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Society

Society - 30/01/2019

La Pop Art che unisce Italia e Cina

La collaborazione tra il designer italiano Carcerano e gli artisti cinesi Xu De Qi e Zhang Hong Mei.

L’arte contemporanea cinese, la Pop Art ed il design italiano: la bellezza della commistione è stata molto ammirata alla Biennale di Architettura di Venezia lo scorso anno presso il Padiglione della Repubblica di San Marino.

Le opere erano idee d’arredo casa frutto della collaborazione tra il designer italiano Carcerano e gli artisti cinesi Xu De Qi e Zhang Hong Mei.

Cosa accade se si uniscono il gusto ed il design italiano, la provocazione della “pop art” e la ricerca artistica di due degli artisti cinesi più interessanti della scena contemporanea? Nascono pezzi di arredo per la casa davvero unici: colorati, pop, a volte coraggiosi, ma sempre solidamente ancorati in tradizioni diverse ma presenti, solide, evidenti.

Non si tratta solo di far decorare i mobili da qualche artista, cosa già vista tante volte, ma di far interloquire tra loro artisti diversi, per tipo d’arte, per cultura, per provenienza. Ma accomunati dalla stessa tensione artista, dalla voglia di creare, di innovare, ma anche di restare coerenti alle culture di riferimento. Ecco quindi mobili certo decorati con gusto, con colori sgargianti, esplosioni di pop art cinese, ma anche soluzioni stilistiche che ricordano in modo evidente la cultura cinese tradizionale.

Il percorso di Xu De Qi e Zhang Hong Mei è quello di artisti coraggiosi, che hanno voluto declinare la provocazione della Pop Art con la cultura cinese, coniugando Andy Warhol e Marilyn con le icone, i tratti, i simboli cinesi più antichi, colori irriverenti con teste dei Guerrieri Ming. Il risultato è incredibilmente armonico, piacevole, di grande gusto, per un arredamento che diventa l’architettura per accogliere le opere di due grandi artisti cinesi, che attraverso la possibilità di interagire con lo spazio tridimensionale riescono ad assegnare alla loro opera un valore cinetico che libera la loro creatività su piani compositivi differenziati.

“Un modo per rappresentare la creatività non in due dimensioni, ma in modo tridimensionale affinché si possa parlare di comunicazione diretta ed integrale tra colore, luce forma e spazio per fondersi in una scena onirica e coinvolgere il pubblico nella rappresentazione dell’opera d’arte che diventa tangibile nel momento in cui il mobile si appropria della sua funzione.” – ha dichiarato Piero Luigi Carcerano.

“Una chiave di lettura sempre stimolante e nuova. Il confronto costante tra artisti, architetti, designer, cinesi, italiani e sammarinesi non produce solo degli affiancamenti, che pure sarebbero stimolanti, ma vere e proprie fusioni, intersecazioni, rimandi culturali ed artistici, spunti nuovi ed affascinanti. – ha dichiarato Vincenzo Sanfo, curatore del Padiglione di San Marino.

Piero Carcerano, uscito dal Politecnico di Torino nel 1980, fondè lo stesso anno lo Studio CPL. Dal 1994 al 1997 è stato professore a contratto alla Facoltà di Architettura all’Università di Chieti. Nel 1999 realizzò il primo Centro di Realtà Virtuale d’Italia. Oggi è general manager della Future Design (studio di architettura e industrial design che si occupa di stile, design, tecnologia, innovazione e comunicazione) e dal 2017 è tutor per lo sviluppo di startup alla Shandong University Technology, in Cina.

Xu De Qi è nato a Jinan nel 1964 ha studiato presso la China Central Accademy of Fine Arts e presso la Shandong Normal University dove insegna dal 1991. Ha esposto le sue opere alla Biennale dello Shandong, a Pechino, Jinan, Shanghai, Hohot, Venezia, Torino, Roma, Cosenza, alla Biennale di Sabbioneta, alla biennale di Venezia, Parigi, Madrid, Londra, Città del Messico. La grande capacità tecnica di Xu De Qi si abbina ad una fantasia ed a una originalità di pensiero unita ad una gioia di vivere ed ottimismo per il futuro che si esplicita in una rivisitazione, ludico-Pop, della grande espansione economica cinese.

Zhang Hong Mei – Nata nel 1973, si laurea presso l’Accademia di Belle Arti dello Shandong e nel 2001 consegue una seconda laurea in disegno tessile all’Università Qinghua. Il suo lavoro si sviluppa attraverso una ricerca dedicata all’ astrazione, ma ancora legata ad alcuni riferimenti storici derivanti al realismo cinese. Dal 2001 espone a Pechino, Weifang, Jinan, Chongqing, Hohhot, Dalian, Denver, Miami, Bangkok, Il Cairo, Parigi, Madrid, Londra, Torino, Berlino, Milano, Barolo, alla biennale di Venezia. Artista completa realizza oltre ai dipinti, sculture, ceramiche, tessuti delle grandi case di moda, scenografie teatrali, video oltre ad essere insegnante di disegno tessile e vicedirettore del dipartimento presso la Shandong University.



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