, politica, economia ed ecologia del cibo e sono in grado di sviluppare valori come la sostenibilità e la sovranità dei sistemi alimentari globali, comprendendone tutte le fasi, dalla produzione al consumo.

LA CUCINA CIRCOLARE – Dal 16 al 20 febbraio 2020 a Düsseldorf, presso Euroshop, la più importante fiera mondiale del retail, UNISG ha presentato il Circular Bar & Grocerant, progetto che illustra come realizzare un bar e un servizio di ristorazione Grocerant in un punto vendita (Grocery + Restaurant), adottando soluzioni che minimizzino l’impatto ambientale e che siano portatrici di innovazione sociale.

Il concept è stato sviluppato dall’Università di Scienze Gastronomiche (prof. Franco Fassio con il team Relazioni Esterne UNISG Gabriele Cena, Matteo Doveri, Daniele Ceratto, Roberta Rainero e la collaborazione di Alberto Montobbio, studente UNISG del corso di Laurea Magistrale in Food Innovation & Management) insieme a Epta Group e il suo team specializzato EptaConcept (coordinato da Giorgio De Ponti) e con la collaborazione di numerose aziende virtuose che operano nell’economia circolare.

La sfida vinta è stata di raccogliere e far dialogare fra loro alcune soluzioni capaci di rispettare i principi della Circular Economy for Food veicolati da UNISG. Ossia, una cornice teorico-pratica che si pone l’obiettivo di tutelare e rigenerare il capitale naturale e culturale associato al food system, che adotta la ciclicità come metro di valutazione della qualità di prodotti e tecnologie: questo significa favorire l’EcoDesign, lo sharing, i componenti durevoli, monomaterici, disassemblabili, generati da by products, a ridotto consumo energetico e che a fine vita, siano interamente metabolizzabili da cicli biologici o tecnici, ed infine, che ponga l’accento sulla coevoluzione di tutti gli attori facenti parte del sistema, in una logica win win che non genera disuguaglianze, ma privilegia l’evoluzione del sistema invece che di una singola realtà.

Arredamenti, attrezzature, componenti per la fruizione del cibo e di servizio, sono tutti progettati in chiave circolare e fanno da cornice ad un’offerta gastronomica che privilegia chi tutela la biodiversità e la cultura ad essa connessa, chi ragiona in chiave rigenerativa e preserva la qualità dei suoli ed il benessere animale, chi minimizza gli sprechi di cibo lungo la filiera.

 



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