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Society - 09/11/2017

Francesco Sole a Bruxelles: insegnamo l’educazione digitale nelle scuole

Un artista nativo digitale che va a spiegare ai politici le dinamiche spesso ingannevoli dei social media. Un discorso molto apprezzato e dettagliato.

La fama, i pericoli e le leggerezze dei social media sono oggetto di discussione a tutti i livelli, anche istituzionali. Francesco Sole (vero nome Gabriele Dotti), Nima Benati, fotografa, e lo spin doctor Paolo Bonetti sono stati in parlamento a Bruxelles per parlare dei social media e degli influencer italiani.

Francesco Sole è particolarmente amato in Italia. Sta girando le città per il firmacopie di Ti Voglio Bene!
il libro di poesie che lo sta portando in mezzo al suo pubblico numerosissimo. Una trasposizione dal digitale al reale che incuriosisce molto e crea affezione.

Le date degli incontri itaiani di Francesco Sole.

Le date degli incontri itaiani di Francesco Sole.

“Sono un artista nativo digitale che ha raggiunto il grande pubblico attraverso la poesia veicolata sui canali social con lo pseudonimo di Francesco Sole  – ha raccontato a Bruxelles – . Il digitale, oggi è chiaro a tutti, offre grandissimi vantaggi non solo in termini di relazioni umane, ma anche come potente strumento di comunicazione e di business. Quello che ancora purtroppo non è chiaro a tutti, che il digital è come la corsa all’oro del west e come il far west, quando si esplora un “nuovo mondo” i rischi sono altissimi per la mancanza di conoscenza, cultura, leggi e controllo”. parlamento europeo digitalcivics

La popolare web celebrity ha poi parlato degli hater: “L’ignoranza è senz’altro una delle concause che può generare cyberbullismo, haters e scammers. Questa va combattuta attraverso la cultura e nello specifico se potessi suggerirei al presidente Tajani di affrontare il tema dell’alfabetizzazione digitale proponendo l’introduzione di una materia specifica nelle scuole europee: l’educazione digitale. In questa materia si potrà trattare di educazione civica digitale, di come comportarsi sul web e delle conseguenze sociali e legali di coloro i quali non rispettino questo codice. Inoltre sarà l’occasione per insegnare a gestire al meglio la propria privacy e proteggere efficacemente i propri dati mostrando da dove possono venire i rischi e come potersi difendere proattivamente”.

Per combattere il crimine digitale, dice il poeta, bisognerebbe eliminare l’anonimato e “introdurre delle leggi che costringano i principali social network a richiedere un documento di identità al momento della registrazione, in modo da limitare i profili fasulli dietro ai quali spesso si nascondono hater, cyberbully, Stalker, Scammer”.

Sole ha poi concluso il suo intervento lanciando uno slogan “che spero venga rilanciato dagli amici influencer presenti qui oggi e che possa portare attenzione su questi importanti temi: I stand for #digitalcivics”.



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