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Society

Society - 05/06/2020

Giornata mondiale dell’ambiente 2020, sensibilizzazione in libri e video

Un'opera nuova di Lady Be. L'occhiale Fielmann, il libro di Morellini Editore di Maurizio Maria Fossati e il documentario BBC per sensibilizzare l'opinione pubblica.

Si celebra il 5 giugno la Giornata Mondiale dell’Ambiente, una ricorrenza sancita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e risalente al 1972 quando venne definita la “Dichiarazione di Stoccolma” che si pose come obiettivo la cooperazione tra gli Stati per salvaguardare l’ambiente e l’umanità.

Oggi come allora ci troviamo ogni giorno di fronte alla necessità di ristabilire le priorità degli interventi a tutela del nostro Pianeta e di rendere sempre più consapevole la popolazione sulle problematiche cui stiamo andando incontro.

Ci sono artisti come Lady Be che con la sua opera “Mondo”, diramata proprio in occasione della giornata Mondiale dell’ambiente, cercano di sensibilizzare con la loro opera. L’artista lombarda (Foto in apertura di servizio), definita “Eco-artista” per le sue opere d’arte sostenibili, coglie l’occasione per  lanciare il suo messaggio legato al riciclo: “Ormai da mesi si parla con molta frequenza dell’inquinamento e delle conseguenze devastanti sull’ambiente e sul clima. Le comunicazioni sull’emergenza sanitaria, economica e sociale non hanno oscurato questa importante tematica, anzi, a mio parere, è bene parlarne anche in riferimento al Covid. Abbiamo notato tutti che l’utilizzo di dispositivi medici in plastica (a partire dalle siringhe e dai respiratori, fino ad arrivare ai pannelli protettivi in plexiglass, alle visiere e alle più comuni mascherine e guanti monouso) si sono rivelati essenziali per la sopravvivenza. Ma non è un buon motivo per dimenticarsi di tutelare il pianeta. Molte persone gettano mascherine e guanti monouso, l’utilizzo frequente e la diffusione di questi oggetti, abbinato a uno scorretto smaltimento, sta diventando una maggiore fonte di preoccupazione per l’inquinamento globale. Attraverso la mia opera realizzata anche con guanti monouso, voglio ricordare a tutti di pensare ancora a proteggere non solo se stessi ma anche il pianeta, facendo un corretto smaltimento di questi oggetti diventati nel giro di poche settimane di uso così comune e quotidiano”

“Oggi siamo più di 7,7 miliardi: qual è l’impatto che la nostra popolazione ha sulla Terra? Cosa succederà se la crescita demografica continuerà ad aumentare fino a raggiungere il traguardo dei 10 miliardi di persone nel 2050 come ha pronosticato l’ONU?”. Queste alcune delle domande cruciali sul futuro dell’umanità e del nostro abitare la terra, domande sempre più urgenti e attuali che il giornalista e naturalista Chris Packam si pone in “7.7 miliardi: come si vive sulla Terra?”, documentario prodotto dalla BBC.

Nominato nel 2018 Comandante dell’Ordine dell’Impero Britannico per la sua attività a favore della conservazione della natura, Chris Packham parte per un viaggio attraverso il mondo per indagare l’impatto che la crescita esponenziale della popolazione ha sulla Terra, i conflitti del presente e le prospettive per la società futura, incontrando esperti illustri, fra cui una delle persone che da sempre lo ha ispirato: Sir David Attenborough, celebre divulgatore scientifico e Membro dell’Ordine dei Compagni d’Onore e dell’Ordine al Merito del Regno Unito.

 

Ci diciamo quanto la deforestazione sia terribile ma poi ci chiediamo perché? La motivazione è che la popolazione mondiale è cresciuta in modo sconvolgente negli ultimi 20, 30 anni e le persone spendono molti soldi per essere nutrite. Tutti devono mangiare, così come tutti devono avere figli, è uno dei diritti più preziosi che le persone hanno. È una necessità profondamente legata alla nostra personalità, alla nostra anima“. Così Attenborough pone l’attenzione su un conflitto etico: il diritto di avere un figlio e l’impatto della crescita demografica sulla biodiversità; a partire dal XIX secolo si è infatti assistito al più rapido aumento demografico della nostra specie, con una popolazione mondiale che dal 1960 a oggi è più che raddoppiata, passando da 3 a quasi 8 miliardi di persone.

 

La costante crescita demografica, derivata anche dall’allungamento della speranza di vita, si manifesta nell‘enorme pressione sulle risorse, sempre più evidente nelle megalopoli come New York, Tokyo, Lima e Mumbai, che entro il 2050 ospiteranno il 70% delle persone e dove si accentuano sempre di più le disparità sociali: in uno scenario futuro la ricchezza potrebbe essere determinata dalla possibilità di accedere a elementi fondamentali per l’esistenza umana, come l’acqua. A San Paolo, ad esempio, 22 milioni di abitanti da quasi un decennio sono vittime di una grave crisi idrogeologica che causa lunghi periodi di siccità che limitano l’accesso all’acqua potabile pubblica. è quindi necessario ripensare la vita in questi grandi agglomerati urbani.

