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Society

Society - 28/05/2019

L’opera più “social” della Biennale è l’orinatoio di Xing Junqin

Si tratta dell'artista cinese ospite di San Marino che attira code di cacciatori di selfie. Per immortalare il dipinto figurativo più provocatorio della manifestazione a Venezia.

Esposta nel padiglione di San Marino, presso l’ex Ospedaletto, l’opera che raffigura un orinatoio con due soldati è una delle più fotografare e visitate della Biennale d’Arte di Venezia aperta questo mese. Il dipinto del cinese Xing Junqin sta catalizzando l’attenzione dei visitatori che fanno la coda, a volte anche di un ora, per fotografare la provocatoria opera.

 

Xing Junqin, artista storico , è stato tra i fondatori di 798, la cittadella dell’arte creata a Pechino dagli artisti e oggi divenuto un esempio a livello mondiale, oltre che un luogo assolutamente da visitare per chi si reca a Pechino.

 

Alla Biennale, Xing Junqin è presente per la prima volta con le sue opere a tematica militare, che gli hanno valso numerosi riconoscimenti internazionali.

 

Grazie alla forza silenziosa delle opere esposte, il Padiglione di San Marino, curato da Vincenzo Sanfo, sta riscuotendo anche quest’anno un notevole successo grazie ad una attenta selezione delle opere e per la capacità di mettere in relazione artisti diversi di nazionalità diverse, sensibilità che riescono a trovare inaspettati punti di congiunzione e nuove letture.

 

Oltre 400 persone hanno affollato, nel giorno della inaugurazione sino a notte fonda, le sale del ex Ospedaletto riaperto al pubblico per la prima volta dopo molti anni.

 

La selezione accomuna artisti di diverse estrazioni dalla Cina al Sud America, e le presenze degli artisti San Marinesi si collocano con grande autorevolezza, dimostrando ancora una volta la grande volontà di questo piccolo stato di competere con nazioni più blasonate.

 

L’opera provocatoria di Xing Junqin e il faro attrattivo del padiglione, dove andare alla scoperta di artisti dalla straordinaria qualità ed interesse, come Xu Deqi con le sue China Girl accompagnate da splendidi animali quali Tigri e Pantere a lanciare il messaggio “Se proprio vuoi portare una pelliccia, portala viva”.

 

Oppure Chen Cheng Wei, che con le sue atmosfere di una Cina anni trenta, sorprende il pubblico dei visitatori per la straordinaria qualità della sua pittura.

 

Una pittura dal “realismo magico”, coinvolgente, con immagini che restano indelebilmente presenti nella mente degli spettatori. Atmosfere inaspettate, che riescono a coniugare una estetica “pop” contemporanea con intuizioni che possono riportare quasi a riferimenti decadenti, certo inusuali, sicuramente sorprendenti.

 

E poi ancora Giovanna Fra, Jens W Beyrich, Li Geng, Tang Shuangning.

 

Il crescere delle presenze nei due spazi ex Ospedaletto e Palazzo Bollani che a volte hanno costretto a chiudere gli ingressi per evitare affollamenti, sono il segno del grande successo del Padiglione, che va ben al di là di premi e riconoscimenti.

 

Il Padiglione di San Marino regala così, con le presenze dei suoi artisti, opere in grado di sfidare i tempi e sicuramente destinate a restare nella storia di questa edizione della Biennale, colma di opere effimere e destinate, spesso, a non restare neppure nella memoria, essendo in parte dedicate solo a scatenare la breve e distratta curiosità



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