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Society

Society - 17/11/2018

Ciro Torlo, modello italiano a New York: “E ora volo a Los Angeles”

Il ruolo di italiano lo svolge quotidianamente: con la sua eleganza e galanteria. In America sta facendo parlare di sé. Vediamo perché.

Ha appena superato i 30 anni e il suo fascino italiano è nel pieno della conquista. Ciro Torlo, nato e cresciuto a Torre Del Grego, Napoli, è stabilmente saldo nello showbiz americano da qualche anno. Miami, New York e dopo, chissà, forse la California per rispondere alla chiamata del cinema. Ciro è un modello e attore molto determinato che con un’etica del lavoro molto rigorosa si sta facendo strada nell’affollato e competitivo mondo dello spettacolo d’oltreoceano.

Ultimamente ha lavorato a un progetto artistico con il famoso fotografo Kemuel Valdes, specializzato in ritratti di corpi maschili. Un portfolio inedito da dove provengono gli scatti che ci ha fornito e con il quale presto sarà in uscita su alcuni importanti magazine americani.

Ti abbiamo lasciato a Miami meno di un anno fa. Cosa stai facendo a New York? Come ci sei arrivato?
Mi sono trasferito a NYC perché ho iniziato una nuova collaborazione con una talent agency situata al centro della Grande Mela. Grazie sempre all’appoggio della mia agenzia madre di Miami. Sono stato fortunato all’inizio, appena arrivato in città cercavo disperatamente un alloggio, una casa. Ho girato senza fermarmi per i primi 20 giorni, e camminando vidi appeso a un portone un foglio. Era un teatro, cercavano attori. Senza perdermi di coraggio quindi mi sono spinto all’interno e ho fatto credo una delle audizioni più orribili della storia. Quando poi mi richiamarono per il ruolo ero incredulo, chiesi se fossero sicuri o se si fossero sbagliati. Fu divertente e lo spettacolo riuscì alla grande.

Ti eri abituato a essere un italiano a Miami, che è terra di grandi expatriates dal nostro Paese, con clima sempre primaverile. Come ti stai trovando a NYC? Noti differenze tra genti, stile e mode?
È sempre amore per Miami dove almeno una volta al mese torno per lavoro e approfittando di questo spendo qualche giorno al mare. New York è una città meravigliosa, il centro di tutto, tante produzioni ogni giorno e un volume di casting notevole, l’ideale per chi vuole fare il mio lavoro. Questa mia scelta è nata proprio perché volevo confrontarmi con una realtà più grande, diversa, come le tante etnie che la popolano. Mi sento di essere arrivato all’epicentro della moda e dello stile. Qui sicuramente è più “America” rispetto a Miami.
Come viene apprezzato il tuo senso italiano in America? Cosa ti invidiano di più?
Io sono napoletano, da Torre Del Greco, mi piace dirlo perché amo mostrare questa nostra parte folkloristica, il nostro calore, il nostro modo di interpretare e vivere quasi sempre con il sorriso che nasconde quella vena amara nostalgica che non ci abbandona. La scelta di vivere lontano dal proprio luogo di origine mi accompagna ogni giorno, come la consapevolezza di essere italiano e quindi ambasciatore del mio paese. Sicuramente tutto ciò si traduce in qualità, eleganza, galanteria, simpatia, amore per il cibo e le belle donne. Cose che ho dentro con naturalezza, direi.
E ora che sei lì da qualche anno, cosa senti di aver preso dagli americani?
Sicuramente ho assorbito tanto, ma spero solo le cose positive. Come il loro modo di approcciare e di fare business. Poi del resto sono sempre stato attratto dalle diverse culture. Non mangio burgers e patatine fritte, non sono da fast-food, ma la colazione amo farla come i veri americani, uova, bacon and cheese, pancakes con sciroppo di mele e spremuta d’arancia.
Cosa ci vuole per essere un modello di successo non rinunciando alle proprie origini?
Coraggio, mettersi in gioco, cercarti il lavoro, creare il lavoro, esser bravo nelle pubbliche relazioni, avere la capacità di costruire un network fatto di persone serie e competenti, agenzie con numeri e un book con foto che impressionino.
Sicuramente il look è importante anche nella vita di tutti i giorni e non solo sul set. Cosa ti piace indossare nella città che è il centro del mondo?
Indosso sempre cose italiane , brand con i quali collaboro. Ti assicura uno stile inconfondibile e le persone spesso mi fermano per farmi complimenti, magari per le scarpe, o per la giacca. A New York visto il freddo, si possono mostrare molte più cose che a Miami. Lì puoi sognare, toglierti i vestiti ed essere molto più “fisico”.

Beh, visto che sei un appassionato e te lo puoi permettere, dove ci si rilassa e ci si toglie i vestiti a New York?
Solo nei bar, nei ristoranti, ai brunch, spesso a casa, dove i termosifoni si mettono in funzione già a metà settembre. Central Park forse è il posto dove tutti si recano quando c’è una bella giornata di sole, perfetto per fare sport, per una passeggiata, per uno spuntino all’aperto.
Passeggiando tra quelle strade che sono lo scenario di tanti film storici, ti è mai capitato di fare dei sogni di incontri speciali?
Il mio sogno è di lavorare sempre con grandi artisti e migliorarmi. Immagino un giorno di poter lavorare con nomi come Keanu Reeves, Vin Diesel, Jason Statham.
Pensi di restare a lungo a New York oppure hai progetti diversi?
La mia idea è quella di vivere presto a Los Angeles in California, dove si sa che si produce molto in quanto a cinema. Quindi magari dopo la sosta natalizia inizierò a pensarci…è stato il mio desiderio sin dall’inizio, e credo di essere sulla strada giusta.

Crediti fotografici Kemuel Valdes.



Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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