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Society

Society - 02/11/2017

Diego Dalla Palma: “Il look più creativo? Quello delle italiane”

Il re del beauty made in Italy ricorda i personaggi che ha incontrato nella sua carriera. E presenta a The Way Magazine il suo nuovo progetto DiegoXTe.

Tra la rosa di personaggi che hanno reso il made in Italy appetibile nel mondo, sicuramente Diego Dalla Palma è uno dei nomi che viene subito in mente a tutti. Un’icona inconfondibile del mondo dello stile, della bellezza e dell’immagine italiana, ora con il blog DiegoXTe si diverte ancora a mettersi in gioco da personaggio inconsueto e autorevole quale è. Il progetto editoriale è denso, aggiornato costantemente, coinvolge giovani talenti e mette assieme professionalità, competenza, carisma e intensità con i suggerimenti di bellezza che Diego prepara.

Il look-maker nella sua carriera è stato anche apprezzato costumista e scenografo di talento, lavorando nei più celebri teatri italiani e per dieci anni in Rai e successivamente a Mediaset in programmi di successo. Nella nostra intervista ha deciso di condividere ricordi e aspirazioni per quello che ancora deve realizzare.

Diego Dalla Palma fotografato da The Way Magazine a Milano, ottobre 2017.

Diego Dalla Palma fotografato da The Way Magazine a Milano, ottobre 2017.

Diego, hai fondato l’Academia BSI Milano e hai voluto con te tanti giovani per il tuo nuovo blog. Come ti approcci a loro?

Mi avevano proposto di lanciare un blog di utilità su come le donne si possono vestire e truccare. La formula semplice non mi interessava e quindi ho posto due condizioni: coinvolgere giovani talenti che sanno destreggiarsi con tutorial e linguaggi nuovi, e che non fossero influencer. O almeno, che non pensassero di esserlo.

Perché questa precisazione?

Perché mi mancano 3 anni ai 70 e non ho mai considerato bene l’idea di influenzare gli altri, piuttosto posso suggerire. Vedi, influenzare vuol dire che già ti poni nel modo sbagliato. Posso avere delle conoscenze in più e posso metterle al servizio delle clienti, questo è l’atteggiamento giusto.

diego dalla palma blogger

Diego Dalla Palma con alcuni dei suoi blogger per il sito Diegoperte.

Come hai selezionato i giovani che collaborano alle rubriche del blog e agli spazi di beauty, trucco, suggerimenti?

Abbiamo fatto una selezione tra mille persone, alcuni li ho presi perché aderiscono al mio modo di vedere l’immagine. È una fabbrica di spunti e di input, ho sottolineato che nessuno di noi deve condizionare il pubblico e pensare di essere meglio degli altri.

Ci sono molti riferimenti alti in quello che fai. Uno su tutti quello al mondo dell’arte.

Credo che sia stato un danno terrificante toglierla dalle scuole, l’arte è la salvezza di qualsiasi popolo, soprattutto in un Paese civilizzato come il nostro. Bisogna attingere con intelligenza dal passato ma anche divertirsi. Ho uno spazio che ho chiamato sputi e spunti, una rubrica che mi sono attribuito dove faccio imitazioni spontanee e prendo in giro chi si prende troppo sul serio in questo settore.

L’utilizzo massiccio dei video deriva dall’esperienza tv?

L’autonomia me la posso permettere ora sul web, ho meno filtri rispetto alla tv generalista o alla tv commerciale, gli anni influiscono in questo. Mi sento libero, non ho copioni, vado a braccio e cerco sempre di comunicare qualcosa di irriverente. Anche il fatto che prossimo ai settanta suggerisco come rimanere giovani è ironico.

“Spunti & Sputi” è lo spazio del blog personale di Diego Dalla Palma stesso in cui rende le sue incursioni nell’attualità stimolanti.

“Spunti & Sputi” è lo spazio del blog personale di Diego Dalla Palma stesso in cui rende le sue incursioni nell’attualità stimolanti.

Molti ricordano un talk-show pomeridiano che hai creato con Rita Dalla Chiesa, dove i divi venivano a confessarsi nel vostro “Salone”. Che ricordi hai di quell’esperienza?

Mi fai un regalo facendomi ripensare a quella trasmissione. Io ero un po’ il pepe e lei la cipria, cercava di mitigare, e funzionava. Non abbiamo avuto mai uno screzio, sette anni di tv al sabato pomeriggio e le celebrità che si raccontavano come persone normali. Succede ancora oggi nella vita, le persone si aprono con me, forse riesco a trasmettere anche il mio tormento ed è in quel momento che si sentono sulla stessa barca. Io stesso noto che quando racconto degli episodi della mia vita le persone si emozionano.

