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Society

Society - 01/02/2020

La Casa degli artisti riapre a Milano: è ancora l’anti-Brera?

In un clima di euforia si sta svolgendo l'opening affollata. Con artisti di strada, attori, musicisti. Per recuperare l'antico sapore "contro" di queste mura.

Dopo 10 anni di abbandono, e scongiurato il pericolo di commercializzazione in agguato, nella centralissima Brera a Milano, oggi ha riaperto ufficialmente la Casa degli Artisti. Uno spazio con più livelli, a due passi da corso Garibaldi (zona Moscova) che ha aperto la prima volta nel 1911. All’epoca era l’anti-Brera, come ha giustamente sottolineato nel discorso d’apertura Luca Scarlini, saggista e storyteller: “I loc, erano gli emarginati dell’epoca, dallo spagnolo loco, pazzo, e si radunavano tutti attorno all’odierno teatro Strehler, dove sorgeva il Tivoli, il parco di divertimenti più povero, misero e strano d’Italia. Qui c’è stata sempre una cultura di antitesi all’accedemica arte che veniva promossa nella non lontana Brera”.

E infatti si narra anche di lotte con i poteri forti e antagonismi di artisti. Eppure questa casa, con un bel giardino retrostante, è rimasta sempre com’era, un luogo che ha seguito tutte le vicende artistiche indipendenti della città. Sin da quando nel 1911 fu indetta un’inaugurazione con tutta la Milano artististica. Vista la concorrenza con Brera, l’apertura fu accolta con prudenza.

Curiosità che ha attirato anche l’interesse delle centinaia di persone che sono tuttora in coda su Corso Garibaldi: il ricordo della presenza di Achille Beltrame che realizzava qui le mitiche copertine de La Domenica del Corriere. “Erano le tavole in cui illustrava il fatto del momento – ha detto Scarlini – a via Solferino nella sede del Corriere gli davano informazioni minime, raccolte in sole otto righe e lui immaginava le copertine che hanno fatto epoca, dal 1911 al 1938. Veniva qui tutti i giorni e il martedì consegnava le tavole. Amava lavorare senza luce, perché per l’immagine giornalistica non c’era bisogno, diceva”.

Emozionante ritrovare lo studio di Achille Beltrame nella Casa degli artisti. Un illustratore passato alla storia per le fantasiose copertine de La Domenica del Corriere.

E invece oggi di luce ce n’è parecchia nell’edificio interamente ristrutturato secondo le nuove mode e tecnologie ma che inspiegabilmente mantiene un love affaire con l’atmosfera vintage e carbonara dei luoghi artistici vissuti.

Peter Welz (Berlino, 1972), Luca Pozzi (Milano,1983), Gianni Caravaggio (Rocca San Giovanni,1968), Yan Duyvendak (Paesi Bassi,1965), Pietro Coletta (Bari, 1948) saranno i primi artisti che sono stati scelti per una residenza. La Feltrinelli è già in pole position per organizzare occasioni d’incontro nel grande piano terra.

Lo staff dell’ATS alla Casa degli Artisti include: Valentina Kastlunger, Valentina Picariello, Giulia Restifo, Christian Gancitano , Matteo Bianchi, Mattia Bosco, Mariavera Chiari, Francesco Piccolomini, Lorenzo Vatalaro, Susanna Ravelli, Lorenzo Castellini. Cinque realtà associate: le realtà no-profit ZONA K, That’s Contemporary, Spazio XPO’, NIC, e Centro Itard Lombardia, impresa sociale con l’obiettivo di fare formazione, ricerca e sviluppo di realtà culturali.

Lodi a loro che hanno iniziato da subito a lavorare alacremente per un palinsesto culturale di rilievo. E lode al Comune di Milano per aver sostenuto un progetto artistico in un momento in cui ce n’è davvero bisogno in città. Vista la sete di cultura e di aggregazione che la cittadinanza esprime.



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