24 Gennaio 2021

McNenya: “L’arte pubblica genera socialità sana”

L'artista salernitano è famoso per aver dipinto il tuffatore di Paestum in un mare di plastica per Greenpeace. Altri progetti di sensibilizzazione lo aspettano.

24 Gennaio 2021

McNenya: “L’arte pubblica genera socialità sana”

L'artista salernitano è famoso per aver dipinto il tuffatore di Paestum in un mare di plastica per Greenpeace. Altri progetti di sensibilizzazione lo aspettano.

24 Gennaio 2021

McNenya: “L’arte pubblica genera socialità sana”

L'artista salernitano è famoso per aver dipinto il tuffatore di Paestum in un mare di plastica per Greenpeace. Altri progetti di sensibilizzazione lo aspettano.

Stefano Santoro, conosciuto nell’ambito della street art come McNenya, a 36 anni è il nuovo punto di contatto dell’arte urbana e dei messaggi sociali, soprattutto nella sua natìa Salerno. L’artista, che usa spray art per la sua espressione e dipinge anche su tela, sui suoi profili Facebook e Instagram aggiorna il suo pubblico sulle committenze di cui è protagonista.

E la direzione che sta intraprendendo è sempre più quella della denuncia ambientale e sociale. “Sto iniziando lavori per un laboratorio artistico-sociale – ci racconta in un momento cruciale della sua evoluzione, visto che di questi tempi si sta dedicando sempre più all’arte pubblica con spirito divulgativo – . Spesso il muro non è a disposizione, quindi mi muovo sempre con autorizzazione, anche perché l’elemento di ribellione non mi connota come street artist”.

Alcune immagini dal profilo instagram di Stefano Santoro, alias McNenya.

McNenya, che ha preso in prestito il nome dalla figlia di 9 anni, ci racconta anche il rapporto che ha con la bambina: “Lei mi ha ispirato, visto che da piccolissima non riusciva a pronunciare il suo vero nome Noelia, un nome basco, e credo che oggi sia molto più brava di me a disegnare, ha talento, me la porto anche dietro quando realizzo i lavori”.

Al festival Overline di Baronissi, per il 2021 previsto a luglio, ogni anno vengono chiamati street artist di tanti paesi e tutti di livello molto alto, si dipinge in maniera condivisa. McNenya è una presenza fissa ormai e sta già pensando alla prossima partecipazione.

“Ogni anno – dice l’artista – ci mettono a disposizione una muratura pubblica che viene imbiancata e viene lavorata per rimanere un anno. Ancora oggi è visibile l’intervento che feci due anni fa, su commissione, per un progetto sui corridoi umanitari”.

Da bravo divulgatore, Stefano si interroga sulle finalità del suo gesto artistico e non lo perde mai di vista: “Anche un’immagine genera un’attività sociale sana. La street art si è capito che può abbellire e portare visibilità e turismo. La riqualificazione urbana tramite l’arta urbana è avvenuta anche a Salerno, dove ci sono pezzi di Alice Pasquini di fama globale, o grazie a un murales di Jorit che ha dipinto Trotula De Ruggiero, la prima donna medico della storia, vissuta attorno all’anno Mille, proprio qui dove è nata la grande scuola salernitana che studiava le medicine”.

L’opera che rifà al tuffatore di Paestum è una delle più conosciute di McNenya e si chiama ‘Tuffatore 2.0‘. Nata con Greenpeace di Salerno per sensibilizzare sull’importanza e la difesa dell’acqua, questo pezzo di denuncia ha subito ispirato Santoro: “Ho subito pensato di costruire qualcosa di legato al territorio e mi è venuto in mente di mettere l’immondizia sotto il mare dove si tuffa il personaggio del mitico affresco greco. Oggi la mia interpretazione è una tela ancora esposta al Museo Archeologico di Paestum. Il muro con la versione più grande su richiesta al Comune di Salerno si trova a via Vinciprova nella stessa zona del murales di Jorit e del collettivo All Anema“.

I prossimi passi di McNenya saranno dedicati al restyling dell’azienda grafica Boccia che ha la sede centrale nella zona industriale a Salerno. Realizzerà un lavoro su un muro di 15 metri all’esterno dell’azienda e anche degli interventi interni.

“I miei artisti preferiti – conclude McNenya – sono dei riferimenti che mi ispirano per uso dei colori e geometrie. Sono tutti figurativi come Rosk, Loste, Weik, Asker, Dado. L’interesse che mi muove al momento è esprimermi attraverso l’arte pubblica in accordo con l’interesse della collettività“.

In foto d’apertura: “Tomba del tuffatore 2.0”- Salerno
McNenya dice: “Un entusiasmante lavoro; dipingere per lanciare un messaggio, è stato sempre questo il mio scopo,spero arrivi nella testa e nel cuore di tutti”.

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Christian D'Antonio

Christian D'Antonio

Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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