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Society - 13/07/2021

Il vino dopo la crisi: naturale, semplice, sobrio

Dall’11 al 13 luglio Italian Taste Summit tra aziende italiane, buyer internazionali e critici stranieri nel primo evento strategico B2B dopo il lockdown.

Un gala in un castello sul lago di Garda ha dato il riavvio alla stagione degli incontri business di uno dei settori più vitali della nostra economia, il vinicolo. Nel momento della ripartenza post crisi è emerso che il vino dovrà essere un elemento sempre più semplice, naturale e sobrio della nostra vita. Con la profonda voglia di socialità di ritorno che anima queste settimane, l’Italian Taste Summit ha ristabilito alcune priorità del settore eno-gastronomico italiano.

Il Lago di Garda si è trasformato per tre giorni nella capitale italiana dell’internazionalizzazione del vino. Grazie alla quarta edizione dell’Italian Taste Summit, con una selezione delle più identitarie realtà vitivinicole nazionali a confronto con la critica internazionale e con i buyer dei principali mercati mondiali nel quadro delle nuove dinamiche e scenari dettati dalla pandemia.

Sempre più cruciale nella vendita di vini, l’Experience Design e il tema del customer engagement, ovvero la creazione di rituali ad hoc per far sentire accolti i consumatori – in cantina o attraverso i canali virtuali – e creare con loro un legame duraturo. Tutto questo disegnando un’esperienza coerente con la vision aziendale. Presenti a Italian Taste Summit, tra gli altri, i produttori pugliesi Cantine Amastuola (a destra), produttore di vini Malvasia biologici a Massafra, Taranto. Agli ospiti del summit è stato offerto un benevenuto con vini della cantina Conte Vistarino. Di recente è scomparso il nipote del conte Augusto Giorgi di Vistarino, che nel 1865 piantò per primo il Pinot Nero in Oltrepo.

Questa edizione di Italian Taste Summit è il primo appuntamento strategico B2B di questa portata dopo la fine delle restrizioni e unico nel quale il numero di cantine presenti è identico a quello degli importatori invitati. All’evento, studiato ad hoc per favorire il dialogo diretto con gli operatori del settore e lo scambio commerciale, partecipano oltre 50 cantine selezionate, tra cui Endrizzi, Feudi di Romans, Firriato, Conti Bossi Fedrigotti, e i più importanti operatori provenienti da Giappone, USA, Messico, Canada, Russia, Ucraina, Gran Bretagna, Svizzera e altre nazioni europee (incluse quelle dell’Est).

Presenti, tra gli altri alcuni player che con l’italianità stanno facendo business ad alti livelli nel mondo. Daniele Di Carlo, di Vignamadre, che in Germania ha deciso di esportare vino di qualità dall’Abruzzo, il nuovo place-to-be per le viticulture. E Jimmy Bastian Rieberholot di Wine Schmecker in Danimarca, che sta potenziando il mercato dell’e-commerce di vino nella nuova patria della ristorazione stellata mondiale. Non è solo un market place questo sito danese: è soprattutto una community che fa crescere il gusto per il buon vino, un capitolo di spesa che in 5 anni si prevede raddoppierà nei mercati più maturi d’Europa.

La ripresa globale dei consumi del vino, come si è ascoltato nei seminari a Rocca di Lonato del Garda, è prevista a partire da quest’anno. L’ultimo report di Grand View Research prevede infatti che il mercato globale del vino cresca a un ritmo medio del 6,4% all’anno (in termini di valore) già a partire dal 2021, e che continui a farlo fino al 2028 sottraendo progressivamente quote a quello dei superalcolici. E in tal senso anche i dati Istat sull’export di vino italiano nei primi tre mesi dell’anno lanciano segnali incoraggianti, con il +12% registrato nel mese di marzo (in termini di valore) e il trimestre chiuso in linea con il 2019.


Alla Rocca di Lonato del Garda, in apertura del summit, c’è stata la Tasting Room in anteprima con la possibilità di provare abbinamenti tra piatti e vini straordinari.

