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Society

Society - 21/03/2019

Il mito di Blow-Up e la Swinging London in un libro di Contrasto

Nel volume anche un reportage sui maghi dell'obiettivo dell'epoca: Brian Duffy, Terence Donovan e David Bailey.

Il capolavoro del cinema d’essai di Michelangelo Antonioni, quel Blow-Up che sconvolse il mondo nel 1966, è ancora un oggetto di culto. In occasione dell’uscita, per Contrasto, dell’ultimo titolo della collana In Parole, Paolo Mereghetti, Luca Mastrantonio e Alessandra Mauro saranno a Forma Meravigli per presentare Io sono il fotografo. Blow-up e la fotografia. L’appuntamento è il 21 marzo 2019 alle 18.30 a Milano per raccontare, insieme al volume, il celebre film di Michelangelo Antonioni.

Il pubblico potrà conoscere alcuni materiali inediti provenienti dall’Archivio Antonioni e presenti nel libro, insieme al racconto di Julio Cortázar, Le bave del diavolo, che ispirò il regista, e il soggetto integrale firmato da Antonioni stesso, che sul grande schermo volle con se artisti del calibro di Vanessa Redgrave e Jane Birkin.

Un’occasione per raccontare le immagini originali che Don McCullin realizzò per Antonioni e che il protagonista del film appende alle pareti; immagini che andarono perdute con la fine delle riprese. Dopo quasi trent’anni, nel 1996, vennero acquistate da un collezionista, Philippe Garner, durante un’asta a Londra. Erano 21. In Io sono il fotografo sono affiancate alle foto di scena, tra cui quelle di Eve Arnold, e alcune immagini di backstage. I tre protagonisti dell’evento, Mereghetti, Mastrantonio e Mauro, ci guideranno attraverso le relazioni tra i diversi mezzi espressivi visivi, ripercorrendo le tappe che hanno portato alla concezione e realizzazione del film.

“C’è chi fa il torero, chi il deputato. Io faccio il fotografo” dice Thomas, protagonista di Blow-up

Per delineare in modo più autentico la figura del protagonista, fotografo di moda che sta virando i suoi interessi verso la fotografia sociale, e i suoi ambienti lavorativi, Antonioni prese spunto da alcuni fotografi britannici di allora e si servì persino dei loro lavori all’interno del film come nel caso di John Cowan, a cui il protagonista si ispira. Pagina dopo pagina, tra i materiali preparatori del film troviamo anche un questionario per i fotografi di moda della Swinging London, una relazione del giornalista Anthony Haden-Guest sul mondo dei fotografi e sulle loro abitudini e, infine, un reportage di Francis Wyndham sui fotografi Brian Duffy, Terence Donovan e David Bailey.

La presentazione del 21 marzo permetterà al pubblico di ritrovare il fascino inalterato che Blow-up continua a esercitare ancora oggi, le sue riflessioni teoriche sul rapporto tra cinema e fotografia e tra fotografia e realtà – quindi tra occhio umano e obiettivo fotografico -, il contesto storico-fotografico in cui il film è realizzato, lo spaccato della società contemporanea e, naturalmente, la mitica Swinging London.



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