3 Novembre 2021

Matteo Grillo: “Nel mio corto faccio parlare i sentimenti”

Il giovane regista pugliese uscito da NABA Milano con una storia in immagini relativa all'incomunicabilità che abbiamo tutti avvertito in pandemia.

3 Novembre 2021

Matteo Grillo: “Nel mio corto faccio parlare i sentimenti”

Il giovane regista pugliese uscito da NABA Milano con una storia in immagini relativa all'incomunicabilità che abbiamo tutti avvertito in pandemia.

3 Novembre 2021

Matteo Grillo: “Nel mio corto faccio parlare i sentimenti”

Il giovane regista pugliese uscito da NABA Milano con una storia in immagini relativa all'incomunicabilità che abbiamo tutti avvertito in pandemia.

“ROSSO” è la storia di due ragazzi che si osservano da una finestra all’altra ma sono impossibilitati a conoscersi fisicamente. Il cortometraggio interpretato da Gaetano Marsico e Gaia Carmagnani è la prima opera cinematografica di Matteo Grillo, giovane mente creativa di cui vi avevamo mostrato la serie “Icons” lo scorso anno. Come si vede dal trailer, la trama e lo sviluppo di questa azione cinematografica è figlia diretta di quello che tutti noi abbiamo sperimentato in pandemia.

https://vimeo.com/embed-redirect/600088342?embedded=true&source=video_title&owner=98913996

Nel mio corto, ‘Rosso’, faccio parlare i sentimenti – ci racconta il giovane regista esordiente, originario di Cerignola (1992), laureato alla NABA di Milano nel 2021 – ed è stato il compendio di quello che ho appreso nell’indirizzo media design film making”.
Il film è del genere thriller drammatico, dura 14 minuti, col montaggio di Alessandro Zucchelli, è stato girato a Milano in zona Porta Venezia a gennaio 2021, in quattro giorni. Gli attori sono stati scelti oculatamente da Grillo. Il protagonista è di Foggia, si chiama Gaetano Marsico, 25 anni, ha studiato al Centro Sperimentale di Cinematografia, ha 25 anni e canta in una rock band. Lei è invece l’attrice emergente milanese.
“Avevo un’idea su una storia di relazioni tra persone – dice Matteo Grillo – poi con l’arrivo del virus ho risteso la sceneggiatura, che era stata ambientata al passato, ripensandola al futuro. Nella realizzazione sono stato aiutato da una troupe di professionisti, con Jhoni Vilca direttore della fotografia. Per raccontare la distanza tra le persone che non possono incontrarsi dovevano trovare due finestre, volevo ottenere due finestre che si guardassero. Questo è stato l’obiettivo più difficile, ma la magia del cinema ha avvicinato le due finestre. Con il cortometraggio volevo comunicare l’isolamento, la mancanza di contatto umano, l’impossibilità di toccarsi. Una delle scene più significative è quella della mano contro mano dei due protagonisti in un gesto di sfioramento, che si ripete anche nel letto. Si abbracciano nel sogno ma nella storia non si toccano mai”.

La distanza che si è avvertita per il lockdown, racconta il regista, era una distanza di comunicazione: “Abbiamo tanti dispositivi elettronici ma non siamo connessi emotivamente. Questo aspetto mi infastidisce, anzi, mi farebbe piacere che ci si ascoltasse di più. Credo che dopo l’isolamento vero, oggi si stiano rivalutando i contatti veri. Anche se credo ci voglia tempo per accorciare le distanze che si sono create, per questo vorrei che il film suscitasse apprezzamento per le connessioni umane”.
Grillo del mondo distopico creato nel film dice che “è servito per sottolineare ancora di più quello che stiamo vivendo, anche dal punto di vista lavorativo. Con lo smart working è stato imposto un allontanamento ma credo che l’uomo sia un animale sociale che cerca la socialità”.
Ovviamente un pezzo di Matteo è nella storia: “So di stare bene da solo, anche se questa condizione è un’arma a doppio taglio e spesso finisco per rimuginare. Bisogna sapersi dosare, a volte i momenti di crescita sono nella solitudine ma non bisogna escludersi da quello che c’è fuori”.
Dopo l’entusiastica accoglienza di “Rosso”, ora il giovane regista pensa a una carriera nella pre-produzione per unire creatività e capacità organizzativa: “Il produttore creativo e il regista devono collaborare e voglio farmi strada in questi ruoli”, conclude.

Instagram @grillomatteo – Portfolio: matteogrillo.tumblr.com

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Christian D'Antonio

Christian D'Antonio

Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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