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Society

Society - 17/12/2018

I saggi delle celebrità, nel 2018 al top Francesco Totti e Michelle Hunziker

E poi Marchionne e Gué Pequeno: il 2018 visto attraverso le parole dei protagonisti della storia recente del nostro paese.

Secondo la classifica di gradimento dei lettori di saggistica di Google Books di Apple, Francesco Totti e Michelle Hunziker sono tra i top seller del 2018 con i loro rispettivi libri. Appassionano perché svelano tratti privati di figure pubbliche che raccontano quello che vogliono di sé.

Una vita apparentemente perfetta” racconta una Michelle Hunziker nascosta. Per la showgirl svizzera famosa in Italia e Germania, c’è stato un tempo in cui quel sorriso era la più luminosa delle maschere, indossato per nascondere le fragilità di una ragazza di poco più di vent’anni. Proprio nel momento più buio della sua esistenza avviene l’incontro destinato a cambiarla. Lei è una donna accogliente, materna, empatica, capace di intercettare negli altri le debolezze e le crepe di cui forse nemmeno sono consapevoli: proprio per questo, una formidabile manipolatrice. La mela rossa con la quale seduce Michelle ha il sapore dolce della comprensione profonda, dell’ascolto privo di giudizio.

Per il calciatore Francesco Totti, che nel 2018 ha sperimentato il suo primo anno “senza calcio”, il libro della sua vita “Un Capitano”, scritto con Paolo Condò, è un regalo ai suoi innumerevoli supporter.

L’infanzia in via Vetulonia, i primi calci al pallone, la timidezza e la paura del buio, la vita di quartiere in una Roma che forse non esiste più. Gli amici che resteranno gli stessi per tutta la vita. Gli allenamenti a cui la mamma lo accompagnava in 126, asciugandogli i capelli con i bocchettoni in inverno. L’esordio in Serie A a 16 anni in un pomeriggio di marzo del 1993 a Brescia, con i pantaloni della tuta che al momento di entrare in campo si impigliano nei tacchetti; il primo derby, il primo gol, il rischio di essere ceduto alla Sampdoria prima ancora che la sua favola in giallorosso possa cominciare. E poi la gloria: caso più unico che raro di profeta in patria, venticinque anni con la stessa maglia, capitano per sempre, un palmares che annovera un epico Scudetto, due Coppe Italia e due Supercoppe Italiane, oltre ovviamente al Mondiale 2006 conquistato da protagonista con la Nazionale. E ancora il matrimonio da sogno con Ilary Blasi, la vita mondana attraversata sempre con leggerezza.

Nei top seller c’è anche l’autobiografia (precoce?) di un rapper. Si tratta del libro di Gué Pequeno, “Guérriero. Storie di sofisticata ignoranza” uscito a maggio che la star della musica descrive così: «Da bambino volevo essere il personaggio di un film, e sono riuscito a diventarlo. Ma Gué si nasce e non si diventa. Ho visto un miliardo di reati, ho scritto testi con l’odore acre dei pacchi di droga nel cervello. È più forte che mangiarsi una scodella di wasabi. Fin da adolescente ho avuto il piede in due scarpe, mi guardavo intorno a 360 gradi, cosa che mi ha reso subito ambizioso. Camminavo coi delinquenti e coi borghesi allo stesso tempo. Non ero sicuro di me, ero magro, il mio difetto fisico all’occhio era anche più accentuato di adesso, ero timido e sentivo di non piacere alle donne. Ma mi ero ripromesso due cose: che avrei spaccato col mio stile e avrei fatto soldi.

Altra figura emblematica della storia recente d’Italia, Sergio Marchionne, altro libro vendutissimo quest’anno, “Lo Straniero” soprattutto in concomitanza della scomparsa del manager lo scorso luglio. Sergio Marchionne, figlio di un carabiniere abruzzese emigrato in Canada, è l’uomo che ha preso in mano la Fiat nel delicato momento di transizione dopo la morte di Gianni e Umberto Agnelli, ne ha evitato il fallimento, l’ha condotta all’acquisto e alla riorganizzazione di un gigante decaduto dell’industria americana come Chrysler e ha fatto nascere il gruppo internazionale Fca. In questo libro, Paolo Bricco scrive con ricchezza di documenti e testimonianze la biografia di un manager unico: le sue radici tra gli italoamericani di Toronto, l’arrivo, da straniero, nella Torino in declino di inizio XXI secolo, prima l’idillio e poi gli scontri senza quartiere con il sindacato, il rapporto con Barack Obama, i sogni e i compromessi con la realtà, fino all’improvvisa scomparsa nel luglio 2018.



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