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Society - 17/05/2017

Italia e Giappone si incontrano: le arti di Shogoro e Stefano Giglio

Oriente e Occidente in un evento patrocinato dal Consolato Generale del Giappone a Milano alla libreria Bocca nella Galleria Vittorio Emanuele di Milano.

Shogoro, artista e pensatore giapponese, ha incontrato l’artista italiano Stefano Giglio in un evento organizzato da Collettivo C13, associazione culturale Giappone in Italia alla Libreria Bocca, nel cuore della Galleria V. Emanuele II, un evento aperto a tutti. Durante l’incontro, dove sono state esposte alcune opere create per le mostre di Giglio
“Ad Est di Nessun Ovest” – “Wanderlust” – “De:Rerum Mirabilia” – “TELLURIC”, si è parlato di come la ricerca artistica giapponese abbia influenzato il percorso di alcuni artisti italiani.

Stefano Giglio e Shogoro alla Libreria Bocca di Milano.

Stefano Giglio e Shogoro alla Libreria Bocca di Milano.

Negli oggetti esposti (che vi proponiamo in foto) si puó leggere il dialogo tra il maestro Shogoro e l’artista ed amico Stefano Giglio, un dialogo creativo e filosofico che spazia tra Venezia, Firenze ed Osaka.

L’artista Stefano Giglio crea le sue opere usando una tecnica tutta italiana il Bucchero con una filosofia tutta giapponese.È sempre tutto nero, ma quel nero che ha sempre mille sfumature. Mentre lavoro l’argilla immagino già i riflessi, penso, memorizzo il tipo di legno da utilizzare, la sua forma, la quantità di foglie per creare la giusta umidità, fino alla posizione dell’opera all’interno del forno. Pian piano con il tempo, con il dialogo, sono riuscito a creare un contatto così profondo con madre natura da sentire tutta la sua delicatezza”.

Il Bucchero è un’antica tecnica etrusca, si distingue dal suo colore nero e dalla finitura lucida. L’opera viene cotta in forno adatto a produrre un’atmosfera interna fortemente riducente, priva di ossigeno e, grazie alle reazioni chimiche che in queste condizioni di cottura si sviluppano, gli oggetti assumono la colorazione nera.

Tutto è iniziato da un incontro casuale con alcuni artisti giapponesi seguiti dal maestro Shogoro, da allora il percorso filosofico non si è più arrestato, una continua ricerca dei punti in comune tra la cultura occidentale e quella orientale. In tutto questo tempo si è instaurato un legame profondo non solo creativo o di amicizia, ma un legame dei luoghi, quel contatto dimenticato tra uomo, natura, arte, stagioni, quella libertà che gli artisti riescono a trovare al Bosco di Mitsue dietro la casa del poeta Toshihiko in Giappone e quello di Venezia al FORTino.

Nelle foto alcune opere create per le mostre:
“Ad Est di Nessun Ovest” – “Wanderlust” – “De:Rerum Mirabilia” – “TELLURIC“.



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