Tornerai in tv?

Sì, per Real Time stiamo preparando un percorso di bellezza per persone comuni, delle donne che sono diversamente belle. Le abbiamo trovate dalla Sicilia alla Valle d’Aosta, scelte in relazione al carattere e personalità. Per migliorare esteticamente bisogna coltivare sempre gli aspetti della personalità per fare uscire il meglio di sè.

Hai lanciato una linea cosmetica col tuo nome e poi l’hai venduta. Perché?

Ho capito che non sono fatto per il commercio, mi fa piacere che esista ancora ovviamente. Sta dando segnali di grande vitalità e ha portato avanti egregiamente il discorso ironico nella comunicazione. Collaboro anche in prima persona con la casa di produzione.

Diego Dalla

Diego Dalla Palma scrive anche libri di successo: narrativa e temi legati all’immagine e alla bellezza.

Il look made in Italy per te come può essere riassunto?

Creatività è la parola che mi viene in mente. Inconfondibilmente italiano è il capello lungo sulle donne, lo dico anche con delle note critiche. La donna mediterranea vede nel capello una specie di risorsa essenziale dove rifugiarsi. Cosa che non fanno le francesi. Per il seno, ad esempio, le francesi lo fanno vedere gradevolmente, le italiane lo fanno vedere come tette. Le francesi sono le più eleganti al mondo, come creatività e intensità di look le italiane vincono. Se solo ostentassero di meno…

E le altre nel mondo?

Le tedesche e inglesi sono le donne le più malvestite e maltruccate al mondo, non fanno niente per migliorare. Probabilmente danno priorità ad altro. Il mio ideale di donna e di uomo si trova nel Libano e a Israele, lì ho davvero visto bellezza ovunque. C’è poi un posto che non conosco ancora ma che quando ci penso mi viene in mente un’ideale di bellezza femminile inarrivabile, e quel posto è l’India. Le donne indiane con il loro modo di fare, la loro disinvoltura e la semplicità senza ostentazione sono naturalmente eleganti.

Da quello che dici sembri abbastanza contro i cliché.

Diffico dai cliché e da chi li segue. Mi dispiace vedere omologazione in nome del dio denaro. Quanto cambia la gente? Coi soldi tutti si addomesticano. Politici miti, rapper quieti, è vero che il tempo cambia e la rabbia che hai a 20 anni poi si trasforma ma a volte le metamorfosi sono dovute ad altro. Per i rapper, ad esempio, ho un problema. Mi piace quello che dicono ma non mi piace in generale il personaggio del rapper. Perché si omologano con lo stesso tatuaggio, lo stesso berretto? Mi voglio inventare un rapper felliniano.

Molti ti identificano come amico dei vip. Ci sono dei rapporti duraturi nel tuo ambiente?

Sinceramente devo dirti che ho incontrato tanti personaggi, ma l’amicizia è rimasta a prescindere dai miei programmi in tv, penso a Ornella Vanoni, ad esempio. Durante il programma di Rete 4 avevo conosciuto Vittorio Sgarbi con cui ho rapporto. Ho anche avuto delle telefonate straordinarie e una frequentazione a Roma con Gabriella Ferri. Ne intuivo la pazzia distruttiva, è stato un incontro molto forte.

DIego Dalla Palma in un ritratto di Angela Carrozzini.

DIego Dalla Palma in un ritratto di Angela Carrozzini.

Sono molte le dive che si fidano di te?

L’ambiente dell’effimero, del superficiale e della moda è fatto da molte persone che cercano di essere quello che non sono. Forse per difesa. Ho sempre avuto l’idea della bellezza legata al mistero, alla personalità, al carattere però la donna ha dalla sua il vantaggio che con un rossetto può cambiare totalmente la sua dimensione estetica. Detto questo non credo che necessariamente le persone truccate si sentano a proprio agio, e forse questo è anche un discorso anti-commerciale. Alle donne ho sempre suggerito due elementi semplici: la matita all’interno occhi e il rossetto. Tocchi che non mutano le sembianze ma accentuano la profondità dello sguardo e l’intensità del sorriso.

Oggi anche gli uomini sono più inclini alla cura dell’estetica. Noti questo cambiamento?

Fino a qualche anno fa era in auge uno spot che diceva: Pe l’uomo che non deve chiedere mai. Ti rendi conto quanto c’è di maschilista dietro una frase del genere? Ora non la proporrebbero mai, quindi sono stati fatti dei passi in avanti. I giovani di oggi non vogliono sentire parlare di confini, sconfinano anche nel modo di presentarsi. Penso che tutto debba essere privo di frontiere. Ovviamente preferisco sempre che ci sia di base il buon senso.



Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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