Magazine - Fine Living People
Society

Society - 19/12/2020

Michele Penna monta telecamere in strada con i loghi dei social: “Contenti di darci in pasto a chi ci osserva”

Vogliamo essere protagonisti ma non essere intrappolati. Come se ne esce? Un'installazione artistica che fa riflettere.

Ne abbiamo viste di tutti i colori, specie in questo 2020 di riposo forzato in casa. Sui social media spesso gli utenti danno il meglio (o il peggio?) di sé. E il voyerismo e la voglia di apparire dilaga, fin troppo. Michele Penna ha indagato sulla privacy che tanto ci ossessiona ma tanto ci allontana dai nostri comportamenti. E per provocazione, una notte di dicembre, per le vie del centro di Milano, ha installato delle telecamerine. Due a piazzale Loreto, 4 sul trafficatissimo Corso Buenos Aires, altre 4 tra via Montenapoleone e piazza San Babila. Ce ne sono poi in corso Venezia, davanti alla Scala di Milano e attorno al castello. Installazioni che ha chiamato “Watch me”, molto audaci, sia perché si reggono su pali comuni, sia perché recano i loghi dei social media, come Instagram e Facebook, che sono i luoghi virtuali a cui consegnamo quotidianamente una parte di noi.

Saremmo così “leggeri” se vedessimo per strada delle telecamere che ci riprendono per i fini più disparati con questi loghi? Chi è a Milano in questo periodo può andare a vedere l’effetto che fa.Osservando i social nel periodo del lockdown – ci racconta l’artista di cui vi abbiamo già parlato qui per il progetto Oxygen e qui per Angels – non avevamo granché da fare e riversavamo molto della nostra vita sui profili social. Mi ha impressionato la gamma di pubblicazioni, dalle cose spiacevoli come ricoveri in ospedale a voler ostentare informazioni che si possono ritorcere contro. Volevo dare un messaggio a chi usa e abusa di Facebook e Instagram in particolare. Improvvisiamoci influencer se ci fa divertire, ma poi siamo se siamo spiati e anche danneggiati, non ci dobbiamo lamentare”.

Anche Michele Penna è presente sui social, ovviamente. “Lo faccio quando posso, in maniera ragionata, per far conoscere le mie azioni d’arte. Non so se siamo sempre consapevoli e contenti di quello che offriamo al pubblico e ai giganti del digitale. Qualche mese fa c’è stato un movimento di rivolta contro l’applicazione Immuni e invece con il cashback si è verificata un’adesione massiccia. Mi chiedo: fin dove sono disposto ad arrivare pur di essere protagonista?

I social network sono i nostri amplificatori. Il problema è l’eccesso, riflette Michele, che è anche padre ed è particolarmente sensibile alle tematiche sociali. Per realizzare le installazioni Michele si è basato sulle forme delle telecamere retrò, volutamente anticate per renderle più visibili. La fattezza quadrata, grande, lo schermino davanti che ha un plexiglass fumé come si usavano una volta. Li ha montati tutti in prima persona, vestito con una tuta da lavori stradali, ai pali pubblici del semaforo, della luce o in basso ai cartelli stradali.

Le telecamerine della serie “Watch me” di Michele Penna.

“Con queste telecamere – racconta – voglio gridare: svegliatevi, che state facendo? Saremmo disposti a farci riprendere in un Grande Fratello continuo? Eppure lo stiamo già facendo, per appagare la nostra voglia di essere osservati. Solo che se vedessimo la telecamera puntata costantemente su di noi ci rivolteremo. Secondo me quell’esposizione ce la stiamo prendendo noi, troppo, ogni giorno”.



Fashion - 08/03/2017

Comme des Garçons al Met, ecco cosa c’è in mostra da maggio

Rei Kawakubo, la stilista giapponese fondatrice del brand Comme des Garçons, è sulla via della con [...]

Travel - 27/02/2016

Costa D’Avorio, una terra dove dialogano lusso e tradizioni

Vi abbiamo accompagnato in un tour nelle terre magnifiche del Sudafrica, tra lusso e paesaggi bellis [...]

Society - 24/11/2016

“Per capire la cucina andiamo al mercato”. Parola di Gualtiero Marchesi

Gualtiero Marchesi è sinonimo di cultura culinaria italiana da vari decenni. Almeno da quando il su [...]

Top