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Society

Society - 12/05/2020

Claudio Dominech: “Il mio antivirus? Intrattenimento con intelligenza”

Incontro con il presentatore che sta realizzando un format tv/web di approfondimento di alta qualità. Con ospiti di prestigio come "antidoto" all'isolamento di queste settimane.

Vittorio Sgarbi, Cristina Donadio, Susanna Galeazzi, Lele Mora, Gigi D’Alessio, volti noti di tv e cinema. Claudio Dominech, conduttore tv e giornalista professionista, ha messo in piedi un vero parterre de rois da casa sua durante la quarantena, per il suo talk show “L’Antivirus”. Un momento di approfondimento e intrattenimento che si fatica a concepire come autoprodotto, in quanto sembra frutto di un’equipe a lavoro da mesi, e invece il bel conduttore, napoletano col cognome di origine catalana, sta facendo tutto da solo. In attesa di riprendere il suo impegno quotidiano mattiniero (conduce il bel programma “‘Mattina 9’, in diretta tutti i giorni su Canale 9 / 7 Gold), ora Claudio si sta dedicando con successo a questo format in onda su tutti i social Instagram, YouTube e svariate televisioni nazionali.

 

 

Claudio come passi le tue giornate in questo periodo?

Il format “L’Antivirus” mi assorbe completamente. Mi occupo dalla conduzione, riprese, montaggio, regia e contatti col pubblico. Ho dato al programma un taglio nazionale dal punto di vista degli argomenti e degli ospiti. Mi diverte molto renderlo vivace e accattivante soprattutto perché realizzato dentro casa.

Ti è servita l’esperienza teatrale?

Certo, il teatro è stata una scuola di vita, prima che professionale. Ha certamente migliorato la qualità della mia prestazione video donandomi quella sicurezza negli strumenti da utilizzare che mi consente oggi di divertirmi come un bambino. Sono giornalista professionista dal 2008, ho fatto la gavetta  vecchio stampo, ho collezionato esperienze a Mediaset, Skytg24 e Tv2000 ma a quanto pare c’è ancora da lottare per conquistare quegli obiettivi che inseguo da sempre.

Sei molto conosciuto anche per la presentazione degli eventi. Ti piace stare tra la gente?

Sì, sono tutte occasioni importanti che non vedo l’ora ritornino. Ho seguito eventi per Mattina 9, il Pulcinella Film Festival, con Alessandro Siani e Cristina Donadio, mi apprestavo alla conduzione quest’anno delle Giornate del cinema di Vico Equense ma al momento questo è un evento bloccato.

Sei anche autore. Cosa hai scritto?

“deGenerazione” è stato il mio libro d’esordio, scrivere ha rappresentato sempre una necessità per me prima che una terapia. Continuo a farlo, ho allo stato tre libri da pubblicare tra saggi e aforismi, e mi interessa e affascina oltre misura confrontarmi con il linguaggio della televisione. Per questo ho scritto circa 15 format televisivi, alcuni dei quali realizzati e oggi in onda, altri che attendono mecenati pronti a guardare oltre.

Così ben fatti da poter andare in tv. Su www.claudiodominech.com Claudio Dominech conduce il talk auto-prodotto “L’Antivirus”, nato come “riempitivo” in quarantena e trasformatosi in autentico programma dall’accattivante riuscita.

 

Hai anche una presenza adatta alla tv. Cosa fai per mantenerti in forma?

Sono fortunato, madre natura mi ha dotato di un buon metabolismo. Faccio sempre sport, tra tennis, nuoto e pugilato anche in casa. Tengo molto all’estetica e alla forma fisica ma più che altro il concetto di bellezza inteso ad ampio raggio, penso all’arte in generale, è qualcosa di realmente importante. Naturalmente, l’allenamento principale delle mie giornate, riguarda la mente. Sono molto curioso, mi informo e leggo di tutto, e sono appassionato di cinema, teatro e tutte le materie umanistiche che coltivo costantemente.

Hai anche adottato un setting diverso per i tuoi video sul web e le tue conduzioni in tv. Casuale?

No, assolutamente. Il programma web “L’Antivirus” mi sembrava giusto fosse più casalingo, con libri sparsi e abiti informali, visto che è nato come un racconto in quarantena in chiave positiva ma anche emotiva. E credo che i protagonisti abbiamo sposato questo spirito che gli avevo dato, hanno tirato fuori l’umanità che ci accomuna. Siamo tutti sullo stesso livello in questo momento, il ricco, il famoso o l’uomo della strada. E’ chiaro che in tv l’outfit è radicalmente diverso.

Che risultati hai avuto da questo periodo? Come influiranno sul tuo percorso?

Ho cercato di scrostare le maschere che sono impresse su alcuni personaggi che sono arrivati da me come delle persone, anzitutto. Li ho associati con persone comuni in un incontro che ha funzionato. La quarantena ha cambiato anche me in positivo, dandomi l’opportunità di migliorarmi nel mio lavoro, di scoprire nuove skills ma soprattutto, di fermarmi a riflettere, scrivere e pensare di più, conferire più importanza al presente che viviamo e alle cose semplici. Spero e credo che tale effetto si rifletta inesorabilmente su tutti.

 

Claudio Dominech, nato nel 1981, è un conduttore televisivo, giornalista professionista, scrittore e attore. Ha al suo attivo conduzioni, presentazioni, servizi e speciali per Canale 9, svariati format televisivi da lui stesso ideati e condotti, collaborazioni per SkyTg24, Tv2000 e altre emittenti. Da attore protagonista ha recitato al Napoli Teatro Festival 2018 in “Terrore e miseria del III Reich” con la regia di Carlo Cerciello. Ha preso parte al film “Se mi lasci non vale” di Vincenzo Salemme e a varie fiction Tv come “Un Posto Al Sole.

Un pensiero per la ripartenza, sia professionale che della tua vita?

Quando si ripartirà voglio dare qualcosa in più in televisione. Mi sembrerà un gioco tornare solo a condurre, rispetto alla fatica bestiale che sto facendo a produrre contenuti in casa. Credo di aver aggiunto un ottavo strato alla pelle, quello relativo alla sensibilità rispetto alle persone che ci circondano, gli eventi che ci raccontano, la vita vera che parla di noi. Non vedo l’ora di tornare a viaggiare, mia grande passione e di tornare a realizzare quei documentari che restituiscono senso alla mia vita prima che alla mia professione, che mi fanno star bene. “TripExperience” tornerà dunque non appena riapriranno le frontiere con una nuova puntata tutta dedicata al continente africano.

Che argomenti prevarranno nei nuovi programmi?

Sia i documentari che ho preparato che i format che ho scritto per programmi futuri, si incentrano tutti su questo filone del contatto umano. Voglio che si torni a parlare della cultura ma attraverso le persone, i loro interessi. Vorrei parlare ed esplorare cosa pensano i giovani, quali sono i loro bisogni reali, oltre la dipendenza del cellulare. Siamo tutti interconnessi di continuo, ma siamo tutti più soli. Le questioni serie saranno sempre i rapporti umani.

 



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