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Society

Society - 16/03/2020

La scultura di Alex Chinneck: l’arte è un’illusione

C'è del teatro, dell'ingegneria e dell'architettura nell'opera dell'artista britannico. Che sorprende su grandi dimensioni.

Alex Chinneck, artista britannico noto per la sua visione originale e dirompente, a fine 2019 è arrivato a Parma con una mostra che documentava lo sviluppo e la creazione dell’installazione milanese IQOS World revealed by Alex Chinneck, presentata in occasione della Design Week 2019. Il successo è stato immediato e anche molto meritato. L’artista ha ricoperto un intero palazzo con un espediente ottico che vedete nelle foto.

Per il futuro, l’artista ha fatto sapere di voler esclusivamente lavorare sullo stupore, di addetti ai lavori così come di bambini. E le ambizioni di essere libero “senza committenti, come un vero street artist”, è la sua priorità.

Il lavoro di Alex Chinneck è stato presentato per la prima volta in Italia nell’aprile del 2019, rispecchiando la reputazione internazionale dell’artista, capace di creare installazioni scultoree che scompaginano il mondo che ci circonda, mettendo in discussione la comprensione di oggetti e materiali familiari.

IQOS World Revealed by Alex Chinneck, BDC28, Parma, foto di Francesca Bocchia – 2019.

Invitato a pensare per gli spazi dell’Opificio 31 – nel cuore del distretto milanese di Tortona – un progetto capace di raccontare un nuovo futuro e inedite possibilità, Chinneck ha dimostrato la sua abilità unica nell’unire arte, architettura e teatro, dando origine a un’installazione in scala monumentale. È stata infatti l’architettura stessa dell’edificio – sia esterna che interna – a trasformarsi in opera d’arte, assumendo forme nuove e inattese: le pareti e i pavimenti sono diventati metafora di un processo di trasformazione, capace di evocare, attraverso immaginifici portali, infinite vie verso un possibile futuro.

Il progetto ha visto protagonista l’architettura dell’intero edificio che, attraverso una serie di interventi scultorei, è stata trasformata in modo spettacolare, sfidando la percezione del pubblico. All’esterno, l’artista ha ricreato una facciata totalmente nuova, il cui prospetto – richiamo all’estetica della tradizionale architettura milanese – sembrava “aprirsi” in una delle sue estremità attraverso una zip che lasciava intravedere l’interno dell’edificio. Gli spazi interni, invece, sono stati trasformati radicalmente, attraverso “aperture” inaspettate nel pavimento in cemento e nelle pareti in pietra.

Racconta Alex Chinneck: “In questo progetto materiali e forme architettoniche familiari e rassicuranti sono stati trasformati in straordinari e inattesi; attraverso l’uso ripetuto della cerniera, infatti, abbiamo ‘aperto’ un edificio dall’estetica apparentemente tradizionale immaginando con ironia cosa si potesse nascondere oltre la facciata, i pavimenti e le pareti. Una luce eterea si propaga da ogni apertura, inondando lo spazio di colore e diffondendo un senso di positività”.

Il lavoro di Chinneck, per ammissione dello stesso artista, deve obbedire a due principi sempre saldi: deve far riflettere e far divertire. E ci riesce.



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