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Society - 28/02/2021

Massimiliano Varrese: “L’olismo mi aiuta anche sul set”

L'attore pluripremiato è diventato anche un esperto di training olistici. La sua filosofia: non tirarsi indietro dalle novità.

Un artista a tutto tondo che ha fatto della recitazione il suo biglietto di presentazione accanto a un’innata grazia e bellezza. Massimiliano Varrese (Roma, 5 gennaio 1976) è un attore, cantante e ballerino italiano che recentemente ha vinto il Vesuvius International Film Festival (2020) in qualità di Miglior Attore Protagonista per l’interpretazione del film Affittasi vita. Varrese aveva già vinto come Miglior giovane talento il Premio Vittorio Gassman (2007) grazie all’interpretazione di Step nel musical Tre metri sopra il cielo. Basterebbero questi due riconoscimenti per far capire la poliedricità del personaggio, che ha esordito a fine anni Novanta con Raffaella Carrà in un mitico show della serie “Carramba! che fortuna” che lo portò anche nel 2001 a essere chiamato per la sua avvenenza nel clip di Geri Halliwell “It’s Raining Men” (4 milioni di copie nel mondo). Oggi, però, Massimiliano racconta a The Way Magazine anche la sua nuova vita, che in realtà affianca a quella che tutti conoscono: quella di esperto di training olistici.

Massimiliano Varrese in una foto di Marco Melfi. “𝙉𝙤𝙣 𝙥𝙪𝙤𝙞 𝙙𝙞𝙧𝙚 𝙙𝙞 𝙉𝙊 𝙖 𝙪𝙣𝙖 𝙘𝙤𝙨𝙖 𝙘𝙝𝙚 𝙣𝙤𝙣 𝙘𝙤𝙣𝙤𝙨𝙘𝙞”, scrive l’attore sul suo Instagram.

Massimiliano dicci subito di cosa ti occupi in questa nuova veste.

Da quando sono piccolo ho seguito le discipline sportive come le arti marziali. Le praticavo già a cinque anni, quindi non è proprio nuovo per me. Solo che oggi sono pienamente responsabile e consapevole dell’importanza di questo ambito nella nostra vita. Ho depositato un nuovo metodo di attività, il training olistico totale, aiuto a trovare il coraggio di credere in sé stessi. Inoltre sono trainer di Judo e Kudo e sono coach olistico.

Il corpo ha fatto in parte anche la tua fortuna professionale. Cosa dobbiamo proteggere più del nostro corpo?

Il corpo ha dentro il potere della sua autoguarigione, quindi in principio serve rispetto delle leggi naturali. Su di me ho provato varie discipline e funzionano: gli insegnamenti della medicina tradizionale cinese, il reiki e la meditazione hanno avuto effetti positivi. E li ho raggrupati in un mio metodo di training, adattato per essere assorbito dalla mente occidentale.

Perché riadattarli all’Occidente?

Perché queste discipline hanno bisogno di pratiche lunghe e di menti riflessive non distratte che non non abbiamo. Con la psicologa e psicoterapeuta Rosa Mininno ho creato il Training Olistico Totale, depositato e pubblico, per farlo usare da tutti. Infatti altri medici lo stanno usando come coadiuvante per le persone che studiano tecnica di gestione di stress e ansia.

Da chi ti sei formato per questi approfondimenti?

Mi sono confrontato col dottor Antonio Gorini, partendo dalla sensazione di aver perso il contatto con se stessi e con gli spazi e spingendo la disciplina a un maggior ritorno alla natura.

Che momento stiamo vivendo, secondo te?

Singolare quanto prima dei lockdown fossimo stressati perché si andava sempre di corsa. Ora c’è anche lo stress latente, il dover rispettare le regole, il distanziamento, la festione del pericolo invisibile. Tutto ciò crea uno stato di tensione e dà infiammazione latente. Siamo continuamente in allarme come l’uomo primitivo, si innesca un meccanismo di attacco-fuga che altera anche la respirazione. Non ce ne accorgiamo ma è da un anno che stiamo combattendo e fuggendo, e questo può creare attacchi di panico.

Cosa consigli?

Non sono un medico e quindi spingo a indagini approfondite se la sitiuazione crea problemi, può essere un aiuto andare dallo psicologo. La respirazione, la meditazione, la visualizzazione creativa usata come immaginazione creativa, fa muovere la mente come se facesse fisicamente alcuni passi. Può essere d’aiuto, come l’allenarsi quotidianamente che, lo dice la scienza, fa accendere ricettori vitali. Può aiutare fare la passeggiata, oggi che si sta facendo sempre più strada la medicina forestale. Pensa che il contatto per mezz’ora con l’aria aperta sviluppa il sistema immunitario oltre alla vitamina D presa dal sole. Le sane abitudini dei nostri nonni che vivevano di più all’aria aperta hanno delle verità, in fondo.

Massimiliano Varrese, nell’apertura della pagina a lui dedicata da Alex Pacifico Management. L’attore scrive sui suoi social: “Se nella mia vita mi fossi fermato a dire di NO a tutto quello che non conoscevo, che mi spaventava e che mi metteva insicurezza, forse, anzi sicuramente avrei fatto poco o niente nella mia carriera artistica e da coach”.

Questo tuo interesse per corpo e mente ha migliorato anche le tue performance attoriali?

Ma certo. Ho iniziato con parlare sul set con colleghi e professionisti del settore che si sono trovati bene con i miei consigli. La disciplina mi è servita nella mia vita artistica. Come avrei fatto a lasciarmi andare e se non avessi sviluppato capacità di controllo mentale e fisico? Il mio training l’ho portato in scena da subito, riesce ad attivare frequenze del cervello alte, vicine a quelle del sonno, la vocina della mente che giudica si azzera, e ci si lascia andare col corpo. Oggi penso di avere una marcia in più e i registi se ne accorgono.

Ora a cosa stai lavorando?

Parallelamente continuo con Giovanni Veronesi nel ‘Tutti per Uno’ su Sky dove recito la parte dell’antagonista moschettiere. Ho anche un’attività online: uso il mio mondo social per comunicare i training e quando si può organizzo masterclass per gli artisti che vogliono esplorare questo mondo. Per chi interpreta personaggi è fondamentale raggiungere la libertà, prima di essere se stessi per poi essere ‘altro’.

Come consideri la tua carriera? La tua vita è cambiata?

Le arti marziali mi hanno aiutato molto, il mio training mi ha aiutato perché non ho fatto il mestiere per essere famoso, era una passione che mi ha fatto superare la forma di dislessia che avevo. Ho avuto molti successi e mi sono sempre messo in discussione, specie con le scelte. Mi sono sempre chiesto se i passi che facevo rispecchiavano il mio valore e nel pieno successo ho fatto anche rinunce per rimanere fedele a me stesso. Certo, potevo diventare più popolare ma ho preferito stare bene con me stesso e ripartire in linea con quello che sono. Non è stato facile.

Come ti vedi oggi?

Per me non è vero che il treno passa una volta, sono io che lo vado a scegliere. Il mio modo di vedere la vita si rispecchia nel curarmi, nell’allenamento, nel mangiar bene. Non voglio dimostrare niente se non che si può essere come sono ora a 45 anni se lo si vuole.

Foto di apertura: Andrea Ciccalè.



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