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Society

Society - 14/09/2018

Luca La Pasta, il modello-dj che studia finanza

Segnatevi il suo nome: il giovane napoletano è tra i talentuosi (e belli) che faranno presto parlare di sé.

Fare foto e presenziare a eventi di prestigio è un po’ una costante per Luca La Pasta, diciottenne napoletano che è conosciuto negli ambienti della movida partenopea come dj Luka.

Fisico allenato, 78 kg per 1,81 di altezza, dedizione alla causa “estetica” come tutti i ragazzi della sua età, ma con un plus da non trascurare: l’interesse per l’economia e finanza. Luca tra un allenamento in palestra, lo studio e l’organizzazione di feste notturne, si documenta e legge le storie di successo degli altri. Una carriera nel management lo attende, del resto è figlio di Giuseppe La Pasta, uno dei maggiori organizzatori di eventi nel settore luxury.

La Pasta è infatti titolare del Club Super Car Italia, un’associazione no profit che riunisce proprietari di macchine di lusso che si organizzano per partecipare a eventi in giro per l’Italia. L’orgoglio delle cose belle fa dunque parte del dna di Luca: “Non ho realizzato ancora shooting professionali come modello – ci confida – ma per me l’allenamento fisico conta molto. Parte della bellezza del sentirsi bene è ovviamente anche l’alimentazione giusta. Il 20% di quello che ottengo è dato dall’esercizio a corpo libero e body building, sono seguito da due personal trainer molto bravi, Luigi Rullo e Cristian Flauto. Il resto è tutto imputabile a una giusta dieta”. E anche tanto meritato riposo, una questione che i diciottenni di oggi sembrano non calcolare molto: “E invece io tengo a dare il giusto peso alle cose. La priorità non può essere far tardi a guardare lo smartphone. Cerco di tenermi impegnato e dare il massimo di giorno, e riposare bene”.

Con Cult Events, però, Luca la notte la vive eccome. “Nel tempo libero organizzo feste e metto musica col nome di dj Luka metto musica genere future house ma non è raro andare anche sulla trap e reggaeton”, ci svela, tenendo a precisare la natura esclusiva di queste occasioni.

Le foto che vedete in questo servizio sono scattate in parte dalla sorella di Luca, Sara, “una figura importante per me, sempre al mio fianco”. Facile prevedere per Luca una carriera nel mondo della moda, sembra nato per essere modello di stili di vita contemporanei, sani, intelligenti. Anche se ora lo attende un corso di studi a Economia e Commercio “per poi specializzarmi nella finanza di Borsa, con master in aziende estere”.

Per i suoi look Luca dice: “Mi piace vestire in maniera adeguata non fuori luogo ma non necessariamente con grandi firme. Credo che il gusto personale vada assecondato in base alle situazioni. Mi è capitato di assistere a incontri di lavoro con mio padre e ho già abbondantemente sperimentato la tenuta formale in giacca e cravatta”.

Il brand che preferisce è Ralph Lauren, “perché mi sono accorto che mi sta bene sempre, anche se nel tempo libero mi piace vestire Supreme, mi piace vestire anche casual”.

E poi ci sono le passioni, che mamma Annamaria e papà Giuseppe hanno sempre sostenuto e per questo Luca le sente davvero libere e proprie: “Essendo figlio di un presidente di un club di auto, mi piace il mondo del collezionismo, dei modelli, delle penne e orologi. Apprezzo molto il mood vintage che si sta affermando anche tra i giovani. Imparare dal passato arricchisce”.

Di arricchimento poi Luca parla in maniera candida anche nel senso più stretto del termine: “Sono convinto che con lo studio e la passione si possa arrivare dove si vuole. Mi piace leggere e grazie alla famiglia ho anche conosciuto persone che mi hanno parlato di esperienze e di fama internazionale. Sono curioso e mi vorrei ispirare a loro e superare i loro traguardi. Io mi sono appassionato alla finanza, studio i trend delle azioni in Borsa e mi piace tenermi aggiornato sulle aziende che stanno influenzando la nostra vita, ovvero i giganti del web come Google, Instagram. Voglio scoprire le strategie sia di marketing sia di mantenimento di questi altissimi livelli. Le ammiro e le osservo per imparare”.

Luca, da vero nativo tecnologico, ha il mito del successo che deriva dal lavoro serio e dall’autodeterminazione:Un tempo si guardava alle aziende petrolifere come macchine da soldi. Oggi è tutto sostituito dalla finanza e dalla tecnologia. Mi sembra un modo più aperto in tema di percorsi per il raggiungimento degli obiettivi. Non bisogna avere pozzi di oro nero per sfondare, ma possedere la preparazione e l’intuizione giusta”.

In campo lavorativo, ora Luca sostiene la meritocrazia e ne fa un vanto: “Per tutti vale l’impegno, anche per chi è figlio del Sud che viene sempre visto come privo di opportunità. Se nessuno si impegna non avremo risultati e purtroppo nei mei coetanei serpeggia la rassegnazione. Ma io voglio far parte di chi le cose le fa e non si lamenta solo del mancato cambiamento. L’allenamento fisico mi sta insegnando proprio questo. La vita è una palestra, sacrificio e dedizione. E personalmente so mettere in cantiere anche le delusioni”.

 



Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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