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Society - 30/12/2018

La liuteria toscana, patrimonio che allieta ancora

La bottega di Paolo Vettori e Figli, è l’unica in Italia che vanta tre generazioni ininterrotte di liutai: è attiva infatti da Dario il vecchio che iniziò il lavoro nel 1935 a Firenzuola.

Strumenti ad arco plasmati da maestri artigiani e restaurati da mani altrettanto sapienti, sono tornati a suonare nell’ambito dei Concerti della Liuteria Toscana, festival organizzato in questo dicembre 2018 da Fondazione CR Firenze, Orchestra da Camera Fiorentina e Associazione Osservatorio dei Mestieri d’Arte, con il patrocinio di Ministero dei beni e delle attività culturali, Regione Toscana, Città Metropolitana di Firenze, Comune di Firenze.

A Firenze l’arte liutaia si tramanda ed è tenuta in gran considerazione. Nell’ultima tornata di concerti, si è visto un violoncello ottocentesco di Luigi Cavallini, capostipite di una nota dinastia di liutai. E ancora, un violino datato 1760 a firma di Lorenzo e Tommaso Carcassi, strumenti realizzati da Carlo Vettori in copia del celebre quintetto Mediceo che Antonio Stradivari costruì per la corte dei Medici nel 1690.

Altro pezzo pregiato, il violoncello Antonio Gragnani 1760 affidato al Duo Nannoni Prestia.

I maestri liutai ancora attivi sono Paolo Vettori, Paolo Sorgentone e Michele Mecatti, le famiglie Cavallini e Volpini: dalle loro botteghe – o dalle loro collezioni – vengono gli strumenti che si sentono suonare.

I VETTORI – La tradizione per i Vettori, protagonisti del nostro fotoservizio di questo articolo, inizia con il Dario anziano nel 1935 a Firenzuola, continua con il figlio Paolo, ed è ora portato nel nuovo secolo con i suoi nipoti Dario, Sofia e Lapo, che lavorano con il loro padre a Firenze. Negli anni ’70 e ’80, Paolo frequenta frequentemente il laboratorio della famiglia Sderci per osservare la loro tecnica e frequentò allo stesso modo Lapo Casini. A metà degli anni ’80, divenne amico e discepolo di G. Stefanini, che stava venendo a Firenze negli ultimi anni da cui Paolo apprese le abilità e l’arte della famiglia Bisiach. L’officina di Vettori è particolarmente interessata alla selezione del legno pregiato. Attualmente, su richiesta, il laboratorio costruirà strumenti, utilizzando l’abete rosso dell’Appenino toscano, abbattuto nel 1772 (l’età e la provenienza del legno, è garantito dal Dipartimento di Dendrocronologia dell’università della Tuscia).



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