ITALIAN TASTE SUMMIT rappresenta anche l’occasione per fare il punto su come sono cambiati i mercati in epoca Covid e su quali ulteriori evoluzioni si prevedono per quella post Covid. Questi temi verranno affrontati nel corso di due Summit dedicati alle strategie da adottare da parte delle aziende in questo momento di ripartenza sui mercati globali. ripresa globale dei consumi prevista a partire da quest’anno. L’ultimo report di Grand View Research prevede infatti che il mercato globale del vino cresca a un ritmo medio del 6,4% all’anno (in termini di valore) già a partire dal 2021, e che continui a farlo fino al 2028 sottraendo progressivamente quote a quello dei superalcolici. E in tal senso anche i dati Istat sull’export di vino italiano nei primi tre mesi dell’anno lanciano segnali incoraggianti, con il +12% registrato nel mese di marzo (in termini di valore) e il trimestre chiuso in linea con il 2019.

L’evento Italian Taste Summit ha avuto come cornice lo splendido scenario di Rocca Viscontea di Lonato sul Garda, in provincia di Brescia. “Sui mercati globali il Covid ha accelerato una serie di processi che erano già in auge alla fine del 2019, quali ad esempio la necessità da parte delle aziende di una presenza multicanale e il commercio online, ma ha innescato anche una serie di processi nuovi, che impongono un notevole adeguamento delle strategie di marcato anche solo rispetto a un anno fa”, sottolinea Joanna Miro, AD del Gruppo Wine Global Aspect e organizzatore dell’evento. “Oggi è indispensabile fare un passo in avanti e dimenticare il semplice storytelling. I consumatori devono essere coinvolti nelle esperienze disegnate su loro misura, nei rituali creati per rassicurare, accogliere e rendere loro partecipi direttamente nella visione aziendale. Parliamo dell’Experience Design, di un passaggio direi epocale con cui il consumatore viene “inserito” all’interno dell’azienda”.

Il primo seminario è stato dedicato al tema del Neuromarketing & Posizionamento. Posta l’esigenza di creare una relazione con i clienti, e appurata l’accelerazione dello spostamento verso il commercio online, quali strategie devono essere amplificate o modificate da parte delle aziende vitivinicole dopo il trauma che tutte le società hanno subito? 

I seminari moderati da Emanuele Bottiroli, hanno visto intervenire il prof. Vincenzo Russo, docente dello IULM di Milano e decano del Neuromarketing applicato al mondo del vino. “Le richieste da parte dei consumatori e distributori alle aziende di recente si sono focalizzate sull’impegno sul territorio e su come lavorare con altre aziende. Ovvero come avere fiducia dai marchi, chi individuare come punto di riferimento anche nella capacità di essere collaborativi nel momento del bisogno“, dice il professore.

Ettore Prandini, presidente nazionale di Coldiretti, ha raccontato l’esperienza raccolta dai produttori in questi ultimi mesi: “Dobbiamo investire dopo il Covid nell’immaginare meccanismi nuovi e di strategia nel lungo periodo. Se non sosteniamo le nascite e l’impiego del lavoro delle donne, cogliendo gli esempi migliori degli altri paesi nel settore vitivinicolo, non avremo successo. Bisogna fare rete e creare condizioni favorevoli per la crescita. Questo passa anche dall’attenzione a come viene presentato il prodotto e conoscerne le potenzialità. Da rappresentante di organizzazione agricola, dico che dobbiamo pensare alla logistica con prezzi competitivi e con modalità veloci. Su questo non c’è dubbio: il costo di questo capitolo dei paesi concorrenti a volte arriva anche a 50 volte in meno perché gli altri azzerano le inefficienze”.

Il presidente del Movimento turismo del vino della Lombardia, Carlo Pietrasanta ha invece sottolineato come le cantine che hanno fronteggiato meglio la flessione delle vendite di prodotto fossero quelle che hanno promosso online il loro lavoro.

Durante il gala dinner dell’Italian Taste Summit 2021, Joanna Miro di Wine Global Aspect ha conferito il neonato premio “Nobili terrae” a Ronco Margherita. Il produttore è famoso per vini friulani pregiati come Picolit, Friulano, Refosco dal Peduncolo Rosso e Ribolla Gialla, ma anche vini internazionali come Pinot Grigio, Chardonnay, Merlot. Fotoservizio da Rocca di Lontato – Brescia – a cura di Mr Shuffle / The Way Magazine.

Joanna Miro, AD del Gruppo Wine Global Aspect e organizzatore dell’evento, ha raccontato lo spirito della tre giorni così: “Per noi è soprattutto un lavoro di posizionamento dell’identità italiana all’estero. Vogliamo rappresentare il territorio attraverso la cultura del vino”.



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