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Society

Society - 24/02/2018

I Nuovi Orizzonti di Nicola Artico: “L’arte come benessere”

L'artista espone allo Spazio NoLo 43 e in questa intervista ci racconta genesi e ambizione della sua attività.

Jessica Zhu di Spazio Nolo 43 sta facendo a Milano quello che molti blasonati galleristi si ostinano a evitare: dare spazio al talento al di fuori dei giochi di mercato. Lo può fare perché NoLo, il quartiere dei creativi a nord di piazzale Loreto, è diventato un terreno fertile per la proposta, nel vero senso della parola, l’atto di proporre. Il pubblico risponde bene, visto che l’altra sera per Nicola Artico, un “noler” di origine veneta, c’erano tante persone nello spazio polifunzionale. Artico debuttava la sua esposizione “Nuovi Orizzonti”, una pregevole sintesi dell’ultima (in ordine di tempo) produzione dell’artista.

nicola artico quadriNicola Artico inizia a interessarsi fin da giovane al mondo orientale e, sotto la guida di un maestro spirituale, per 25 anni pratica la meditazione e studia l’effetto curativo dei suoni sul corpo umano secondo le antiche scritture indiane. Anche se non immediatamente riconoscibile, questa matrice ricorre nelle tele esposte a Spazio Nolo 43.
Il Massaggio Sonoro è  un metodo innovativo da lui creato in cui, attraverso i suoni e le vibrazioni degli strumenti, aiuta le persone a trovare un proprio percorso personale per vivere in piena consapevolezza il momento presente.
La musica è la sua altra forma d’espressione. Suona diversi strumenti, tra cui il flauto traverso di bambù, numerose percussioni indiane e la chitarra, accompagnando spesso i pezzi con la sua voce. Ha partecipato all’incisione di dieci cd come percussionista e composto e registrato tre cd di musica curativa come solista.

nicola artico quadri espostiNel 2007, con l’ideazione del progetto di video-ritratti Tele mutanti, reinterpretazione di opere del passato con personaggi famosi che fungono da attori, Nicola ottiene riconoscimenti internazionale, coinvolgendo nelle sue opere Vittorio Sgarbi, Philippe Daverio, Enzo Iacchetti, Piero Chiambretti, Oliviero Toscani, Vittorio Feltri, Gad Lerner, Lucilla Agosti e altri.
L’artista per la mostra a NoLo ha scelto un filone omogeneo che include anche alcuni dipinti materici. “Sono un ex restauratore di pietre e affreschi – ci dice ricevendoci all’opening – mi è rimasto il desiderio di includere materiali di varia origine. Qui ci sono lavori su tela, con resine epossidiche, prodotti liquidi che, se esposti a una temperatura minima di 10-15 gradi, iniziano a diventare solide, che uso per rendere colori più lucidi. Alcuni dei colori che uso poi sono termosensibili, quindi cangianti”.

nicola articoNegli ultimi anni, sentendo forte la necessità di dedicarsi totalmente al benessere personale, Artico ha deciso di inglobare tutte le sue forme espressive creando quadri colorati e luminosi. Guardandoli, si sta bene.

Sono lavori recenti, alcuni di qualche settimana, e ho voluto proporli assieme per esporre un filone omogeneo”.

L’influenza artistica predominante, secondo il suo parere?Non ci ho mai pensato, in verità. L’influenza concettuale della musica indiana, di cui mi occupo parallelamente da 25 anni, è quella che costituisce una componente costante del mio lavoro. Canto e suono con gli strumenti tradizionali indiani seguendo un guru, mi interessa l’aspetto terapeutico di quel tipo di musica. E quindi i colori, i temi indiani spesso ricorrono nei titoli, Alba Primordiale, Sblocca te stesso, Cuore Cosmico, alcuni hanno dei temi in sanscrito. Poi lascio agli altri dire a cosa riportano le mie opere, il che fa solo piacere secondo me”.

Far star bene gli altri è il suo obiettivo. Ma da spettatore, cosa cerca nell’arte altrui?Se è fatta bene mi interessa, ho amici artisti e vado a trovarli in studio, per scambi, idee. Come quelli che lavorano con la resina, ad esempio, voglio vedere come realizzano la loro arte. Oltre il concetto mi interessa il modo di lavorare, indagare, il vero essere artista è anche questa voglia di apprendere dagli altri“.

nicola artico arte
Nicola Artico utilizza i dipinti materici nei suoi laboratori per bambini, chiamati L’Artista Magico, che hanno lo scopo di far raggiungere lo spazio interiore del silenzio, dove nascono la creatività, l’intuizione, la gioia e l’entusiasmo. L’ambizione di ogni artista è sempre usare l’arte per veicolo di comunicare: “Dopo aver lavorato coi personaggi famosi inserendoli nelle tele mutanti – conclude – , ho fatto un’esperienza in oncologia pediatrica. E da quel momento ho voluto indirizzare la mia attività verso uno stato d’animo di benessere che credo sia il fine ultimo della mia arte”.



Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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