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Society

Society - 09/12/2018

Massimiliano Ossini, ascesa di un anti-divo tv

Un presentatore garbato, un appassionato sportivo e un amabile intrattenitore. Sta avendo successo dopo anni di gavetta con uno stile pacato.

Dopo troppe ore di televisione urlata e strapazzata, è rassicurante constatare che il 40enne Massimiliano Ossini, nato artisticamente a Disney Channel, stia ottenendo il meritato successo per i programmi Rai che conduce.
Dopo il successo di “Uno Mattina Estate” su Rai Uno e l’attuale impegno con “Mezzogiorno in famiglia” il programma più visto del weekend di Rai2, il presentatore torna alla guida di “Linea Bianca” in onda ogni sabato alle ore 14 su Rai1.
Al tradizionale appuntamento con la montagna si aggiunge la già avviata rubrica “La mia montagna” in onda ogni venerdì mattina all’interno di “Uno Mattina”; uno spin-off di “Linea Bianca” che vuole raccontare altre sfumature ma sopratutto esserne l’anteprima della puntata in onda il sabato pomeriggio.
Un pizzico di tv verità non ha risparmiato però nemmeno lui. Recentemente ha raccontato alcuni retroscena in cui è stato coinvolto: “Ho rischiato di morire durante le registrazioni di Linea Bianca ma per fortuna io e la mia squadra stiamo bene” e aggiunge “Siamo rimasti a quattromila metri, sul cocuzzolo della montagna. Mi sono spaventato molto. Lì subentra anche il panico

Ossini è ppassionato di viaggi e di natura, dopo aver studiato Scienze della Comunicazione ha esordito in teatro. Nel 2000, quasi per gioco, venne scelto per Disney Channel tra 1500 giovani aspiranti, diventando, tra il 2001 e il 2005, il volto del canale.

Il suo ingresso in Rai è con “Disney Club” su Rai 2. In seguito ai forti consensi di pubblico, Rai 1 gli affidò la conduzione di “Linea Verde”. Da allora è diventato una presenza fissa nei programmi di divulgazione – tra cui “Cose dell’altro Geo”, “I love Italy”, “Unomattina Verde”, “Cronache animali”, “Unomattina Estate” e molti altri – fino agli attuali “Linea Bianca”, su Rai 1, e “Mezzogiorno in famiglia” su Rai 2.

Massimiliano Ossini ne approfitta anche per suggerire come affrontare certe situazioni o sport con consapevolezza e capacità: “Mai avventurarsi da soli, bisogna affidarsi a persone che conoscono bene la montagna. Chi viene in montagna con noi deve essere un po’ alpinista, anche gli operatori si allenano

Kalipè – Lo spirito della montagna” è disponibile in tutte le librerie d’Italia è il suo primo libro uscito per Rai Libri che parla non solo di montagna ma anche del percorso di Ossini alla ricerca della felicità.

L’espressione Kalipè è un augurio in uso nelle zone himalayane, che significa ‘camminare sempre a passo corto e lento’. Un racconto di vita che supera l’autobiografia per diventare un ‘diario di vetta’, dove la montagna è una metafora della vita. La passione per lo sport, l’ambiente e l’autenticità nei rapporti rendono genuino un percorso speciale e reale, raccontato dallo stesso Ossini. Le memorie di un viaggio continuo tra passato, presente e futuro. Da un lato, il fiume della realtà, bulimico e vorticoso, i primi passi di una professione sotto i riflettori, la felice scoperta della televisione. Dall’altro, l’abbraccio dolce e severo della montagna, la fatica del sentiero, la magia della vetta. In mezzo, un ragazzino, innamorato dei campi e assetato di ossigeno, che si trasforma in un uomo alla perenne ricerca di senso.

Massimiliano Ossini e Caterina Balivo, la Rai Uno che si rinnova.

Massimiliano Ossini, ricordando Lino Zani, famoso alpinista, si apre totalmente al suo pubblico, raccontandone i passaggi cruciali della propria vita; l’amore e l’amicizia, le gioie della famiglia e il miracolo della paternità, una carriera di successo, un viaggio lungo un crepaccio profondo che sembra non avere via di uscita ma soprattutto il dialogo profondo e intimo con se stesso, fatto di piccoli gesti, grandi incontri e continue scelte di libertà.

Il divino panorama della natura lascia alle spalle il caos della città; lì incontra il silenzio tra gli orizzonti e le rocce. La sfida più grande per Ossini è svuotarsi del superfluo per tornare all’essenziale, cadere e imparare a rialzarsi, mettersi in gioco ogni giorno per diventare  testimone di quella bellezza, che brilla inesauribile, fuori e dentro di noi.



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