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Society - 19/12/2020

Il presepe pop di Marco Lodola approda agli Uffizi

La Rai lo "dimentica", Firenze lo accoglie. Ecco come le sculture luminose pop dell'artista pavese sono diventate il caso dell'anno.

Un presepe con personaggi laici fatto di luce, come la maggior parte delle opere di Marco Lodola, è sulla bocca di tutti in questo momento.

L’artista pavese si è trovato al centro di una clamorosa polemica in questo Natale di lockdown, visto che Striscia la notizia su Canale 5 con molta enfasi si è occupata del presepe commissionato dalla Rai e poi abbandonato. Il mancato allestimento di questa versione “laica e musicale” della natività, pagata oltre trentamila euro, è un vero mistero. “Striscia” ha mandato comunicazione alla stampa che dice che “nessuno sa il motivo per cui l’opera commissionata e presentata in pompa magna venga ora nascosta senza spiegazione alcuna“.

La Rai, prima azienda culturale italiana, ha scelto di non esporre l’opera d’arte – “forse perché timorosa che un “presepe laico” aprisse qualche polemica tra i più tradizionalisti al punto che l’autore, letteralmente, è andato a riprendersela in viale Mazzini. Il lieto fine di questa brutta storia è che siano stati addirittura gli Uffizi di Firenze, secondo museo italiano per visitatori, a richiederla e a esporla“, scrivono da Striscia.

Al tg satirico di Mediaset Marco Lodola ha dichiarato: «Sono in contatto con i miei avvocati per quantificare i danni morali che ho subìto: una cosa del genere non mi era mai capitata. La Rai aveva da mesi le immagini del presepe che ora viene censurato in maniera medievale. Siamo all’assurdo».

Marco Lodola è comunque uno degli artisti più famosi, viventi, che abbiamo in Italia. E quindi sembra appropriato che adesso il direttore della Galleria degli Uffizi Eike Dieter Schmidt e anche il critico d’arte Vittorio Sgarbi e il sindaco di Firenze Dario Nardella abbiano accolto l’artista e l’opera in tempo per le feste.

Gli ambienti della Galleria degli Uffizi di Firenze ospitano per il periodo do Natale la grande installazione dell’artista Marco Lodola: Giuseppe è Lucio Dalla, Maria è Gigliola Cinquetti, tra i pastori ci sono Pavarotti, Rino Gaetano, Renzo Arbore e Freddie Mercury.

Quindi con grande dimostrazione di aderenza alla contemporaneità, uno dei poli museali più prestigiosi del mondo, gli Uffizi di Firenze, si trasformano nello scenario di un grande presepe diffuso di arte pop. A partire dalla sera del 17 dicembre l’installazione realizzata da Marco Lodola con figure retroilluminate ed intitolata ‘Natività. Presepe luminoso’, sarà visibile per tutto il periodo delle feste dai lungarni, dal Ponte Vecchio e dal piazzale del museo: le varie parti delle quali si compone saranno accolte sia al primo che al secondo piano della Galleria.

L’allestimento ha come tema centrale la musica leggera, in particolare quella italiana, e propone, nei panni dei protagonisti del Presepe, molti dei cantanti che nel corso dei decenni hanno partecipato al festival di Sanremo. Dalle vetrate del Verone al primo piano del museo (lato Arno) si potranno ammirare le figure colorate di Lucio Dalla e di Gigliola Cinquetti, con alle spalle le sagome di un’orchestra: interpreteranno, rispettivamente, il ruolo di Giuseppe e di Maria. Sempre il Verone accoglierà anche il bue, l’asinello ed una stella a simboleggiare Gesù bambino: questo gruppo sarà visibile dal Ponte Vecchio, mentre un terzo, formato da un piccolo esercito di pastori e re magi, lo si vedrà dal piazzale degli Uffizi. Da questa visuale si potranno ammirare tante star della musica sia italiana che estera: tra queste, solo per citarne alcune, Freddie Mercury, David Bowie, Louis Armstrong, ma soprattutto artisti nostrani come Luciano Pavarotti, Rino Gaetano, Mina, Renzo Arbore, Rita Pavone, Max Pezzali, Caterina Caselli. In posizione superiore, al secondo piano della Galleria, in corrispondenza della finestra panoramica rivolta verso Ponte Vecchio, ci sarà una grande stella cometa.

Lodola spiega di aver concepito l’installazione a partire da una riflessione sulla “condizione di sofferenza che viviamo oggi”.  Questa, dice, “è stata l’ispirazione da cui sono partito per rappresentare una rinascita luminosa, un senso di speranza, la fiducia in un cambiamento. Come le figurine del presepe, noi siamo la manovalanza di un tempo sospeso, orchestrali senza pubblico, teatro senza copione, ribalta in attesa della sua star. Il collegamento con il Festival di Sanremo ha aggiunto un sapore pop, con i personaggi familiari che sono passati negli anni su quel palcoscenico. La grande stella cometa, conosciuta anche come ‘stella delle genti’, l’ho pensata appunto come un mare di facce in cui ognuno può immaginare la propria”.

Il direttore Eike Schmidt: “Con questo presepe pop e coloratissimo, gli Uffizi chiusi per la pandemia salutano dalle finestre i passanti. Ma soprattutto strizzano l’occhio ai presepi nei dipinti del Rinascimento, gremiti di celebrità del tempo, ai personaggi veri ritratti nelle figure sacre di tanti quadri famosi, quadri che saranno ad aspettare i visitatori quando riapriremo. Per questo l’installazione di Marco Lodola vale anche come un messaggio di speranza, durante la chiusura dei musei e di tante istituzioni culturali”.

Il sindaco di Firenze Dario Nardella: “I musei sono forzatamente chiusi ma si può sbirciare dalle loro finestre: dai lungarni e da Ponte Vecchio potremo ammirare fino al nuovo anno questo originale presepe dedicato alla musica, in attesa di poter di nuovo finalmente fruire della cultura dal vivo”.

Il critico d’arte Vittorio Sgarbi: “Arte e fede sono una cosa; ed è quindi inevitabile che tocchi al primo museo d’Italia, gli Uffizi, rappresentare, nel modo più luminoso, le festività natalizie. Il tentativo del Vaticano, con le ceramiche di Castelli in Piazza San Pietro, ha determinato discussioni. La scelta del pirotecnico direttore Eike Schmidt di chiamare l’artista della luce per eccellenza, Marco Lodola, a comporre il suo presepe nel Verone degli Uffizi perché domini e si rispecchi nell’acqua del fiume, e sia visibile dal Lungarno, è una intuizione moderna e originale nel pensiero della tradizione e dei valori cristiani. Nelle Natività di Rubens il bambino è un bozzolo di luce. Qui la luce è l’idea stessa di Dio. Sotto la stella cometa che tutti ci unisce nel pensiero del Santo Natale”.



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