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Society

Society - 29/01/2020

I novantenni di Hollywood: Gene Hackman, Clint Eastwood e Sean Connery

Nascevano nel 1930 tre pesi massimi del cinema mondiale. Messi assieme hanno allietato sogni e bisogni di tante generazioni.

Rispettivamente al cinema hanno incarnato: Il braccio violento della legge, l’ispettore Callaghan e l’agente segreto più famoso del mondo 007. Due di loro si sono ritirati godendosi una meritata pensione, l’altro invece continua a lavorare sfornando capolavori cinematografici quasi ogni anno. E sempre due di loro sono nati nello Stato della California, il primo è di San Bernardino ed il secondo invece di San Francisco, mentre il terzo è di Edimburgo in Scozia. Di base, quindi, oltre ad essere tre grandi attori, tre irripetibili leggende di Hollywood, in comune non avrebbero nulla; a parte il talento.

E pure c’è un ulteriore elemento che li lega in assoluto. Proprio quest’anno taglieranno il traguardo dei 90 anni. Tutti e tre nati, quindi, nell’anno 1930. Il primo a raggiungere tale traguardo sarà Gene Hackman nel penultimo giorno di questo gennaio. In primavera, il 31 di maggio, sarà Clint Eastwood a spegnere 90 candeline; e nel pieno della stagione estiva, il 25 agosto, sarà la volta anche di Sean Connery. Tre date da non dimenticare per ricordare, in ricorrenze piacevoli, tre carriere che hanno segnato la storia della settima arte.

Nonostante abbiano mostrato, nel corso dei decenni, caratteristiche diverse fra loro, dal punto di vista recitativo, hanno sempre rappresentato sul grande schermo la figura dell’uomo forte, del duro per antonomasia ed anche dell’uomo affascinante.

Di certo qualcuno ricorda che magari Clint Eastwood, fra i tre, è quello più completo per aver intrapreso negli ultimi anni una carriera da regista. Sicuramente l’aver iniziato a lavorare con registi come Sergio Leone, che lo lanciò nell’olimpo del cinema, e di Don Siegel, con il primo ‘Callaghan’, è servito molto all’allora giovane Clint. Che quando fu contattato dal regista italiano per girare per ‘Un Pugno di dollari’, era impegnato in una nota serie tv western, in cui recitava dal 1959: ‘Rawhide’.

Ma la sua leggendaria carriera cominciò quattro anni prima con piccoli ruoli, dopo aver svolto diversi lavori come taglialegna, benzinaio e magazziniere. Non bisogna dimenticare l’esperienza come guardia forestale e nell’esercito. Dopo l’exploit con la trilogia western di Leone la sua carriera decollò senza mai subire una battuta d’arresto. Numerosi i titoli, sia quelli come semplice attore, sia nella duplice veste di attore e regista e sia solo come regista. Dall’iconico ‘Fuga da Alcatraz’ al commovente ‘Un mondo perfetto’, dal thriller ‘Nel centro del mirino’ all’avventura spaziale di ‘Space Cowboys’, dalle storie toccanti come ‘Gran Torino’ e ‘Million Dollar Baby’, fino al suo ultimo capolavoro ‘Richard Jewell’. Tutti titoli entrati diritto nella storia della storia del cinema, come Clint del resto.

Nella sua lunga carriera ha diviso il set per più di una volta con un suo grande collega, il quale incominciò ad apparire sul grande schermo qualche anno più tardi: Gene Hackman. Quest’ultimo ha avuto esperienze di vita diverse da Clint Eastwood, esperienze che lo avevano formato soprattutto nel carattere e che poi ha saputo trasferire all’interno dei suoi personaggi. All’età di soli 12 anni perse la madre a causa di un incendio e quattro anni più tardi prestò servizio nei marines.

Ecco spiegata la sua naturale durezza in alcuni film, specialmente in ‘Mississippi Burning – Le radici dell’odio’, che gli valse all’inizio solo una nomination alla statuetta d’oro; per poi agguantarla sul serio nel lontano 1993 per aver recitato, proprio con Clint Eastwood ne ‘Gli Spietati’. Ma Eugene Allen Hackman, questo il nome per esteso, quasi 27 anni fa aveva già ‘firmato’ una grossa fetta di storia del cinema americano ed internazionale.