 

Il problema dell’accesso alle risorse primarie e il divario sociale emergono in evidenza anche in Nigeria, nell’Africa subsahariana: nella periferia di Lagos, città che nel 1970 non superava i 2 milioni di abitanti e 40 anni dopo ospita una popolazione decuplicata e prossima ai 20 milioni di persone, su un antico villaggio di pescatori è sorto un dedalo di palafitte edificate su cumuli di spazzatura galleggiante in cui vivono quasi 2 milioni di persone in condizioni igienico-sanitarie precarie, senza possibilità di coltivare o raccogliere legna.

 

Packham esplora alcune possibili soluzioni studiate sinora, come la coltivazione intensiva in ambiente controllato. “L’evoluzione tecnologica ha dimostrato di portare con sé un grande potenziale: è possibile coltivare aglio, coriandolo, erba cipollina, insalata in vecchi rifugi anti-bombardamento a centinaia di metri sottoterra. Ma basterà questo miracolo di bioingegneria a una società basata sul capitalismo?” La soluzione principale resta comunque insita nell’essere umano stesso: “Siamo una specie straordinariamente adattabile, intraprendente, intelligente, non abbiamo pari, che proprio nelle difficoltà trova forza per ideare nuove soluzioni. Si spera che le nuove generazioni siano in grado di cogliere ciò che di buono abbiamo fatto sinora, migliorarlo e portarlo avanti”.

Fielmann, l’azienda leader del settore eyewear retail, supporta Treedom, piattaforma web per la piantumazione a distanza di alberi. La Giornata Internazionale dell’Ambiente – Venerdì 5 Giugno – è un’occasione speciale dove ognuno di noi può fermarsi a riflettere sul proprio stile di vita e domandarsi come poter contribuire alla salvaguardia dell’ecosistema in cui viviamo, a partire da semplici gesti quotidiani.

 

Fielmann Italia ha deciso di rafforzare il suo impegno green, regalando tramite la piattaforma un albero a ciascun collaboratore nella ricorrenza del suo compleanno, dando vita così alla Foresta Fielmann.

 

La condivisione di valori comuni, come l’attenzione per l’ambiente e per le comunità locali, il senso di responsabilità per l’ambiente e per le generazioni a venire, hanno reso questa collaborazione del tutto naturale. La partnership di Fielmann con Treedom non è soltanto una collaborazione di green branding, ma un’iniziativa concreta di sostenibilità ambientale e sociale volta a preservare le aree verdi della terra.

Fielmann sostiene da anni l’attività di salvaguardia della natura, di tutela dell’ambiente e delle comunità locali, come la piantumazione di un albero per ciascun collaboratore assunto. Finora sono oltre 1,6 milioni.
«Fielmann sostiene che gli investimenti nella comunità siano investimenti nel futuro», spiega Ivo Andreatta, Country manager Fielmann Italia. «Per questo la responsabilità sociale d’impresa è per noi di fondamentale importanza, da sempre».

Nelle città in cui è presente con i propri store, Fielmann pianta alberi e arbusti, curando e adottando il verde cittadino e grazie a Treedom riesce ad arrivare anche in Africa, America Latina e Asia. Ogni albero di Treedom ha una pagina online, viene geolocalizzato e fotografato, può essere custodito o regalato. Grazie alla piattaforma digitale, il donatore potrà seguire l’evoluzione del suo albero e della comunità che se ne prenderà cura, rendendo concreto un gesto semplice e apparentemente solo virtuale.

Dopo il successo di “Perché? Oltre 100 quiz per svelare
le curiosità della scienza”, Maurizio Maria Fossati torna in libreria con nuovi quiz dedicati all’ambiente e alla sua salvaguardia. Un simpatico ‘manuale’ anti-fake news
e un avvincente percorso educativo adatto a tutti per vivere in un mondo migliore e più consapevole.

«Un ecosistema in equilibrio, cioè una natura in ‘buona salute’ genera a sua volta salute», scrive nella prefazione Laura Mancini, direttore del reparto Ecosistemi e Salute dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS).

Dopo il viaggio tra le “curiosità della scienza” dello scorso anno, il giornalista Maurizio Maria Fossati ci guida ora alla scoperta del pianeta Terra, delle sue fragilità e dei rischi che l’uomo e gli ecosistemi mondiali stanno correndo. Riscaldamento globale, animali e foreste in pericolo, ecosistemi sotto stress, eventi atmosferici estremi, inquinamento dell’aria e dei mari, invasione di plastiche e microplastiche, fusione dei ghiacci, sono solo alcune delle parole chiave del libro.

“PERCHÉ? AMBIENTE. Oltre 100 quiz per salvare il Pianeta” è il nuovo libro di quiz con risposte rigorosamente scientifiche che vuole rispondere a queste necessità. A firmare la prefazione Laura Mancini, direttore del reparto Ecosistemi e Salute dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), mentre l’introduzione è stata affidata ad Alessandro Miani, presidente della Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA). 



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