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Society

Society - 04/05/2018

Incontro con l’incisore Carsten Borck: “Io, berlinese, amo il mare ligure”

L'artista tedesco ci racconta il suo metodo di incisione particolare. E confida l'attrazione per la storia e il paesaggio di Albenga.

La torre di piazza San Michele ad Albenga, riviera di ponente ligure, è un luogo fermo al medioevo. Nell’incanto dei mattoni scuri perfettamente conservati, scoviamo l’artista Carsten Borck, un vero estimatore di questi luoghi che qui vuole restare a creare, illuminato da tanto misterioso passato.

Le opere di Carsten Borck sono delle incisioni con metodi tradizionali e innovativi. © VG Bild-Kunst, Bonn 2018

“Qui si respira l’incontro di culture del Mediterraneo – ci dice il creativo berlinese che da due anni frequenta sempre di più questi lidi – e da berlinese il mare ligure mi ha stregato. So che destinazioni italiane come Milano possono essere più redditizie per un artista, ma qui c’è il mare, e io voglio guardarlo ogni giorno”.

In effetti nelle incisioni che sono appese alle pareti della torre, parte di una mostra che ha svelato il lavoro di Borck ai numerosi turisti di primavera in provincia di Savona, il mare ritorna come motivo ed eco costante. Molte incisioni di Carsten Borck si basano su schizzi che l’incisore berlinese esegue durante i suoi viaggi.

La pastatipia è il suo metodo di realizzazione di opere: una macchina per la pasta relativamente leggera sostituisce l’altrimenti massiccia torchio calcografico. Così non solo si creano i bozzetti durante il viaggio, ma le stesse stampe finite. Con colori ad acquerello e pennelli l’artista abbozza le sue impressioni su una lastra di plastica. Questa viene poi fatta ruotare con un pezzo di carta da stampare attraverso la macchina per la pasta riadattata a pressa per incisione. Il risultato è un monotipo, che detiene la fugace impressione. La piastra di incisione è di nuovo pronta all’uso, non viene ripulita. Così si può vedere sulla stampa successiva un’ombra di quella precedente. Passato e presente diventano uno.

© VG Bild-Kunst, Bonn 2018

L’artista deve ora lasciare la centralissima torre millenaria. La scuola di paese lo ospiterà nelle sue aule. “Ho fatto in questi luoghi anche delle performance pubbliche – ci dice salutandoci – perché volevo mostrare a tutti il mondo in cui realizzo le mie opere. Anche il processo è parte della creatività”.


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