Se il suo esordio risale a quasi 50 anni fa, proprio con il personaggio menzionato all’inizio, qualche anno più tardi, sempre nel decennio 1970 ma verso la fine, impersonò la prima versione cinematografica della nemesi di Superman nelle omonime trasposizioni cinematografiche con lo sfortunato collega Christopher Reeve, Lex Luthor. Più che una consacrazione, fu una conferma del suo versatile talento.

Il suo è sempre stato un personaggio rude quanto basta accompagnata da una piacevole ironia, fino a trasformarlo in un vero e proprio mattacchione. Più volte, Gene Hackman ha riproposto questo schema in diverse pellicole che ha girato in oltre quarant’anni di carriera. Tanto per citarne qualcuna: ‘Bat 21’, ‘Senza via di Scampo’, ‘Uccidete la colomba bianca’, ‘Conflitto di classe’, ‘Pronti a morire’, ‘La giuria’, ‘Le riserve’, fino ad arrivare all’ultima apparizione in ‘Una poltrona per due candidati’ dove recita un ex presidente degli Stati Uniti che si ritrova a partecipare alle elezioni come Sindaco di una contea americana. La pellicola è del 2004 ma è solo nel 2008 che conferma di essersi ritirato dal cinema.

Stessa decisione anche per Sean Connery. Il solo pensare al suo nome, fa scattare riferimenti all’agente segreto più famoso della storia della settima arte e, a essere precisi, anche della letteratura internazionale. Se non fosse stato per lo scrittore Ian Fleming chissà in quale ruolo, l’attore di Edimburgo, avrebbe trovato la sua consacrazione?

Negli anni 80 tanti eroi sono stati interpretati dal grande attore: il maestro d’armi Ramirez nel film cult ‘Highlander – l’ultimo immortale’, il padre di Indiana Jones ne ‘L’ultima Crociata’. Indimenticabile anche e soprattutto in un’altra pellicola sempre dello stesso decennio: Gli intoccabili. In quell’occasione impersonava il duro poliziotto Jimmy Malone, al fianco di attori come Kevin Costner, Andy Garcia e l’altro mostro sacro di Hollywood Robert de Niro.

Volendo fare una sorta di paragone: se Clint Eastwood forse è quello più completo dei tre, l’attore scozzese proprio ne Gli intoccabili si rende protagonista di una delle scene più commoventi del cinema: la tragica morte del poliziotto Jimmy Malone. Ma Sean Connery ha ricoperto ogni tipo di ruolo. Questa capacità è dovuta dal semplice fatto che in gioventù ha svolto diversi lavori tra cui il lavapiatti, bagnino, muratore e addirittura verniciatore di bare. Anche Sean Connery, come Gene Hackman, in gioventù si arruola, non proprio nei marines, ma nella marina militare britannica.

Il suo fascino è rimasto immutato nel tempo nonostante l’avanzare delle età. Eccelso nelle pellicole come ‘Caccia ad Ottobre Rosso’, che inaugurava la serie dei film dedicato Jack Ryan, ‘Presidio – scena di un crimine’, ‘Sol Levante’.

Nella sua carriera ha preso parte a due lungometraggi dedicati a Robin Hood: il primo nel 1975 ‘Robin e Marian’, nel secondo invece prese parte ad un cameo nel ruolo di Riccardo Cuor di Leone in ‘Robin Hood – Principe dei ladri’. E ancora: ‘Assassinio sull’Oriente Express’, la trasposizione cinematografica de ‘Il nome della rosa’, ‘The Rock’, ‘Scoprendo Forrester’ e fino ad arrivare nel 2003 con il film ‘La Leggenda degli uomini straordinari’.

Quest’ultimo titolo potrebbe essere usato per tutti e tre, tre attori straordinari che sono diventati icone in un’epoca in cui la prestanza fisica doveva andare a braccetto con il talento puro, naturale, senza scorciatoie. Tre divi di Hollywood che nonostante l’età, nonostante l’essere ormai quasi centenari, sono dei punti di riferimento per le generazioni presenti e future e che forse nessuno riuscirà mai ad eguagliare.

In questa rapida carrellata di ricordi e di lungometraggi, necessariamente sintetizzata, manca all’appello un altro grande; anch’egli nacque nel 1930 ma il 24 marzo. Stiamo parlando di Steve McQueen. La sua stella si spense il 7 novembre del 1980.

Testo a cura di Vincenzo Pepe

 

 



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