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Society

Society - 06/04/2020

“Italia RIP”, la ripartenza morale secondo la scultura di Giuseppe D’Angelo

Bisogna soffermarsi per trovare la corretta chiave di lettura dell’opera. Augurio o presa di coscienza dell'attuale tragedia?

Una scultura a muro di marmo emperador con lettere in bronzo. L’opera “Italia RIP” di Giuseppe D’Angelo è un segno dei tempi inequivocabile, laddove RIP vuol dire “Rest in peace” ma anche altro: “Immagino sia l’inizio della parola ‘ripartenza’, ognuno di noi ha le visioni diverse nel bene e nel male anche quando si guarda l’arte. Fatto sta che il marmo distrutto rappresenta l’Italia, sono partito da quello che sta succedendo e dall’inadeguatezza della politica in questo momento”.

Questa è INRI altra scultura di Giuseppe D’Angelo. Il blocco di marmo frantumato cattura la mia energia, è l’energia che in esso posseduta consacra una nuova forma e fa si che l’opera creata trovi respiro di vita per poi mostrarsi.

L’opera Inri, ci dice l’artista, “rappresenta la situazione attuale. INRI la n cade e rimane la parole IRI che rappresentava fino al 2002 un ente pubblico con funzioni di politica industriale acronimo di Istituto per la Ricostruzione Industriale. Il marmo distrutto rappresenta l’Italia ma allo stesso tempo crea una croce Dio morto e poi risorto. Dalla crisi si rinasce dalle macerie si ricostruisce IRI o INRI speriamo passi presto questo momento difficile”.

“Italia RIP” di Giuseppe D’Angelo. La scultura ha generato anche “IRI”, un’altra allegorica opera dello scultore di origine palermitana naturalizzato in Veneto.

Sicuramente gli effetti del Coronavirus si riflettono anche nell’arte di questo talentuoso scultore, docente di tecniche della scultura all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Anche in questo lavoro, l’artista giunge a una voluta ridondanza della forma esaltata nella sua plasticità. Sul suo Instagram ci sono anche dei video dove mostra la genesi della rottura della materia marmorea.

La mia passione per l’arte è nata in maniera spontanea da ragazzino quando rubavo di nascosto un album di disegno di mia madre maestra elementare. Oggi l’arte è il mio modo di conversare e comunicare“. Ed è per questo che in un momento così delicato per l’Italia il suo gesto di “dominazione” della materia per esprimere un messaggio ha una valenza ancora più cruciale.

Giuseppe D’Angelo manipola materiali preziosi quali il marmo, pietre dure, pietre preziose, riducendole, sminuzzandole e poi aggregandole in un mosaico.

Giuseppe D’Angelo, sculura calco in gesso “Andrà tutto bene”, 2020.

Andrà tutto bene” è invece una scultura figurativa di due mani che si stringono, con colori che rimandano a simboli in voga al momento ma che attengono a un immaginario che si perde nella notta dei tempi: la vicinanza fisica nel mutuo aiuto.

 



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