5 Novembre 2018

Michael Bublé: “Meglio restare puri e non sentire quello che gli altri pensano di te”

Incontro con l'artista canadese che torna sulle scene dopo 2 anni di assenza forzata. "Ho capito che la musica fa restare puri".

5 Novembre 2018

Michael Bublé: “Meglio restare puri e non sentire quello che gli altri pensano di te”

Incontro con l'artista canadese che torna sulle scene dopo 2 anni di assenza forzata. "Ho capito che la musica fa restare puri".

5 Novembre 2018

Michael Bublé: “Meglio restare puri e non sentire quello che gli altri pensano di te”

Incontro con l'artista canadese che torna sulle scene dopo 2 anni di assenza forzata. "Ho capito che la musica fa restare puri".

È andato a messa da solo per le strade di Milano Michael Bublé, superstar dei nostri giorni, famoso in tutto il mondo per la sua musica e voce da crooner che lo ha accostato in 15 anni di carriera ai grandi degli standard americani, da Frank Sinatra in giù. Un uomo cambiato: “Ho visto tanta bella gente e tanta atmosfera, sorridevo per strada. E c’era un ragazzino che suonava ‘Hallelujah’ di Leonard Cohen. Poi d’improvviso tutti i passanti hanno tirato fuori il telefonino e la magia è svanita”.

Michael Steven Bublé, 4 Grammy Awards e numerosi Juno Awards, è in città per parlare di “Love”, il nuovo album in uscita il 16 novembre, il disco che tutti dicevano che non avrebbe mai fatto. La sua vita privata, negli ultimi mesi ha preso il sopravvento nelle cronache globali, benché lui sia fieramente “fuori dal mondo dei social media”. La malattia del piccolo figlio Noah, Luisana Lopilato attrice e modella argentina, sposata nel 2011, che annuncia la nascita la scorsa estate della figlia Vida accolta con una frase simbolica: “Ci hai dato luce e speranza”.

E poi un’intervista a un tabloid britannico che annunciava il suo ritiro dalle scene: “Cosa non si fa per vendere giornali – dice lui – ma in questo caso anche per un tabloid si è trattato di un espediente meschino di cattivo gusto. Io non ho mai dato quell’intervista. Hanno riportato una frase che rilasciai 2 anni fa quando mio figlio si ammalò e dissi che avrei sospeso la mia attività”.

Quindi non ti ritiri dalle scene?

Ma no, come potrei. Questo è quello per cui ho sognato e vivo. Non potrei mai fare a meno della musica e delle performance. Non me ne andrò per molto tempo. Solo che ci sono dei momenti in cui devi staccare e non sai quando potrai riprendere. Mi è successo e ora è più bello di prima.

Cosa ti dà questo mestiere?

Il fatto di poter far parte dei momenti più belli delle persone. Non ne sei convinto finché non ti capita una cosa brutta. Ho dovuto vedere l’inferno in prima persona per apprezzare quanta gioia dia la musica a tante persone. E come sia parte essenziale della mia vita.

Perché non vuoi leggere cose che ti riguardano?

Voglio rimanere puro. Non voglio perdere l’entusiasmo che mi ha avvicinato alla musica in prima battuta. Fare musica con gente che amo senza pensare alle vendite o alle critiche sui social. Tutto è partito perché mi sentivo debole per affrontare la lettura negativa. Da allora, l’ordine alla mia assistente è che non ci si soffermi mai a discutere di cosa gli altri pensano di me. Non voglio confondere quello che sono con quello che faccio.

La vita cosa ti ha insegnato?

Tutti passiamo brutti periodi, anche se ci sono dei grandi prezzi da pagare ne usciamo poi con una visione del mondo diversa. Io penso spesso a cosa serve tutto ciò, perché siamo qui è dove andiamo…la risposta è sempre stata l’amore. Ed è per questo che ho intitolato il disco con un cuore.  Quando la gente sente questo discorso pensa al romanticismo ma non è limitato a quello. L’amore arriva con la solitudine, si accopagna alla speranza, alla sofferenza, si manifesta col desiderio o la mancanza.

Come pensi di trasformare in musica tutto ciò?

Con il mio miglior disco di sempre. Perché credo che sia frutto della vita che ho vissuto. Fatto senza calcoli e senza preoccuparmi di quanto venderà. Se ho un talento, è quello di re-immaginare e reinterpretare i sentimenti. Tutto il tempo del disco è stato impegnato a parlare di sentimenti, non avevo scelta, non avevo interesse a lavorare in maniera diversa. Questa volta volevo fare musica che volevo, che fosse l’essenza della mia vita.

Come sei oggi, dopo due anni di assenza dalle scene?

Voglio vivere in totale onestà. Ho promesso da essere onesto con famigliari e con dio. Ho fatto anche pace con alcuni aspetti del passato. Non voglio più liberarmi dall’etichetta di cantante di Natale, per esempio. Mi preoccupavo prima della percezione che gli altri avevano di me. Per me è un privilegio essere parte della vita famigliare degli altri. Chi lavora con me a volte mi ha chiesto di fare il cool o il duro, ma io credo che questa innocenza e onestà siano parte di me.

Il fanciullino che è dentro Michael Bublé?

Sono un ragazzino in un corpo di 43 anni. Voglio svegliarmi e sorridere ed essere integro, ho detto qualche giorno fa a un mio amico che forse ora sono un artista. Voglio essere puro e onesto.

La canzone del nuovo disco a cui sei più legato?

Forever Now, il cui messaggio lascio agli ascoltatori per interpretare. Devo dire che non ho mai avuto nessuna reazione simile a questa canzone, nemmeno quando le prime volte facevo ascoltare quelli che sarebbero diventati i miei grandi successi.  Ai giovani sembra che parli dei loro genitori, altri dicono che parla ai figli e una persona ha detto che le faceva pensare al suo gatto di 17 anni che è tutto per lei. Per me quella è la magia di una canzone. Non so quando la canterò forse quando mi sentirò bene e forte, ne ho parlato molto in questi giorni, ma non so se riesco ad arrivare alla fine.

Fotoservizio alla presentazione del disco LOVE di Michael Bublé a Milano, 4 novembre 2018 (The Way Magazine)

Un desiderio professionale?
Ne ho due. Mi piace fare uscire dischi che facciano fare figli. E tornare dal vivo davanti al mio pubblico. Nel 2019 farò un tour perché ne ho bisogno.

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Christian D'Antonio

Christian D'Antonio

Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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